Cervi si deve fermare Grissin Bon 3 mesi senza il suo capitano
di Andrea Montanari
Il lungo sarà operato oggi per un problema al ginocchio Coach Menetti: «Vogliamo trovare continuità in tutti i 40’»
3 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. A tutta velocità. È così che la Grissin Bon sta vivendo il passaggio dall’esordio casalingo al Bigi alla terza di campionato sul parquet di Sassari. Un lungo viaggio con un solo, piccolo, passaggio dal via per l’allenamento di ieri dopo la trasferta a Podgorica per il match di Eurocup con il Buducnost. Fermata a Reggio che ha però privato la Pallacanestro Reggiana del proprio capitano, che non seguirà la squadra a Sassari e dovrà rimanere fermo per un lungo periodo. Riccardo Cervi nella giornata di ieri è stato infatti sottoposto ad una risonanza magnetica al ginocchio dopo l’infortunio subito all’esordio in Eurocup e il responso non poteva essere più negativo. L’esame strumentale ha infatti evidenziato un danneggiamento della cartilagine del ginocchio che ha costretto lo staff medico a fermare subito il giocatore. Oggi Cervi sarà operato dal dottor Rocchi presso la clinica Villa Salus per iniziare poi un programma riabilitativo, dopo alcuni giorni di riposo assoluto, di circa 90 giorni.
Nella lunga seduta di tre ore il team biancorosso ha svolto una parte di pesi e una di pallacanestro in cui coach Menetti ha messo a punto alcuni dettagli tattici.
Giorni intensi. «Sono giorni molto intensi – dice il tecnico reggiano – si passa velocemente dall’aereo alla palestra, ma questo è un grande stimolo. L’obiettivo della trasferta a Sassari è sicuramente ripetere le ottime cose viste nelle ultime gare per almeno 30 minuti e aggiungere un tassello in più, in modo da concretizzare un’intera partita ad alto livello».
Non è tutto da buttare, quindi, e ne sono la dimostrazione i periodi centrali dell’incontro disputato in Montenegro a metà settimana durante i quali la formazione reggiana ha avuto fluidità in attacco e si è dimostrata solida nella propria metà campo. Da una difesa di buon livello riesce facile l’innesco del contropiede e del gioco in velocità, quelle che sembrano essere le migliori armi della formazione biancorossa ad oggi. Si dimostrerà fondamentale trovare il giusto equilibrio nei momenti salienti e in questo avrà un ruolo centrale il tempo.
«È una squadra con un vissuto brevissimo – continua Menetti – Ci sono tanti volti nuovi, Markoishvili ha giocato solo due amichevoli e Wright ha saltato la pre-season. Il gruppo ha bisogno di lavorare insieme perché è solo il vissuto che può darci la lucidità per fare bene nei momenti importanti. Bisogna creare dei punti di riferimento da gestire nei momenti decisivi».
Tutto secondo i programmi, quindi, per il coach reggiano che attende ancora la migliore condizione dei propri leader per potervi fare pieno affidamento.
I due play. Nel processo di crescita sono, ovviamente, compresi i due baby-play Mussini e Candi.
«La fase d’impostazione di gioco è e rimarrà sulle loro spalle – dice – sono loro i playmaker della squadra, ma stiamo impostando un sistema che permetta a tutti di poter portare palla. Dispongo di ottimi palleggiatori come Della Valle e Nevels e utilizzerò anche le loro capacità sia per battere le difese più aggressive sia per entrare in modo differente in alcuni giochi d’attacco».
L’avversario. I padroni di casa sono reduci da una sconfitta interna di misura in Champions League con i turchi del Pinar e devono riscattare la caduta sul parquet di Torino nella seconda di campionato.
«È una formazione molto diversa da quella incontrata negli ultimi anni” – commenta il coach della Grissin Bon – “hanno numerosi volti nuovi, tutti giocatori talentuosi come Randolph e Pierre, ma mantengono il solito spirito guerriero incarnato da Stipcevic e capitan Devecchi. Sarà un grande piacere ritrovare Achille (Polonara, ndr)».
Il team biancorosso vola in Sardegna alla ricerca dei primi due punti in classifica.
«Abbiamo un gruppo che da sempre il massimo – conclude – Abbiamo nel mirino una prestazione importante, che rappresenti un altro gradino importante nella nostra crescita, e faremo di tutto per portare a casa la partita».
Nella lunga seduta di tre ore il team biancorosso ha svolto una parte di pesi e una di pallacanestro in cui coach Menetti ha messo a punto alcuni dettagli tattici.
Giorni intensi. «Sono giorni molto intensi – dice il tecnico reggiano – si passa velocemente dall’aereo alla palestra, ma questo è un grande stimolo. L’obiettivo della trasferta a Sassari è sicuramente ripetere le ottime cose viste nelle ultime gare per almeno 30 minuti e aggiungere un tassello in più, in modo da concretizzare un’intera partita ad alto livello».
Non è tutto da buttare, quindi, e ne sono la dimostrazione i periodi centrali dell’incontro disputato in Montenegro a metà settimana durante i quali la formazione reggiana ha avuto fluidità in attacco e si è dimostrata solida nella propria metà campo. Da una difesa di buon livello riesce facile l’innesco del contropiede e del gioco in velocità, quelle che sembrano essere le migliori armi della formazione biancorossa ad oggi. Si dimostrerà fondamentale trovare il giusto equilibrio nei momenti salienti e in questo avrà un ruolo centrale il tempo.
«È una squadra con un vissuto brevissimo – continua Menetti – Ci sono tanti volti nuovi, Markoishvili ha giocato solo due amichevoli e Wright ha saltato la pre-season. Il gruppo ha bisogno di lavorare insieme perché è solo il vissuto che può darci la lucidità per fare bene nei momenti importanti. Bisogna creare dei punti di riferimento da gestire nei momenti decisivi».
Tutto secondo i programmi, quindi, per il coach reggiano che attende ancora la migliore condizione dei propri leader per potervi fare pieno affidamento.
I due play. Nel processo di crescita sono, ovviamente, compresi i due baby-play Mussini e Candi.
«La fase d’impostazione di gioco è e rimarrà sulle loro spalle – dice – sono loro i playmaker della squadra, ma stiamo impostando un sistema che permetta a tutti di poter portare palla. Dispongo di ottimi palleggiatori come Della Valle e Nevels e utilizzerò anche le loro capacità sia per battere le difese più aggressive sia per entrare in modo differente in alcuni giochi d’attacco».
L’avversario. I padroni di casa sono reduci da una sconfitta interna di misura in Champions League con i turchi del Pinar e devono riscattare la caduta sul parquet di Torino nella seconda di campionato.
«È una formazione molto diversa da quella incontrata negli ultimi anni” – commenta il coach della Grissin Bon – “hanno numerosi volti nuovi, tutti giocatori talentuosi come Randolph e Pierre, ma mantengono il solito spirito guerriero incarnato da Stipcevic e capitan Devecchi. Sarà un grande piacere ritrovare Achille (Polonara, ndr)».
Il team biancorosso vola in Sardegna alla ricerca dei primi due punti in classifica.
«Abbiamo un gruppo che da sempre il massimo – conclude – Abbiamo nel mirino una prestazione importante, che rappresenti un altro gradino importante nella nostra crescita, e faremo di tutto per portare a casa la partita».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
