Razzoli pronto al debutto pensando all’Olimpiade
di Luigi Vinceti
Sci, il 12 novembre prenderà il via a Levi la stagione di Coppa del Mondo Lo slalomista non sarà il portabandiera in Corea: «Sarebbe stato gratificante»
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REGGIO EMILIA. Fra una ventina di giorni inizia la stagione agonistica dello slalom di sci e fra i sicuri protagonisti ci sarà ancora una volta Giuliano Razzoli. Il primo impegno di Coppa del Mondo è fissato per il12 novembre in quel di Levi, in Finlandia, dove il “Razzo” ha alternato brillanti prestazioni a risultati di attesa. Dovrà comunque difendere i colori azzurri e il prestigio personale di campione olimpico.
Come si presenta a questo appuntamento? Un po’ condizionato da un infortunio – purtroppo l’ennesimo – lamentato durante la preparazione estiva che ha poi proseguito a casa affidandosi alle cure del preparatore atletico Luca Tonelli e del fisiatra di Fontanellato Luca Caselli. Nelle settimane scorse, durante i ritiri con la Nazionale sulle nevi svizzere di Saas-Fee ed in Val Senales, ha continuato a lavorare, ma c’è il tendine rotuleo di un ginocchio che lo infastidisce e rende purtroppo difficile il suo progetto di risalire subito le graduatorie internazionali. Nella prima uscita indosserà il pettorale numero 27 e la sua prestazione sarà necessariamente condizionata dalla situazione della pista partendo dopo ben altri 26 concorrenti. I suoi progetti vanno però oltre questa sfida.
«Devo tornare tra i primi - ha confessato Razzoli agli amici - e voglio farmi trovare in piena forma soprattutto a gennaio quando ci saranno gare a cadenza quasi settimanale».
Soprattutto perché - non nasconde questa ambizione - spera di affacciarsi un’altra volta alla gara dei cinque cerchi, che ha conquistato nel 2010 a Vancouver. Per la verità, fino a venerdì, Razzoli aveva un ulteriore sogno nel cassetto: quello di essere il portacolori della rappresentativa azzurra ai giochi olimpici invernali di Pyeong Chang. Poi la scelta del Coni è caduta sulla pattinatrice Arianna Fontana. Nessun dramma: quel che conta è far parte della spedizione.
«Sarebbe stato bellissimo rappresentare l’Italia, gratificante perché sono l’ultimo atleta azzurro ad aver vinto l’oro olimpico». Queste Olimpiadi, a Pyeong Chang il 28 febbraio 2018, per lui saranno le ultime. A dicembre compie infatti 33 anni. Il suo primo obiettivo è quindi far bene in Coppa del Mondo per garantirsi il passaporto per la Corea.
Intanto lavora costantemente in silenzio nel suo angolo di paradiso di Razzolo di Villaminozzo dove si dedica anche all’arricchimento di una bella collezione di vini ed al recupero dell’acetaia del nonno. Seguito come un’ombra da papà Antonio gli ha insegnato a sciare a soli 4 anni, da mamma Tiziana gli prepara i piatti preferiti, dalle sorelle Giordana e Margherita che condividono tante sue trasferte insieme alla nutrita schiera di sostenitori del “Razzo Fan Club”.
Come si presenta a questo appuntamento? Un po’ condizionato da un infortunio – purtroppo l’ennesimo – lamentato durante la preparazione estiva che ha poi proseguito a casa affidandosi alle cure del preparatore atletico Luca Tonelli e del fisiatra di Fontanellato Luca Caselli. Nelle settimane scorse, durante i ritiri con la Nazionale sulle nevi svizzere di Saas-Fee ed in Val Senales, ha continuato a lavorare, ma c’è il tendine rotuleo di un ginocchio che lo infastidisce e rende purtroppo difficile il suo progetto di risalire subito le graduatorie internazionali. Nella prima uscita indosserà il pettorale numero 27 e la sua prestazione sarà necessariamente condizionata dalla situazione della pista partendo dopo ben altri 26 concorrenti. I suoi progetti vanno però oltre questa sfida.
«Devo tornare tra i primi - ha confessato Razzoli agli amici - e voglio farmi trovare in piena forma soprattutto a gennaio quando ci saranno gare a cadenza quasi settimanale».
Soprattutto perché - non nasconde questa ambizione - spera di affacciarsi un’altra volta alla gara dei cinque cerchi, che ha conquistato nel 2010 a Vancouver. Per la verità, fino a venerdì, Razzoli aveva un ulteriore sogno nel cassetto: quello di essere il portacolori della rappresentativa azzurra ai giochi olimpici invernali di Pyeong Chang. Poi la scelta del Coni è caduta sulla pattinatrice Arianna Fontana. Nessun dramma: quel che conta è far parte della spedizione.
«Sarebbe stato bellissimo rappresentare l’Italia, gratificante perché sono l’ultimo atleta azzurro ad aver vinto l’oro olimpico». Queste Olimpiadi, a Pyeong Chang il 28 febbraio 2018, per lui saranno le ultime. A dicembre compie infatti 33 anni. Il suo primo obiettivo è quindi far bene in Coppa del Mondo per garantirsi il passaporto per la Corea.
Intanto lavora costantemente in silenzio nel suo angolo di paradiso di Razzolo di Villaminozzo dove si dedica anche all’arricchimento di una bella collezione di vini ed al recupero dell’acetaia del nonno. Seguito come un’ombra da papà Antonio gli ha insegnato a sciare a soli 4 anni, da mamma Tiziana gli prepara i piatti preferiti, dalle sorelle Giordana e Margherita che condividono tante sue trasferte insieme alla nutrita schiera di sostenitori del “Razzo Fan Club”.
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