«Nessun allarmismo per la sconfitta»
Pallamano A2 donne, Dardi neo tecnico delle Marconi Jumpers guarda al futuro
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Castelnovo Sotto . «La sconfitta rimediata a Malo non deve creare allarmismi: il nostro gioco ha mostrato di avere molte pieghe da sistemare, ma nulla di così grave o irrisolvibile». A parlare è Stefano Dardi, che la scorsa settimana in terra vicentina ha esordito come allenatore del Marconi Jumpers Castelnovo Sotto. Le biancorosse hanno aperto il proprio cammino nella nuova serie A2 cadendo 26-20 e sabato prossimo debutteranno al Punto Sport Spaggiari ospitando le veneziane targate Musile.
Che cosa non ha funzionato durante la prima giornata?
«Per anni le nostre ragazze hanno lavorato con un altro allenatore, che ha operato bene ma impostando un tipo di pallamano diversa dalla mia. È naturale che adesso serva un po’ di tempo per assimilare al meglio le mie indicazioni. Dobbiamo migliorare nella fase di costruzione del gioco, perché contro le Guerriere Malo abbiamo perso troppi palloni».
E poi?
«Vedo che tante nostre giocatrici approcciano e affrontano la partita come se si trattasse di un campionato giovanile, è comprensibile perché abbiamo un'età media decisamente bassa, ma qui siamo in A2 e serve una tempra di altro tipo. Sto quindi lavorando per cercare di crescere anche sul piano della mentalità».
Al momento quali sono i maggiori pregi di questa Marconi Jumpers?
«Il precampionato è stato più che discreto e ha messo in mostra le doti di corsa e agonismo che ci contraddistinguono. Inoltre si tratta di un gruppo sano e umile, con voglia di imparare e migliorarsi sempre più. Un ottimo punto di partenza per arrivare a cogliere presto le prime vittorie».
Magari già contro Musile.
«A Malo abbiamo affrontato una tra le maggiori potenze del girone e Musile non è affatto da meno. Le veneziane hanno preso giocatrici dall’Oderzo che l’anno scorso ha vinto l’A2. Forse a Malo abbiamo pagato anche un po’ di emozione per l’esordio in campionato. Un problema che spero di non ritrovare nella prossima gara in programma sabato prossimo».
Come si presenta l'infermeria?
«Purtroppo abbiamo perso per tutta la stagione Emma Contini per l’infortunio al crociato. In compenso credo vada segnalato il buon innesto della centrale ungherese Barbara Schmied, deve ancora entrare al meglio nei meccanismi di squadra, ma penso proprio che abbia le carte in regola per essere quella giocatrice di esperienza che ci serviva». (n.r.)
Che cosa non ha funzionato durante la prima giornata?
«Per anni le nostre ragazze hanno lavorato con un altro allenatore, che ha operato bene ma impostando un tipo di pallamano diversa dalla mia. È naturale che adesso serva un po’ di tempo per assimilare al meglio le mie indicazioni. Dobbiamo migliorare nella fase di costruzione del gioco, perché contro le Guerriere Malo abbiamo perso troppi palloni».
E poi?
«Vedo che tante nostre giocatrici approcciano e affrontano la partita come se si trattasse di un campionato giovanile, è comprensibile perché abbiamo un'età media decisamente bassa, ma qui siamo in A2 e serve una tempra di altro tipo. Sto quindi lavorando per cercare di crescere anche sul piano della mentalità».
Al momento quali sono i maggiori pregi di questa Marconi Jumpers?
«Il precampionato è stato più che discreto e ha messo in mostra le doti di corsa e agonismo che ci contraddistinguono. Inoltre si tratta di un gruppo sano e umile, con voglia di imparare e migliorarsi sempre più. Un ottimo punto di partenza per arrivare a cogliere presto le prime vittorie».
Magari già contro Musile.
«A Malo abbiamo affrontato una tra le maggiori potenze del girone e Musile non è affatto da meno. Le veneziane hanno preso giocatrici dall’Oderzo che l’anno scorso ha vinto l’A2. Forse a Malo abbiamo pagato anche un po’ di emozione per l’esordio in campionato. Un problema che spero di non ritrovare nella prossima gara in programma sabato prossimo».
Come si presenta l'infermeria?
«Purtroppo abbiamo perso per tutta la stagione Emma Contini per l’infortunio al crociato. In compenso credo vada segnalato il buon innesto della centrale ungherese Barbara Schmied, deve ancora entrare al meglio nei meccanismi di squadra, ma penso proprio che abbia le carte in regola per essere quella giocatrice di esperienza che ci serviva». (n.r.)
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