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Alessandro Chiurato e la voglia di segnare anche in Promozione

Alessandro Chiurato e la voglia di segnare anche in Promozione

CAMPAGNOLA. Il ruolo dell’attaccante è quello di fare gol e i gol si possono fare in tanti modi. Alessandro Chiurato ne ha trovato uno un po’ scomodo ma sempre utile. Nel derby contro il Castellarano...

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CAMPAGNOLA. Il ruolo dell’attaccante è quello di fare gol e i gol si possono fare in tanti modi. Alessandro Chiurato ne ha trovato uno un po’ scomodo ma sempre utile. Nel derby contro il Castellarano si è letteralmente lanciato per terra per prendere di testa il raso terra del compagno. E c’è riuscito perché il suo tocco è stato quello vincente.

«Alla fine era l’unico modo per farlo – afferma Chiurato – e mi sono lanciato per metterlo a segno. Ci sono riuscito e ne sono molto contento. Peccato sia solo il secondo dall’inizio della stagione».

Alessandro Chiurato, classe 1983, è un attaccante ben conosciuto dal pubblico reggiano per aver militato, due anni fa nel Lentigione e i due anni prima nella Correggese.

Come mai dopo tanti anni in serie D dallo scorso anno è sceso in Promozione?

«Perché non avevo più voglia di andare in squadre che non avessero degli obiettivi e non avevo più gli stimoli per girare di qua e di là per cui ho scelto la proposta in Promozione. La categoria è relativa quando c’è un obiettivo per cui giocare».

E a Campagnola cosa vi è stato chiesto?

«Di fare un campionato di alta classifica e di far vedere del buon calcio. Siamo secondi ad un punto solo dalla Scandianese e domenica andremo a Scandiano per cui direi che per il momento non stiamo perdendo di vista la meta. Poi quando saremo ad aprile vedremo dove siamo arrivati».

Cosa la preoccupa della Scandianese?

«Non l’ho mai vista giocare so che ha degli ottimi elementi in rosa. Ha il miglior attacco e non a caso ha realizzato sei reti contro la Virtus Camposanto. In più hanno una buona difesa per cui è una squadra che non a caso si trova in vetta. Penso sarà una bella partita».

Lo scorso anno era nel girone A, quest’anno nel girone B ha trovato molte differenze? «Diciamo che non ci sono molte differenze se non che nel girone A le squadre sono più aggressive con molti più giocatori di livello. Nel girone B invece le squadre mi sembrano, e lo dico per le prime che abbiamo incontrato, più tecniche e compatte».

A Campagnola come si è trovato?

«Bene sia con i compagni, staff tecnico e dirigenza. C’è un bell’ambiente dove si può lavorare con serietà e tranquillità».

Del campionato invece che idea si è fatto?

«Che sia molto equilibrato. Sulla carta ci sono sei sette squadre che possono giocarsela fino alla fine e credo che verrà deciso dai piccoli dettagli e non dai grandi. Non ci sono delle corazzate ma tante ottime squadre che potranno dire la propria fino alla fine».

(mabi)

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