i due allenatori
di Cristiana Filippini
REGGIO EMILIA. La convincente vittoria con il Vicenza ha dato serenità all’ambiente granata. Di più, tra i granata non si è ancora esaurita l’euforia generata dai tre punti. Una prova? L’umore dei...
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REGGIO EMILIA. La convincente vittoria con il Vicenza ha dato serenità all’ambiente granata. Di più, tra i granata non si è ancora esaurita l’euforia generata dai tre punti.
Una prova? L’umore dei due giovani mister che ormai non pensano più di essere in prestito (o magari se lo pensano non lo danno certo a vedere). E guardano al futuro con serenità. Un esempio? Andrea Tedeschi che a chi gli chiede di moduli, per sottolineare l’abbondanza di attaccanti a dispozione, scomoda Oronzo Canà e il suo modulo impossibile.
«Il compito dell'allenatore è anche quello di fare delle scelte - spiega Tedeschi - oneri e onori. In avanti c'è tanta qualità ma qualcuno dovrà stare fuori, il 5-5-5 ancora ce lo fanno fare».
Come siamo messi con l'infermeria?
«Non abbiamo recuperato e non abbiamo perso nessuno - spiega La Rosa - però le notizie a proposito di Rosso, Rozzio e Genevier sono confortanti. Non sono a disposizione per la trasferta ma sono in dirittura d'arrivo».
Tedeschi, l'euforia dopo la vittoria contro il Vicenza sembrava quella di chi vince un campionato.
«E' vero, non abbiamo vinto il campionato ma l'euforia è stata davvero tanta, ma d’altra parte, ragazzi, avevano una scimmietta sulla spalla non indifferente. Pensiamo di aver gestito al meglio la settimana e speriamo che i giocatori, visto che non sono di primo pelo, capiscano l'importanza di questa partita».
La Rosa, certo che è più facile lavorare quando si arriva da una vittoria.
«Indubbiamente. L'euforia serve anche a fare uno sforzo in più e una corsa in più: può solo servire a fare bene».
Dici Mestre, squadra neo promossa, e pensi di liquidare la pratica con tre gol.
«Come a Santarcangelo - rimarca con un sorriso amaro La Rosa - il Mestre è molto meglio di quello che dice il blasone. E' un gruppo di giocatori che ha una voglia incredibile di dimostrare di meritare questa categoria. Trovandosi poi di fronte la Reggiana avranno ancora più voglia di fare bene. Tutto è tranne che una squadra da prendere sotto gamba».
L'hanno capito anche i giocatori?
«Deve essere così - spiega Tedeschi - anche perchè se non fosse così saremmo punto e a capo. E' un banco di prova certamente per noi ma soprattutto per i ragazzi».
Se sarà confermato il 4-3-1-2 vedremo una squadra votata all'attacco.
«E' una squadra che vuole avere un'identità precisa. Non è un discorso di quanti attaccanti o centrocampisti giocano, - dice La Rosa - è il modo in cui la squadra interpreta la partita».
Tedeschi, una vittoria cosa potrebbe siginifcare per lei e per La Rosa?
«E' il nostro sogno, la forza che ci spinge a fare bene. Quindi sarebbe importante per noi e di conseguenza anche per la squadra».
Dopo due settimane di lavoro com'è il rapporto con i giocatori?
«Ci siamo conosciuti meglio - dice La Rosa - e il rapporto è migliorato e in questo senso i risultati aiutano. L'onestà del gruppo è stata quella di mettersi a disposizione come se fosse arrivato il migliore degli allenatori. La sensazione è quella che si sia stabilita una buona empatia».
Ve la sentireste di continuare?
«Se ce lo chiedessero - annuisce La Rosa - saremmo disponibilissimi e contenti di farlo».
Quindi la coppia La Rosa-Tedeschi cosa farà la prossima settimana?
«Martedì mattina vado a funghi - dice scherzando Tedeschi che poi si lascia scappare una frase di troppo - comunque fino a mercoledì ci arriviamo. L'obiettivo in questo momento è Mestre - interviene La Rosa - non andiamo oltre senza pensare a quello che sarà o che potrebbe essere».
Tedeschi, ha sentito Remondina in questi giorni?
