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I destini incrociati dei due giovani mister granata

Baciati dalla fortuna e da una buona stella, quella di Pippo Marchioro. Dunque attenti a quei due, Andrea Tedeschi e Massimiliano La Rosa, le cui carriere in granata si sono intrecciate sempre nel...

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Baciati dalla fortuna e da una buona stella, quella di Pippo Marchioro. Dunque attenti a quei due, Andrea Tedeschi e Massimiliano La Rosa, le cui carriere in granata si sono intrecciate sempre nel segno della buona sorte.

Teddy Tedeschi, classe 1968, nato la vigilia della notte di Santa Lucia, è arrivato alla Reggiana nell’estate del 1988, proveniente dal Bibbiano, dove giocava in Promozione. Aveva solo 19 anni ed ha assaporato una delle vittorie più esaltanti della storia della Reggiana, il ritorno in serie B nel primo anno della gestione Marchioro. Davanti aveva Andrea Silenzi e non fu facile per lui giocare.

Il suo debutto ufficiale avvenne il 15 gennaio 1989 al Mirabello, contro la Virescit, una seconda presenza la collezionò in trasferta a Montevarchi. Mentre Tedeschi vinceva quel famoso campionato, Max La Rosa, che è del 1975, militava nelle giovanili granata, più precisamente nei giovanissimi regionali allenati dal gustallese Fausto Daolio.

Fu portato alla Reggiana da Flaviano Camellini, che lo prelevò dal Bismantova, di Willian Pinetti, che a sua volta l’aveva scoperto vedendolo giocare nella frazione di San Bartolomeo.

La Rosa ha fatto la trafila nel vivaio ai tempi d’oro, a cavallo della eccezionale parentesi di Marchioro, quindi ha respirato da vicino l’aria della festa della Reggiana di quel periodo, con la salita di prepotenza in serie B e poi in A. l’anno della promozione nella massima serie, nel 1993, giocava nella Berretti allenata da Daniele Albinelli, spesso veniva utilizzato da Marchioro, che lo vedeva di buon occhio, come aggregato, ad appena 16 anni, alla prima squadra. In estate La Rosa è stato promosso allenatore della formazione della Berretti dal nuovo responsabile del settore giovanile, Davide Caprari.

E’ stato lo stesso La Rosa a indicare Andrea Tedeschi come suo vice, vista la grande amicizia e stima che li unisce, scelta subito ratificata da Caprari e dal neo direttore sportivo del vivaio Alberto Biagini.

Intanto Piazza e consorte martedì sono volati oltre Oceano, Giuseppe Magalini ha le idee chiare ed il mandato, entro dieci giorni, di sciogliere il rebus. Continuerà a puntare sui due talismani dalle teste quadre? (p.b.)



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