«Sfortunati a incontrare subito tre grandi»
di Ginevra Del Bene Errico
Rugby Eccellenza, il presidente Bergonzi sull’avvio del Conad: «La federazione non ci ha aiutato»
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REGGIO EMILIA. I Diavoli rimangono all’ultimo posto in classifica e le mire da playoff si allontanano ulteriormente. Il calendario dell’Eccellenza sicuramente non ha favorito il Conad che ha dovuto affrontare le prime tre della classifica nelle prime tre giornate, disputando solamente un incontro in casa.
Il ritorno al Mirabello per i Diavoli è fissato per il 28 ottobre, data in cui i reggiani affronteranno le Fiamme Oro di Simone Favaro.
Rovigo, Calvisano e Petrarca hanno dimostrato in queste settimane di essere squadre e società attrezzate per fare davvero il salto di qualità, oltre ad avere un gioco di alto livello. Per i reggiani quindi il percorso si presentava fin da subito in salita e certamente la compagine rossonera non poteva partire da favorita, eppure la squadra del Tricolore ha dato vita a prestazioni dalla doppia faccia. Da una parte tre primi tempi ad alto livello e ritmo di gioco al pari con i vertici del rugby italiano. Dall’altra tre secondi tempi senza aggressività, senza voglia e soprattutto senza energie per arrivare alla fine degli 80’.
«Abbiamo avuto la sfortuna di iniziare il campionato con le prime tre squadre che hanno disputato le finali dell’Eccellenza l’anno scorso - spiega Giorgio Bergonzi, presidente dei Diavoli -. In questo sicuramente la Federazione non ci ha facilitato. Non abbiamo avuto l’occasione di esprimere il nostro gioco e le cose nuove su cui ci siamo allenati durante la preparazione pre-stagionale. In alcuni momenti abbiamo avuto un atteggiamento discreto, in altri di remissione. Sicuramente abbiamo sopravvalutato le nostre potenzialità, che speriamo si possano comunque manifestare nel corso del campionato».
«Abbiamo disputato ottimi primi tempi - continua Bergonzi - con Rovigo credo che potessimo addirittura fare il colpaccio, con gli altri invece c’è stato un netto calo, ma io credo sia una questione psicologica. Sicuramente dobbiamo essere più umili e cominciare a lottare, è un momento ma poi avremo delle soddisfazioni. Dobbiamo trovare ancora l’amalgama, creare il gruppo, poi i giovani che hanno grandi potenzialità ci sono. Diamo tempo al tempo, poi c’è da dire che abbiamo praticamente giocato solo fuori casa».
Ma cosa manca al Conad per fare il salto di qualità?
«Un po’ di velocità nel gioco e l’aggressività. La differenza tra noi e gli altri è il ritmo di gioco che deve essere più elevato, la precisione, che cominciamo ad avere anche noi, e la determinazione nell’aggredire l’avversario».
«Le prossime partite - conclude Bergonzi - saranno quelle in cui capiremo se siamo migliorati o peggiorati - risponde il presidente del Rugby Reggio - Arrivano le partite alla nostra portata. Se anche in questi casi verrà a manifestarsi una grossa differenza vorrà dire che abbiamo proprio sbagliato, ma dubito fortemente. Le possibilità ci sono, vedremo se riusciremo a cambiare pagina e dimostrare il nostro valore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il ritorno al Mirabello per i Diavoli è fissato per il 28 ottobre, data in cui i reggiani affronteranno le Fiamme Oro di Simone Favaro.
Rovigo, Calvisano e Petrarca hanno dimostrato in queste settimane di essere squadre e società attrezzate per fare davvero il salto di qualità, oltre ad avere un gioco di alto livello. Per i reggiani quindi il percorso si presentava fin da subito in salita e certamente la compagine rossonera non poteva partire da favorita, eppure la squadra del Tricolore ha dato vita a prestazioni dalla doppia faccia. Da una parte tre primi tempi ad alto livello e ritmo di gioco al pari con i vertici del rugby italiano. Dall’altra tre secondi tempi senza aggressività, senza voglia e soprattutto senza energie per arrivare alla fine degli 80’.
«Abbiamo avuto la sfortuna di iniziare il campionato con le prime tre squadre che hanno disputato le finali dell’Eccellenza l’anno scorso - spiega Giorgio Bergonzi, presidente dei Diavoli -. In questo sicuramente la Federazione non ci ha facilitato. Non abbiamo avuto l’occasione di esprimere il nostro gioco e le cose nuove su cui ci siamo allenati durante la preparazione pre-stagionale. In alcuni momenti abbiamo avuto un atteggiamento discreto, in altri di remissione. Sicuramente abbiamo sopravvalutato le nostre potenzialità, che speriamo si possano comunque manifestare nel corso del campionato».
«Abbiamo disputato ottimi primi tempi - continua Bergonzi - con Rovigo credo che potessimo addirittura fare il colpaccio, con gli altri invece c’è stato un netto calo, ma io credo sia una questione psicologica. Sicuramente dobbiamo essere più umili e cominciare a lottare, è un momento ma poi avremo delle soddisfazioni. Dobbiamo trovare ancora l’amalgama, creare il gruppo, poi i giovani che hanno grandi potenzialità ci sono. Diamo tempo al tempo, poi c’è da dire che abbiamo praticamente giocato solo fuori casa».
Ma cosa manca al Conad per fare il salto di qualità?
«Un po’ di velocità nel gioco e l’aggressività. La differenza tra noi e gli altri è il ritmo di gioco che deve essere più elevato, la precisione, che cominciamo ad avere anche noi, e la determinazione nell’aggredire l’avversario».
«Le prossime partite - conclude Bergonzi - saranno quelle in cui capiremo se siamo migliorati o peggiorati - risponde il presidente del Rugby Reggio - Arrivano le partite alla nostra portata. Se anche in questi casi verrà a manifestarsi una grossa differenza vorrà dire che abbiamo proprio sbagliato, ma dubito fortemente. Le possibilità ci sono, vedremo se riusciremo a cambiare pagina e dimostrare il nostro valore».
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