Cuore e testa, la Regia risorge
di Juri Panciroli
Dopo lo squallore di Santarcangelo i granata sfoggiano grinta e battono il Vicenza
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REGGIO EMILIA. La rinascita della Reggiana parte dai piedi di Martì Riverola che, al suo primo centro in granata, impone il primo stop in campionato al Vicenza dell’ex Alberto Colombo e proietta la squadra fuori dalle turbolenze, almeno sotto il profilo dei risultati. 1-0 il risultato finale, lo stesso ottenuto a spese del Modena nell’altra vittoria in stagione.
Quindici minuti surreali, senza cori e striscioni così come gli ultras gemellati delle due tifoserie avevano annunciato alla vigilia (per protestare contro la decisione della Lega Pro di non cambiare l’orario del posticipo lasciandolo nel pomeriggio di un giorno feriale. “Scusate se lavoriamo” recitava uno striscione nella parte dello stadio abitata dal Gruppo Vandelli.
Durante lo sciopero del tifo - a cui hanno aderito entrambe le tifoserie, peraltro gemellate - parte forte il Vicenza, con una grande occasione per Comi all’8’ salvata sulla linea da Facchin con il ginocchio seguita a breve da uno svarione difensivo di Crocchianti.
Poi, dal 15’ in avanti, è la Reggiana a prendere in mano le redini del match. Il 4-3-1-2 disegnato dalla coppia La Rosa-Tedeschi offre altre novità rispetto a Santarcangelo, con Napoli e Altinier liberi di muoversi nel fronte avanzato supportati da Carlini. Quando i granata affondano creano sempre scompiglio nella difesa dei “lanieri” e Napoli, finalmente autore di una buona prestazione, impensierisce spesso Valentini e dispensa assist per Altinier, come successo al 21’ quando il mantovano non arriva per un soffio alla deviazione.
Ma anche la mediana, dopo il forfait di Genevier, è stata reinventata con Bobb e Riverola ad alternarsi come mezzeali e Bovo centrale, magari in un ruolo non propriamente suo, ma il risultato è stato un centrocampo più grintoso ed imprevedibile.
Il 4-3-3 di Colombo si dispone con un tridente avanzato più mobile di quello che conoscevamo a Reggio, ma si fa apprezzare più per la manovra ragionata a centrocampo che non in fase conclusiva. Poco da segnale nei minuti finali. Quando si torna in campo per la ripresa è la Reggiana che parte a spron battuto con una sortita del duo Carlini-Ghirignhelli e subito dopo con un colpo di testa di Altinier, tutto solo in area, che non riesce a dare forza al pallone. La pressione dei granata aumenta e dopo una serie di calci d’angoli, dove manca solo il tocco vincente, si rivedono anche alcuni tiri dalla distanza di Bobb, La grandissima rovesciata di Carlini al 71’, sugli sviluppi dell’ennesimo corner, fuori di pochissimo, grida vendetta, ma è il preludio al gol, bellissimo, di Riverola al 78’: dopo un batti e ribatti in area generato da una incursione di Manfrin (anche lui rinato) dalla sinistra la palla termine sui piedi del catalano che dai 20 metri trova l’angolo basso alla sinistra dell’incolpevole Valentini.
La Rosa emula Colombo e decide di inserire forze fresche ma non snatura questo modulo ed è la scelta vincente poiché ai veneti rimane solo un’occasione nel finale, con Panizzi che prima si impappina e poi recupera su De Giorgio, mentre è di Cesarini il colpo del possibile kappao a 5’ dal termine ma la sfera esce di lato. La determinazione, l’attaccamento alla maglia di uomini come Carlini, ma anche le idee innovative dei due tecnici strappati alla Berretti sembrano dare i primi frutti: un’iniezione di fiducia e di autostima per iniziare finalmente la stagione che i tifosi si meritano e chissà che per i due tecnici, già confermati per Mestre, non sia solo l’inizio di una favola.
Quindici minuti surreali, senza cori e striscioni così come gli ultras gemellati delle due tifoserie avevano annunciato alla vigilia (per protestare contro la decisione della Lega Pro di non cambiare l’orario del posticipo lasciandolo nel pomeriggio di un giorno feriale. “Scusate se lavoriamo” recitava uno striscione nella parte dello stadio abitata dal Gruppo Vandelli.
Durante lo sciopero del tifo - a cui hanno aderito entrambe le tifoserie, peraltro gemellate - parte forte il Vicenza, con una grande occasione per Comi all’8’ salvata sulla linea da Facchin con il ginocchio seguita a breve da uno svarione difensivo di Crocchianti.
Poi, dal 15’ in avanti, è la Reggiana a prendere in mano le redini del match. Il 4-3-1-2 disegnato dalla coppia La Rosa-Tedeschi offre altre novità rispetto a Santarcangelo, con Napoli e Altinier liberi di muoversi nel fronte avanzato supportati da Carlini. Quando i granata affondano creano sempre scompiglio nella difesa dei “lanieri” e Napoli, finalmente autore di una buona prestazione, impensierisce spesso Valentini e dispensa assist per Altinier, come successo al 21’ quando il mantovano non arriva per un soffio alla deviazione.
Ma anche la mediana, dopo il forfait di Genevier, è stata reinventata con Bobb e Riverola ad alternarsi come mezzeali e Bovo centrale, magari in un ruolo non propriamente suo, ma il risultato è stato un centrocampo più grintoso ed imprevedibile.
Il 4-3-3 di Colombo si dispone con un tridente avanzato più mobile di quello che conoscevamo a Reggio, ma si fa apprezzare più per la manovra ragionata a centrocampo che non in fase conclusiva. Poco da segnale nei minuti finali. Quando si torna in campo per la ripresa è la Reggiana che parte a spron battuto con una sortita del duo Carlini-Ghirignhelli e subito dopo con un colpo di testa di Altinier, tutto solo in area, che non riesce a dare forza al pallone. La pressione dei granata aumenta e dopo una serie di calci d’angoli, dove manca solo il tocco vincente, si rivedono anche alcuni tiri dalla distanza di Bobb, La grandissima rovesciata di Carlini al 71’, sugli sviluppi dell’ennesimo corner, fuori di pochissimo, grida vendetta, ma è il preludio al gol, bellissimo, di Riverola al 78’: dopo un batti e ribatti in area generato da una incursione di Manfrin (anche lui rinato) dalla sinistra la palla termine sui piedi del catalano che dai 20 metri trova l’angolo basso alla sinistra dell’incolpevole Valentini.
La Rosa emula Colombo e decide di inserire forze fresche ma non snatura questo modulo ed è la scelta vincente poiché ai veneti rimane solo un’occasione nel finale, con Panizzi che prima si impappina e poi recupera su De Giorgio, mentre è di Cesarini il colpo del possibile kappao a 5’ dal termine ma la sfera esce di lato. La determinazione, l’attaccamento alla maglia di uomini come Carlini, ma anche le idee innovative dei due tecnici strappati alla Berretti sembrano dare i primi frutti: un’iniezione di fiducia e di autostima per iniziare finalmente la stagione che i tifosi si meritano e chissà che per i due tecnici, già confermati per Mestre, non sia solo l’inizio di una favola.
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