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Fantastico Dovizioso, Marquez s’inchina

di CRISTIANO MARCACCI
Fantastico Dovizioso, Marquez s’inchina

MotoGp: il ducatista vince uno spettacolare duello con lo spagnolo all’ultima curva del Gran premio del Giappone

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Che peccato avere già 31 anni! In MotoGp avrebbe potuto scrivere pagine di storia. Anche riavvolgendo il nastro della memoria sono pochi i piloti che, come lui, sanno o hanno saputo dosare alla perfezione l’intelligenza tattica e i colpi di spada, sferrati nel momento giusto. Lo stesso extraterrestre Marc Marquez è rimasto ancora una volta spiazzato da una simile lucidità e ieri ha capito che si dovrà giocare il titolo contro un avversario che sbaglia difficilmente e che è in grado di gestire con invidiabile freddezza le situazioni di corpo a corpo degli ultimi giri.

Lo spagnolo rimane il favorito per la vittoria del Mondiale, anche perché ha undici punti di vantaggio, ma non si può negare sia l’annata di Andrea Dovizioso. Quando scatta il semaforo verde lo scricciolo di Forlimpopoli diventa un gigante in sella ad un missile e solo lui può far mettere da parte le delusioni legate alle varie disavventure del Vale nazionale. Non importa se l’asfalto è asciutto o impregnato d’acqua, non importa se si parte in pole o in nona posizione. Lui e la sua Ducati prendono e stabiliscono il ritmo e la gara e gli avversari sono costretti ad adeguarsi. Perfino Marquez, in forma smagliante e protagonista di una delle sue migliori stagioni, avendo imparato ad “amministrare” al meglio le cadute nei turni di prove del venerdì e del sabato, facendole addirittura diventare un valore aggiunto rispetto alla capacità di prendere confidenza con il reale limite di pilota e moto per poi non superarlo in gara.

Tutto questo, però, potrà non bastare contro l’impeccabile DesmoDovi, che solamente pochi mesi fa era indicato solo come il fido scudiero dello strapagato (12 milioni e mezzo all’anno!) Jorge Lorenzo. Ora, invece, tutta la Ducati è per lui. E lui, che di milioni ne prende “appena” uno e mezzo, si merita tutte le attenzioni possibili, perché a Borgo Panigale in questi ultimi anni è nato un campione. Per confezionare un successo come quello a Motegi, risalendo il gruppo da una penalizzante posizione in griglia, sfidando a ogni metro insidiose pozzanghere e paurose imbarcate e infilando alle ultime curve un cinque volte campione del mondo, bisogna infatti essere dei fuoriclasse.

Roba per la quale emozionarsi e avvertire anche un senso di riscatto. Vi ricordate la parata delle due Mercedes di Formula 1 a Monza dopo la bandiera a scacchi? Ebbene, la frustrazione è toccata stavolta ai giapponesi. Sul podio del circuito di proprietà della Honda sono loro ad abbassare lo sguardo di fronte a quel tricolore che sancisce la supremazia della tecnologia e delle abilità italiane.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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