Bulega cerca il riscatto a Phillip Island
di Matteo Spadoni
Moto 3, il pilota reggiano vuole un risultato positivo dopo l’ennesima delusione
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REGGIO EMILIA. Dopo la pole che aveva fatto sperare in un podio domenica scorsa sul circuito giapponese del Motegi, come era successo nel 2016, Nicolò Bulega portacolori dello Sky Racing Team si è dovuto accontentare solo del dodicesimo posto. Il pilota di Taneto di Gattatico è chiamato ora a riscattarsi in questo weekend sulla spettacolare pista in riva all’Oceano di Phillip Island, in Australia. Sarà una gara all’insegna dell'incertezza, dove almeno una quindicina i piloti può ambire al podio, visto che proprio domenica scorsa il campionato non si è chiuso matematicamente, grazie alla vittoria sotto il diluvio di Romano Fenati, che ha preceduto Niccolò Antonelli (Red Bull Ktm Ajo) e Marco Bezzecchi (Cip Mahindra). Joan Mir nonostante la debacle in Giappone affronterà la seconda prova del triplete dell’emisfero sud con grandi possibilità di fare sua la corona iridata, dalla parte del pilota Leopard Racing, c’è un vantaggio di 55 punti su Romano Fenati mentre è matematicamente fuori dai giochi Aron Canet (Eg 0,0), terzo e staccato di 87 punti dal connazionale. A Mir basterà il secondo posto per aggiudicarsi il titolo. Nel 2018 il pilota vestirà i colori del team Estrella Galicia 0,0 in Moto2. «A detta di tutti, Phillip Island è una delle più belle piste del campionato -ha affermato Bulega - e dopo le esperienza dello scorso anno posso garantire che l’emozione di guidare su questa tracciato è grande. La scorsa settimana, nonostante la pioggia battente sin dalle prove, scattavo dalla pole e ho avuto un ottimo feeling sul bagnato per tutto il weekend». «Purtroppo poi in gara le condizioni della pista erano proibitive - ha proseguito il pilota reggiano - c’era molta più acqua e appena cercavo di dare gas, perdevo grip». «Un peccato, eravamo davvero competitivi - ha conlcuso Bulega - siamo stati davanti in tutte le sessioni, ma ci è mancato qualcosa. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione e con questo metodo possiamo fare bene da qui alla fine della stagione; comunque a Philip Island l’incognita sarà il tempo. Pioggia a tratti e vento proveniente dall’Oceano che porta sabbia in pista non sono da trascurare, inoltre il gioco delle scie sarà decisivo ».
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