Rimbalzi, mentalità e regìa le pecche della Grissin Bon
Il team reggiano ha fatto un netto passo indietro nella sfida persa con la Betaland Di positivo ci sono i canestri del bomber Della Valle e la crescita di Markoishvili
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REGGIO EMILIA. Una domenica con poco da salvare, se non i lampi regalati dal talento individuale che certo non manca. La sconfitta con Capo d’Orlando, seconda in casa dopo quella Pesaro, ha lasciato come eredità riflessioni piuttosto cupe sul momento della Grissin Bon e soprattutto sulla tenuta della squadra. Le questioni non sono solamente tecniche, anzi.
La Reggio vista contro i siciliani è apparsa sfilacciata se non impaurita, incapace di fornire intensità se non a sprazzi. I biancorossi hanno sempre lasciato ai rivali il loro gioco, i loro spazi, facendosi trascinare in una gara in cui i propri vantaggi. Al di là dei risultati preoccupa un dato: le due peggiori prove stagionali sono arrivate in casa contro avversarie potenzialmente abbordabili. E dire che in ottica campionato erano prima di tutto questi i match da portare a casa.
Una delle ferite più profonde, in questo senso, è la lotta a rimbalzo. La Grissin Bon è stata spazzata via 18 a 44 da Capo, nonostante i siciliani abbiano giocato praticamente 40’ con un solo lungo. Qualche fragilità biancorossa è strutturale, ma in diverse occasioni la differenza si è vista nell'intensità e nell'attenzione. Un tracollo a pochi giorni dalla gagliarda prova contro il Galatasaray. In questo momento Reggio sembra essere una squadra con le idee poco chiare. Nei momenti di difficoltà non si è andati dalle punte, né si è cercato di sfruttare i vantaggi fisici su alcuni avversari diretti.
La questione non riguarda solo i due giovani registi Mussini e Candi, anzi. Tutta la squadra fatica a ragionare con lucidità, spesso ci si affida solo alle individualità. La partita è finita con Della Valle semi-ignorato e con Wright chiamato a prendersi solo tiri dal perimetro.
Le luci, per fortuna, resistono. La prima è l’ennesima grande prova di Amedeo Della Valle, ancora una volta bravissimo a segnare e a creare occasioni pericolose per sé e per gli altri. La guardia piemontese è sempre più attenta a cercare anche i compagni, nella ripresa si è spenta ma un calo era inevitabile, braccato dagli avversari e spremuto da un primo tempo ai cento all'ora, oltre che poco cercato dai compagni.
Markoihsvili, dopo i lampi di Eurocup, ha confermato di essere in crescita fisica. E se sta bene, il georgiano è giocatore di alto livello, pericoloso dal perimetro, intelligente nelle letture e molto efficace come passatore. Anche lui nell’ultimo quarto si è spento, d'altronde Capo poteva permettersi di dedicargli molte attenzioni, proprio come a Della Valle. Un ultimo aspetto positivo consola ma genera pure amarezza. Le potenzialità atletiche di questa Grissin Bon sono notevoli, nelle rare occasioni in cui tutto è girato bene la difesa era alta ed elastica, la protezione del ferro garantita dagli stoppatori e i contropiedi riforniti di velocisti. È successo poche volte, è vero, quando forse sarebbe dovuta essere la strada maestra. Ma il potenziale c’è.(a.a.)
La Reggio vista contro i siciliani è apparsa sfilacciata se non impaurita, incapace di fornire intensità se non a sprazzi. I biancorossi hanno sempre lasciato ai rivali il loro gioco, i loro spazi, facendosi trascinare in una gara in cui i propri vantaggi. Al di là dei risultati preoccupa un dato: le due peggiori prove stagionali sono arrivate in casa contro avversarie potenzialmente abbordabili. E dire che in ottica campionato erano prima di tutto questi i match da portare a casa.
Una delle ferite più profonde, in questo senso, è la lotta a rimbalzo. La Grissin Bon è stata spazzata via 18 a 44 da Capo, nonostante i siciliani abbiano giocato praticamente 40’ con un solo lungo. Qualche fragilità biancorossa è strutturale, ma in diverse occasioni la differenza si è vista nell'intensità e nell'attenzione. Un tracollo a pochi giorni dalla gagliarda prova contro il Galatasaray. In questo momento Reggio sembra essere una squadra con le idee poco chiare. Nei momenti di difficoltà non si è andati dalle punte, né si è cercato di sfruttare i vantaggi fisici su alcuni avversari diretti.
La questione non riguarda solo i due giovani registi Mussini e Candi, anzi. Tutta la squadra fatica a ragionare con lucidità, spesso ci si affida solo alle individualità. La partita è finita con Della Valle semi-ignorato e con Wright chiamato a prendersi solo tiri dal perimetro.
Le luci, per fortuna, resistono. La prima è l’ennesima grande prova di Amedeo Della Valle, ancora una volta bravissimo a segnare e a creare occasioni pericolose per sé e per gli altri. La guardia piemontese è sempre più attenta a cercare anche i compagni, nella ripresa si è spenta ma un calo era inevitabile, braccato dagli avversari e spremuto da un primo tempo ai cento all'ora, oltre che poco cercato dai compagni.
Markoihsvili, dopo i lampi di Eurocup, ha confermato di essere in crescita fisica. E se sta bene, il georgiano è giocatore di alto livello, pericoloso dal perimetro, intelligente nelle letture e molto efficace come passatore. Anche lui nell’ultimo quarto si è spento, d'altronde Capo poteva permettersi di dedicargli molte attenzioni, proprio come a Della Valle. Un ultimo aspetto positivo consola ma genera pure amarezza. Le potenzialità atletiche di questa Grissin Bon sono notevoli, nelle rare occasioni in cui tutto è girato bene la difesa era alta ed elastica, la protezione del ferro garantita dagli stoppatori e i contropiedi riforniti di velocisti. È successo poche volte, è vero, quando forse sarebbe dovuta essere la strada maestra. Ma il potenziale c’è.(a.a.)
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