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Prova d’immaturità della Grissin Bon

di Linda Pigozzi
Prova d’immaturità della Grissin Bon

Pesaro fa la gara e i biancorossi inanellano un altro ko

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REGGIO EMILIA. Cento e più punti sui denti a una Grissin Bon pasticciona e ancora bambina, li rifila Pesaro, quasi incredula alla fine d’esser riuscita portare a casa due punti d’oro dalla trasferta in via Guasco. Eppure la VL vince con merito la pugna al Bigi, aiutata, va detto, da un’avversaria discontinua e troppo fragile difensivamente per pensare di far bottino. Le buone cose mostrate all’esordio nell’arena di fuoco avellinese del pala Del Mauro, i biancorossi non sanno in linea di massima replicarle. E contro il team marchigiano, né lungo né zeppo di talento, s’arrende la Grissin Bon mai lucida e incisiva quando serve.

Prestissimo per sparar sentenze, ma dietro allo scivolone sul parquet di casa non potrebbe esserci altro che l’immaturità di una squadra che sta ancora strutturandosi e, al di là di ogni questione tecnica e tattica, deve ancora trovar se stessa e tanti equilibri.

E pensare che al via le premesse positive c’erano. Su tutte il pubblico - erano oltre 3.500 ieri in un Bigi tirato a lucido - una certa carica del team.

Al via Menetti si gioca il quintetto tosto sotto i tabelloni con Cervi e Wright, cinque e quattro, poi Markoishvili e gli Splash Brothers Della Valle-Mussini, coppia ricomposta dopo un paio d’anni. Vengono centrati proprio dai due esterni i primi canestri reggiani, inframezzati dal cesto di Omogbo. Poi, al 3’, Wright regala i primi punti della stagione. Pesaro però è più tosta di quanto non sembri e, soprattutto, ci crede sempre. Mika impatta (6 pari) e Moore scappa più volte alla difesa reggiana, tanto che la VL vola in testa ma ci pensano Nevels a quindi Della Valle, letali da tre, a rimettere sopra Reggio. Amedeo, osannato dal pubblico, ha ormai scaldato la mano. Lo imita Sané che, dall’angolo, firma un esaltante +6 (22-16, all’8’). Reggio tiene quel vantaggio fino al fallo di Reynolds che spedisce Monaldi in lunetta. Il suo 2/2 chiude il primo periodo sul 26-22.

Il nuovo fallo di Reynolds su Monaldi (1/2 dalla lunetta) permette agli ospiti di ridurre ulteriormente il gap. La Grissin Bon però risale: un paio di difese toste permettono ai biancorossi di lanciarsi in contropiede e raggiungere il +7. Qualche fischiata di troppo va a danno dei reggiani, in bonus dopo 3’ appena, con Pesaro che, per un attimo, rialza la testa, ma di prepotenza Wright fa capire chi comanda con uno schiaccione.

Reggio sale fino a raggiungere il massimo vantaggio (42-32 grazie a una magia dell’ex Nba al 6’). Sul perimetro, però, la difesa traballa. E Pesaro da tre ferisce a ripetizione per il 46-43. L’aria è ormai cambiata. Neppure si fa in tempo a illudersi per la magia di Markoishvili che Moore si scatena e rimette la VL a stretto contatto (53-51, all’intervallo).

Pesaro ha preso fiducia e ritorna sul parquet dopo la pausa lunga con la giusta carica. Reggio si disunisce, pasticcia e, principalmente, difende male, così che Ceron riesce a infilare, dopo neppure 2’, il canestro del sorpasso (57-58). Segue un brivido caldo quando Omogbo commette fallo su Cervi e il suo gioco da tre punti consente ai reggiani di rimettere la punta del naso avanti e, perfino, di illudersi.

S’infiammano infatti gli animi in campo e fuori quando Ceron commette un antisportivo: Della Valle preciso in lunetta e quindi Cervi da sotto staccano nuovamente la VL (64-59 quasi alla metà del quarto).

La battaglia è però aperta e Pesaro non intende perderla. Lo schiaccione di Ancellotti è quello del 72 pari a una manciata di secondi dal terzo gong. Che si chiude poi sui due liberi infilati da Nevels.

Moore, strepitoso, ristabilisce l’equilibrio all’inizio dell’ultimo quarto. E da lì è un avvincente botta e risposta fino al 4’ del periodo conclusivo quando Sané da tre e Nevels dalla media dicono +4. L’antisportivo fischiato a Reynolds congela la risalita reggiana. Ma Garrett Nevels ha tiro e pure gli attributi, mette canestri a ruota tanto che il nuovo +5 reggiano (86-81) esce dalle sue mani. L’esterno americano difetta però ancora d’esperienza e si vede con chiarezza nella smanacciata che assesta a Omogbo che, dalla lunetta non sbaglia, e tiene i suoi in corsa, prima della tripla di Ceron dell’88-86.

Cervi aggiusta poi a canestro un errore di Markoishvili, poi al dannoso georgiano viene fischiato un fallo e Ceron mette la ciliegina dalla lunetta, oltre al tiro insaccato. Il gioco da tre del pesarese vale il -1 per i suoi (91-89). La fuga di Bertone viene benedetta dal canestro, dopo un libero messo da Dalla Valle.

Pesantissimo il ferro di Wright nell’azione seguente e la Grissin Bon entra nell’ultimo minuto ancora sotto di 1 (92-91).

A Bertone che segna ancora, tenta di replicare Della Valle, ma il “deng” del ferro risuona nitido nell’arena reggiana.

Il finale è un film horror per gli oltre 3.500 del Bigi: rimessa oscena di Wright e, non bastasse, air ball di Markoishvili.

Gruppetti di tifosi rassegnati già se ne vanno in anticipo dall’impianto mentre Nevels regala l’ultima emozione con la bomba del -2 (95-97), prima di uscire a testa bassa per il secondo antisportivo che vale l’espulsione. E Pesaro ne approfitta per assestare il colpo del decisivo ko.

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