Gazzetta di Reggio

Sport

Italia, ora serve un’urna amica

di Stefano Martorano
Italia, ora serve un’urna amica

Squadra e ct in tilt: le schede dei possibili rivali

4 MINUTI DI LETTURA





Vince ma non convince l’Italia di Gian Piero Ventura, tanto che per gli inglesi Antonio Conte potrebbe tornare in panchina dopo il Mondiale. E così, mentre il direttore generale della Figc Michele Uva ribadisce la fiducia al ct («Non abbiamo un problema commissario tecnico, la Federazione ha intrapreso un percorso di cui è soddisfatta» ha detto) ora bisogna confidare in un’urna amica per trovarsi di fronte l’avversario più malleabile possibile negli spareggi.

Uscirà dal poker composto da Irlanda, Irlanda del Nord, Svezia e Grecia (compitino ok con Gibilterra 4-0). Si qualificano invece Francia (2-1 alla Bielorussia) e Portogallo (2-0 e sorpasso alla Svizzera). All’Olanda, infatti, non riesce l’impossibile con la Svezia: doveva fare 7 gol gliene ha segnati “solo” due. Ecco gli identikit delle possibili rivali.

Irlanda. Freccia e sorpasso all’ultima curva sul Galles. Ecco come l’Irlanda è arrivata al play-off, timbrando il secondo posto nel girone, alle spalle della Serbia, grazie al blitz di Cardiff griffato da James Mc Lean, ala sinistra del West Brownich Albion. Non c’è un giocatore impegnato nel modesto campionato di casa. Militano tutti all’estero, specie in Inghilterra, ma non nella ricca Premier. Basti pensare che il portiere Randolph gioca nella Championship, la nostra B, come pure l’attaccante Murphy. Il più “famoso” è Robbie Brady, che all’Italia tirò uno scherzetto a Francia 2016. Suo il gol-vittoria dell’Irlanda sugli azzurri, a qualificazione italiana già acquisita. Anche il tecnico è straniero, sebbene Martin O’Neill arrivi dalla confinante Irlanda del Nord. Il suo 4-3-3 si trasforma in un 4-5-1 corto e stretto, puntando sulle ripartenze con avversarie più dotate. Attualmente è 34ª del ranking Fifa, l’Irlanda arriva al play-off otto anni dopo lo scippo francese con la mano di Henry.

Irlanda del Nord. Temibile in casa, sui colpi di testa e sui calci piazzati. I punti di forza della Green&White Army, ne delimitano al tempo stesso pure le carenze, che sono evidenti quando la squadra allenata da Michael O’Neill deve fronteggiare avversarie che la mettono sulla tecnica, il palleggio e le accelerazioni. Come dire che in caso di abbinamento con gli azzurri, Insigne&Co potrebbero trovare serpentine e corridoi giusti tra le maglie di difensori arcigni come Evans e Brunt e statuari, come Mc Auley e Mc Laughlin. Una difesa a quattro che contro le big diventa a cinque, come accaduto di recente contro la Germania, dominatrice del girone e uscita comunque vincitrice dal temibile Windsor Park di Belfast, mura tra le quali i nordirlandesi hanno costruito la qualificazione, battendo la Repubblica Ceca. Per l’Italia, l’Irlanda del Nord ricorda il precedente del 1958, quando a Belfast la Nazionale di Foni ci lasciò le penne (2-1): addio mondiale cileno.

Svezia. Sono finiti i tempi in cui ci pensava Zlatan Ibrahimovic, eroe nazionale in patria, autore di 62 gol in 116 partite. La Svezia “Ibra-dipendente” ha lasciato spazio a un 4-4-2 che nulla concede all’estetica e alla fantasia, mettendo la contesa su binari molto più nordici. Fisicamente la squadra allenata da Janne Andersson è una forza della natura, con mastini in difesa come Lustig e Lindelof, il “bolognese” Krafth e l’ex genoano Granqvist. Non a caso la difesa è considerato il punto di forza della squadra. In attacco, Ola Toivonen e Marcus Berg non sono proprio due fulmini, al punto che le accelerazioni si aspettano solo da John Guidetti, punta del Celta Vigo. In mediana si parla italiano viste le presenze di Marcus Rhoden, mediano del Crotone, cresciuto molto sotto la gestione Nicola, e quel Albin Ekdal che vestì le maglie di Juve, Cagliari e Bologna.

Grecia. Il numero 47 nel ranking Fifa la dice lunga sulla prevedibilità della nazionale allenata da Michael Skibbe, tedesco ex Herta e Leverkusen, con un passato da tecnico delle giovanili della Germania. Il suo 4-4-1-1 punta all’equilibrio, ma in realtà nasconde le carenze offensive. Si spera nel navigato Mitroglou, quest’anno a servizio del Marsiglia di Rudy Garcia. Alle sue spalle agisce Fortounis, astro nascente dell’Olympiacos. I pezzi forti sono da ricercare in difesa, abituata al perfetto stile italiano, dal momento che oltre all’ex portiere dell’Udinese Karnezis, la linea a quattro più gettonata è quella composta dal bolognese Torosidis, con l’ex Milan e Genoa Sokratis, ora al Dortmund, e dal giallorosso romanista Manolas con Tzavellas a completare. Decisamente debole è invece il centrocampo.

Le già qualificate. Intanto hanno già staccato il biglietto per Mosca oltre alla Russia, Brasile, Iran, Giappone, Messico, Belgio, Corea del Sud, Arabia Saudita, Germania, Inghilterra, Spagna, Nigeria, Costa Rica, Polonia, Egitto, Islanda e Serbia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google