«Errori di gioventù e non solo poi quella rimessa dal time out...»
di Andrea Montanari
Il tecnico biancorosso Menetti non nasconde i problemi ed elogia anche la combattività pesarese «La nostra è una squadra ancora senza un’identità, i duri impegni in Eurocup ci faranno maturare»
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REGGIO EMILIA. Assenza di solidità. Con quest’immagine il coach della Grissin Bon identifica il vero problema dei suoi nella prima di campionato al PalaBigi.
Max Menetti aveva previsto lo spirito guerriero degli ospiti così come, allo stesso modo, aveva messo in conto l’emozione per la prima davanti al pubblico reggiano che rischiava di farsi sentire fra gli esordienti nella massima serie. Il grande merito degli ospiti è stato quello di non aver mai mollato, mentre Cervi e compagni pagano le disattenzioni che hanno portato a perdere diverse opportunità per dare una spallata al match.
Qual è stato il vero errore dei suoi?
«Non abbiamo mai concretizzato i vantaggi. Tutte le volte che sembravamo entrare in ritmo o che ci portavamo sopra di qualche punto subito commettevamo un errore che non ci permetteva di far fruttare al meglio la situazione. Ci sono stati errori di gioventù, e non solo. Sicuramente la rimessa in uscita dal time out a 35” dalla fine ha complicato le cose, ma bisogna fare un’analisi globale. Dobbiamo trovare un’ identità, c’è da lavorare».
Dall’altra parte ci sono i meriti di Pesaro che non ha mai mollato...
«Hanno avuto un approccio alla gara come lo immaginavamo, energico e combattivo. Hanno preso grande confidenza proprio dai nostri errori. Ogni volta che tornavano a contatto lo facevano con lo spirito rafforzato. Bravo Moore a segnare e trascinare la squadra, ma siamo stati noi ad innescare la loro macchina da canestri».
Tra le note positive quella di Candi. Difensivamente si può già dire che è un fattore?
«Leo mi ha dato molto, ma non voglio limitarmi a pensarlo come un fattore difensivo. Sta crescendo e lo farà ancora in futuro. Il vero fattore sarà quando tutti troveremo il miglior assetto. Ci sarà una partita in cui Mussini sarà decisivo in attacco e altre in cui troveremo nuovi protagonisti in fase difensiva. Non sarà importante vedere chi sarà, ma dobbiamo crescere per raggiungere questo livello».
Ora inizia l’avventura in Eurocup. Sarà importante anche sul piano mentale?
«Giocheremo partite difficili su campi caldi e questo farà maturare in noi la mentalità e la consapevolezza che ancora ci mancano. Si respira grande voglia di giocare questa competizione europea».
Max Menetti aveva previsto lo spirito guerriero degli ospiti così come, allo stesso modo, aveva messo in conto l’emozione per la prima davanti al pubblico reggiano che rischiava di farsi sentire fra gli esordienti nella massima serie. Il grande merito degli ospiti è stato quello di non aver mai mollato, mentre Cervi e compagni pagano le disattenzioni che hanno portato a perdere diverse opportunità per dare una spallata al match.
Qual è stato il vero errore dei suoi?
«Non abbiamo mai concretizzato i vantaggi. Tutte le volte che sembravamo entrare in ritmo o che ci portavamo sopra di qualche punto subito commettevamo un errore che non ci permetteva di far fruttare al meglio la situazione. Ci sono stati errori di gioventù, e non solo. Sicuramente la rimessa in uscita dal time out a 35” dalla fine ha complicato le cose, ma bisogna fare un’analisi globale. Dobbiamo trovare un’ identità, c’è da lavorare».
Dall’altra parte ci sono i meriti di Pesaro che non ha mai mollato...
«Hanno avuto un approccio alla gara come lo immaginavamo, energico e combattivo. Hanno preso grande confidenza proprio dai nostri errori. Ogni volta che tornavano a contatto lo facevano con lo spirito rafforzato. Bravo Moore a segnare e trascinare la squadra, ma siamo stati noi ad innescare la loro macchina da canestri».
Tra le note positive quella di Candi. Difensivamente si può già dire che è un fattore?
«Leo mi ha dato molto, ma non voglio limitarmi a pensarlo come un fattore difensivo. Sta crescendo e lo farà ancora in futuro. Il vero fattore sarà quando tutti troveremo il miglior assetto. Ci sarà una partita in cui Mussini sarà decisivo in attacco e altre in cui troveremo nuovi protagonisti in fase difensiva. Non sarà importante vedere chi sarà, ma dobbiamo crescere per raggiungere questo livello».
Ora inizia l’avventura in Eurocup. Sarà importante anche sul piano mentale?
«Giocheremo partite difficili su campi caldi e questo farà maturare in noi la mentalità e la consapevolezza che ancora ci mancano. Si respira grande voglia di giocare questa competizione europea».
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