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«Questo mio Cadelbosco ha solo bisogno di tempo»

di Luca Cavazzoni
«Questo mio Cadelbosco ha solo bisogno di tempo»

Calcio Seconda Categoria, l’allenatore Giò Ferrari resta comunque ottimista «La stagione è appena iniziata e abbiamo avuto molti episodi a nostro sfavore»

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CADELBOSCO. Chiede tempo il Cadelbosco, per arrivare a tenere fede agli ambiziosi propositi. Ma serve anche pazienza, dato che in estate il gruppo è stato completamente rifondato. Nel campionato di Seconda Categoria due punti in quattro partite, in Coppa Emilia cammino in salita dopo la sconfitta nella semifinale di andata della fase provinciale. Un salvagente potrebbe essere il mercato, dato che la rosa si è ora ridotta a diciassette elementi.

«Resto molto fiducioso- attacca il mister Giò Ferrari - anche se in campionato mi aspettavo una partenza migliore. In estate abbiamo cambiato ben diciotto elementi su diciannove, quindi non è così facile trovare da subito i meccanismi giusti. Solamente nelle ultime cinque o sei partite avremo costruito qualcosa come trentacinque occasioni da gol, coppa compresa. Davanti creiamo tanto ma non sfruttiamo il lavoro prodotto, in difesa qualche problema lo abbiamo. Anche domenica col Progetto Intesa è andata così, dopo essere passati subito in vantaggio. Ci stava il secondo ed addirittura il terzo gol, quindi la gara si poteva chiudere. Invece abbiamo preso il pareggio, rischiando poi anche di perdere. Ci manca della tranquillità, siamo un po' frettolosi. Però la squadra mi piace, serve solo un po' di tempo per sistemare il tutto».

Come si esce da questa situazione?

«Il primo imputato sono io, l'allenatore ci mette sempre la faccia. Nel calcio contano gli episodi, a noi pochi di questi stanno girando bene. Dobbiamo tirare in porta almeno tre volte per segnare un gol, gli avversari con un mezzo tiro ci castigano. Cerchiamo un paio di difensori ed un attaccante che possa farci fare il salto di qualità, dato che ora siamo ridotti a soli diciassette giocatori. Vergnani e Verbitchi hanno lasciato per motivi personali, mentre Sansone ha appena accettato la proposta del Montecchio per andare ad allenare gli Allievi Regionali».

Che idea si è fatto del campionato?

«E' molto livellato verso l'alto, di tutti i gironi di Seconda Categoria è senza dubbio quello più difficile. Però io guardo a casa mia, finora non siamo stati all'altezza delle aspettative. Non cerco scuse, neppure giustificazioni. E' probabile che abbiamo anche sbagliato qualche acquisto, oltre a fallire e subire troppi gol. Però serve calma, c'è il tempo per recuperare. Sono circondato da giocatori di categoria superiore, ma un po' tutti dobbiamo prendere le misure a quella che stiamo disputando».

Anche in Coppa Emilia, dopo la sconfitta di Gattatico per 4-1, il cammino si è fatto complicato.

«Tengo moltissimo alla coppa, ho sempre detto ai ragazzi che abbiamo due binari differenti ma entrambi importanti da portare avanti. Abbiamo passato bene i primi due turni, con Novellara e Progetto Intesa. Con il Gattatico abbiamo poi raggiunto il paradosso, dato che il primo tempo poteva finire tre a zero per noi. Anche da Gattatico possono confermarlo, la gara poteva anche terminare tre a tre o quattro a quattro. Siamo rimasti in dieci e poi in nove, il calcio è questo. Il passaggio del turno si è complicato, ma... mai dire mai perché il Milan di qualche anno indietro può essere utile come insegnamento».

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