Gazzetta di Reggio

Sport

Disastro Grissin Bon al Bigi passa Capo

di Linda Pigozzi
Disastro Grissin Bon al Bigi passa Capo

Quarta sconfitta consecutiva: i biancorossi ancora al palo

5 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Zero. Come i punti in classifica che la Grissin Bon si trova ad avere dopo quattro gare. Uno zero che fa male e che soprattutto deve far riflettere. Perché quella che doveva essere la gara del riscatto - la sfida al Bigi con Capo d’Orlando, pure lei a secco di vittorie al momento dello sbarco in via Guasco - s’è conclusa in lacrime, accompagnate pure da qualche fischio del pubblico. Evidente che la squadra presenti limiti strutturali che si davano per scontati già in estate, ma a questi ha aggiunto una fragilità caratteriale molto meno scontata e, al momento, preoccupante.

Lontano da casa. L’unica certezza è che la Grissin Bon gioca meglio lontano da casa. Ieri, in via Guasco, i biancorossi hanno replicato l’abulica prestazione offerta due settimane prima con Pesaro, prendendole ancora una volta da un team di bassa classifica e imboccando ancora una volta il tunnel con lo sguardo basso e la coda fra le gambe.

Fragilissima sotto, dopo l’uscita di scena di Cervi per infortunio, Reggio prende una imbarcata pazzesca a rimbalzo (18-44 alla conta finale), ma preoccupante è pure una organizzazione di gioco per lunghi tratti troppo caotica e la friabilità difensiva. I canestri di Della Valle e i progressi di Markoishvili, in ultima analisi, saranno fra le pochissime cose di cui il pubblico potrà rallegrarsi all’uscita dal pala.

Onore va in ogni caso riconosciuto a Capo d’Orlando, al talento dei suoi giovani e al tecnico Di Carlo capace di mandare i biancorossi in tilt a più riprese, rallentando i ritmi di gara e costringendoli a non esprimere mai il proprio superiore talento.

Che la Betaland fosse arrivata a Reggio per far risultato, s’era visto sin dalle primissime battute con Delas e Edwards a mettersi immediatamente in mostra, mentre di qua i tiratori fanno danni e nulla producono fino al 2’ quando Mussini interrompe il silenzio. Finalmente sbloccata, la Grissin Bon riprende gli avversari (6 pari) con Markoishvili, perfetto nel frontale dai cinque metri e quindi ancora Musso dopo il secondo “gol” di Delas.

L’urlo in gola. Della Valle (da santificare) si regala cinque punti e regala l’emozione del primo vantaggio reggiano (11-8, al 6’). Atsur da tre ferma però in gola l’urlo d’esultanza del Bigi.

A Markoshivli risponde Ihring e poi, finalmente, l’emozione può uscire con la tripla di Candi che vale il 17-14 a 120” al primo gong. Kulboka tiene i suoi ancora a stretto contatto, prima del libero di Wright e dell’acuto di Nevels, rapace del rubar palla e depositarla nel cesto, per il +4 (20-16) con cui s’apre il secondo periodo.

L’ex Strautins. Kulboka talento purissimo ferisce all’inizio del quarto mentre Della Valle approfitta della terza palla persa dell’ex Strautins per ricacciare indietro gli avversari. Kulboka, ancora lui, e quindi Ihring mandano avanti Capo meritatamente, visto che la Grissin Bon pasticcia troppo in attacco e in difesa se li lascia scappare. Menetti si gioca la carta dei due lunghi Reynolds-Wright ma i punti, prima dalla riga bianca poi dalla media arrivano da Della Valle e quindi da Markoishvili per il 28-25 alla metà del quarto. Reggio prova ad alzare l’intensità difensiva e l’attacco dell’Orlandina ne risente. In fiducia, la squadra biancorossa tiene aperto il break con Wright (+5). Basta però un soffio e Capo distrugge il vantaggio reggiano: al canestro al 6’ abbondante di Kulboka segue, dopo un errore reggiano, la bomba sganciata da Ihring. E’ il 30-31 che costringe Menetti a fermare il tempo per un minuto. Torna punto a punto il match fino ai 2’ minuti finali in cui Della Valle si rende protagonista di uno strepitoso show personale che porta i suoi al 41 a 35. E sul +6 si scende negli spogliatoi con una ritrovata fiducia.

Capo tonica. Capo torna in campo tonica al massimo e infila un 5 a 0 che fa malissimo. Della Valle mette freno alla furia siciliana infilando cinque punti d’oro puro. Gli ospiti vogliono però portare a casa il risultato e non mollano la presa. Pioggia di fischi verso gli arbitri sul 46 pari passata la metà del quarto, quando viene fischiato un fallo in attacco a Candi. Reggio è in evidente difficoltà sotto i colpi di Kulboka, gioiellino del Bamberg guardato con interesse dagli scouts Adam Filippi e Jakub Kudlacek, ex biancorosso e ora cacciatore di teste per l’NBA.

Reggio rantola. Al 6’ Reggio rantola sul -5 (46-51) e per fortuna che Nevels s’inventa una tripla che caccia la gran paura. Wright ristabilisce un sudato equilibrio, anche se Capo continua a dare segnali forti e chiude il quarto avanti di due lunghezze.

Reggio si fa infilare a ripetizione e l’inizio dell’ultimo quarto è un pianto Dopo 1’30” i biancorossi, inermi, sono già precipitati a -8. Provvidenziale la bomba di Markoishvili per dar speranza ai 3.385 del Bigi, cui segue quella di Wright per il 59-61.

L’ultimo acuto. Della Valle prima e a Wright poi sbagliano però la tripla del possibile sorpasso. Operazione che invece riesce a Mussini che centra la tripla del 62-61. Edwards la mette da sotto e cancella il vantaggio dei biancorossi. Lucidissima in fase di costruzione di gioco e precisa, Capo punisce dall’arco con Ikovlev e poi, dopo l’appoggio di Della Valle, con Atsur. A riprendere in mano la situazione che sta scappando è Markoisvili per il 67-69. Ma ad Atsur la difesa di casa concede un altro tiro pesante per il 67 a 72.

Zero. Dopo un errore dei biancorossi, a - 1’10”, Kulboka manda virtualmente tutti a casa con un tiro da tre di talento e attributi.

Capo si prende i due punti. Reggio sighiozza a quota zero.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google