Gazzetta di Reggio

Sport

L’attacco spuntato condanna la Regia

di Andrea Munari

Determinazione e tanto possesso di palla non bastano per dare una svolta a questo deludente inizio di stagione

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REGGIO EMILIA. La sfida di campionato contro la Fermana ha messo ancora una volta in evidenza tutti i limiti della Reggiana. La formazione granata ha approcciato nel modo giusto la gara, al contrario di quanto fatto una settimana prima a Portogruaro, mantenendo in mano il pallino del gioco per tutta la durata del match e mettendo sul campo quello spirito che fino ad oggi i giocatori sono riusciti ad avere solamente a sprazzi. Sotto il punto di vista della determinazione messa sul terreno di gioco domenica infatti nulla si può dire a questa Reggiana, così come non si può dire nulla a uno dei veri e propri leader di questa squadra: Alessandro Spanò. Il difensore classe 1994, non vuole mancare in questo momento di difficoltà della squadra e, pur di giocare, sta scendendo in campo con un fastidioso tutore, per tutelare la spalla lussata, al quale si è aggiunto un problema muscolare al flessore accusato in coppa sul campo del Ravenna. Il difensore però è stato un muro invalicabile per gli attaccanti marchigiani e, in alcune occasioni, ha dovuto rimediare agli errori dei compagni.

Anche il portiere granata Davide Facchin ha fatto la sua parte nella partita contro la Fermana, nonostante il numero uno della Reggiana sia stato impegnato in una sola occasione. Il portiere arrivato dal Venezia è rimasto sempre concentrato per tutta la durata dell’incontro e, nell’unica occasione in cui i marchigiani si sono fatti vedere all’interno dell’area di rigore granata ha chiuso la saracinesca, mettendo i suoi guantoni per evitare quella sconfitta che sarebbe suonata come una vera e propria beffa. Una beffa soprattutto per gli oltre 5 mila tifosi che erano presenti sugli spalti dello stadio Città del Tricolore. I sostenitori granata hanno incitato la squadra fino al triplice fischio, nonostante il deludente inizio di stagione.

Per risalire in classifica alla Reggiana serve però una svolta. Svolta che deve arrivare soprattutto nel reparto avanzato. L’attacco granata è uno dei peggiori dell’intera serie C, nonostante annoveri giocatori di indubbia qualità, ma anche domenica contro la Fermana i giocatori offensivi non sono riusciti a concretizzare la mole di gioco prodotta, nonostante la squadra si riuscita ad arrivare con facilità nei pressi dell’area di rigore avversaria.

I granata hanno pagato la troppa imprecisione nell’ultimo passaggio, con scelte sbagliate proprio nel momento decisivo dell’azione. Riverola, uno degli elementi con le maggiori qualità tecnico della squadra non è riuscito a ripetere la prestazione offerta nella vittoria contro il Vicenza e se lui “non accende la luce” la manovra granata diventa lente e prevedibile. Così come Riverola anche Carlini non è riuscito a dare il consueto apporto alla squadra, cercando sempre un dribbling in più del dovuto, ritardando così tutto il gioco della squadra. Se in più Napoli schierato come prima punta per non dare punti di riferimento alla difesa avversaria si fa sempre sovrastare in area di rigore allora è ovvio che per la squadra diventa difficile fare gol. L’ex Renate mette sempre sul terreno di gioco tanta volontà, ma per fare la differenza a Reggio e all’interno dell’area di rigore serve qualcosa in più.

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