«Lunedì subito dopo la partita mi è arrivato il suo messaggio. Era contento e mi ha anche detto: "Vedrai che adesso ci pensano". Forse un dubbio glielo abbiamo messo, e anche qualcosa di più».
Una prova? L’umore dei due giovani mister che ormai non pensano più di essere in prestito (o magari se lo pensano non lo danno certo a vedere). E guardano al futuro con serenità. Un esempio? Andrea Tedeschi che a chi gli chiede di moduli, per sottolineare l’abbondanza di attaccanti a dispozione, scomoda Oronzo Canà e il suo modulo impossibile.
«Il compito dell'allenatore è anche quello di fare delle scelte - spiega Tedeschi - oneri e onori. In avanti c'è tanta qualità ma qualcuno dovrà stare fuori, il 5-5-5 ancora ce lo fanno fare».
Come siamo messi con l'infermeria?
«Non abbiamo recuperato e non abbiamo perso nessuno - spiega La Rosa - però le notizie a proposito di Rosso, Rozzio e Genevier sono confortanti. Non sono a disposizione per la trasferta ma sono in dirittura d'arrivo».
Tedeschi, l'euforia dopo la vittoria contro il Vicenza sembrava quella di chi vince un campionato.
«E' vero, non abbiamo vinto il campionato ma l'euforia è stata davvero tanta, ma d’altra parte, ragazzi, avevano una scimmietta sulla spalla non indifferente. Pensiamo di aver gestito al meglio la settimana e speriamo che i giocatori, visto che non sono di primo pelo, capiscano l'importanza di questa partita».
La Rosa, certo che è più facile lavorare quando si arriva da una vittoria.
«Indubbiamente. L'euforia serve anche a fare uno sforzo in più e una corsa in più: può solo servire a fare bene».
Dici Mestre, squadra neo promossa, e pensi di liquidare la pratica con tre gol.
«Come a Santarcangelo - rimarca con un sorriso amaro La Rosa - il Mestre è molto meglio di quello che dice il blasone. E' un gruppo di giocatori che ha una voglia incredibile di dimostrare di meritare questa categoria. Trovandosi poi di fronte la Reggiana avranno ancora più voglia di fare bene. Tutto è tranne che una squadra da prendere sotto gamba».
L'hanno capito anche i giocatori?
«Deve essere così - spiega Tedeschi - anche perchè se non fosse così saremmo punto e a capo. E' un banco di prova certamente per noi ma soprattutto per i ragazzi».
Se sarà confermato il 4-3-1-2 vedremo una squadra votata all'attacco.
«E' una squadra che vuole avere un'identità precisa. Non è un discorso di quanti attaccanti o centrocampisti giocano, - dice La Rosa - è il modo in cui la squadra interpreta la partita».
Tedeschi, una vittoria cosa potrebbe siginifcare per lei e per La Rosa?
«E' il nostro sogno, la forza che ci spinge a fare bene. Quindi sarebbe importante per noi e di conseguenza anche per la squadra».
Dopo due settimane di lavoro com'è il rapporto con i giocatori?
«Ci siamo conosciuti meglio - dice La Rosa - e il rapporto è migliorato e in questo senso i risultati aiutano. L'onestà del gruppo è stata quella di mettersi a disposizione come se fosse arrivato il migliore degli allenatori. La sensazione è quella che si sia stabilita una buona empatia».
Ve la sentireste di continuare?
«Se ce lo chiedessero - annuisce La Rosa - saremmo disponibilissimi e contenti di farlo».
Quindi la coppia La Rosa-Tedeschi cosa farà la prossima settimana?
«Martedì mattina vado a funghi - dice scherzando Tedeschi che poi si lascia scappare una frase di troppo - comunque fino a mercoledì ci arriviamo. L'obiettivo in questo momento è Mestre - interviene La Rosa - non andiamo oltre senza pensare a quello che sarà o che potrebbe essere».
Tedeschi, ha sentito Remondina in questi giorni?
«Lunedì subito dopo la partita mi è arrivato il suo messaggio. Era contento e mi ha anche detto: "Vedrai che adesso ci pensano". Forse un dubbio glielo abbiamo messo, e anche qualcosa di più».
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