MOTO 3
Nicolò Bulega cerca il riscatto sul circuito malese di Sepang
REGGIO EMILIA. Si conclude in questo fine settimana il trittico di gare tra Asia ed Australia per il Motomondiale Moto3, con l'appuntamento sul circuito malese di Sepang, tristemente noto agli...
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REGGIO EMILIA. Si conclude in questo fine settimana il trittico di gare tra Asia ed Australia per il Motomondiale Moto3, con l'appuntamento sul circuito malese di Sepang, tristemente noto agli appassionati per la prematura scomparsa di Marco Simoncelli in un tragico incidente avvenuto sei anni fa. Nicolò Bulega, il pilota reggiano di Taneto di Gattatico, portacolori dello Sky Racing Team dopo un dodicesimo ed un undicesimo posto sulle piste del Motegi in Giappone e di Phillip Island in Australia va a caccia di un risultato che lo rilanci non solo nella classifica generale, ma anche da un punto di vista del morale. Da quello che trapela Bulega anche nella prossima stagione parteciperà al campionato iridato Moto3 con al fianco la giovane promessa Foggia, mentre Andrea Migno dovrebbe fare il salto di categoria. In Australia comunque partito 23esimo Bulega è stato protagonista di un'apprezzabile rimonta che lo ha portato a ridosso della top ten e solo l'esposizione della bandiera rossa a sette giri dalla fine a causa della pioggia battende lo ha frenato da un risultato migliore. Il campionato iridato ha consegnato con due gare d'anticipo il titolo al maiorchino Joan Mir dominatore della stagione con le sue nove vittorie su sedici gare disputate, mentre a Sepang sarà per la conquista del titolo di vice campione del mondo. Bulega in classifica mondiale è undicesimo con 81 punti all'attivo, la conclusione del mondiale sarà il 12 novembre sul circuito spagnolo del "Ricardo Tormo" di Valencia.
In questo fine settimana Bulega avrà anche un altro motivo per cercare il successo, dedicarlo a Claudio Macciotta, il suo capo meccanico, ucciso da una malattia a soli 53 anni. Sulla sua pagina Facebook Nicolò ha sfogato tutto il suo dolore: «Claudio - ha scritto - eri una persona umile, sempre disponibile, buona, delle volte fin troppo con chi non se lo meritava il tuo bene, mi ricorderò sempre le tue lacrime di gioia a Jerez l'anno scorso quando siamo andati sul podio per la prima volta. Ultimamente stavi male, si vedeva e si sentiva, ma non avrei mai e poi mai pensato ad un gesto del genere, la tua voce così "bassa" e le tue caramelle fisherman's mentre guardavamo la telemetria rimarranno nella mia testa per tanto ancora. Spero tanto di rincontrarti un giorno e poterti riabbracciare, ora cercherò di vincere per te adesso, mi mancherai "Macio", ti voglio bene».
Alle parole di Nicolò si aggiungono quelle di Guido Meda, il re dei telecronisti sportivi in campo motociclistico: «Claudio Macciotta, era uomo garbato, che sussurrava, alle moto e agli uomini., era il capotecnico della giovane promessa Nicolò Bulega, ma prima di lui aveva lavorato con una sfilza di campioni; era stato pilota vincendo un titolo europeo nel 1986, ma non lo faceva pesare. Sussurrava, lavorava, torturato dal mal di schiena e da chissà che altro, tutto ciò con discrezione e silenzio, con la professionalità e il garbo di un grande signore dei motori e della vita». (m.sp.)
In questo fine settimana Bulega avrà anche un altro motivo per cercare il successo, dedicarlo a Claudio Macciotta, il suo capo meccanico, ucciso da una malattia a soli 53 anni. Sulla sua pagina Facebook Nicolò ha sfogato tutto il suo dolore: «Claudio - ha scritto - eri una persona umile, sempre disponibile, buona, delle volte fin troppo con chi non se lo meritava il tuo bene, mi ricorderò sempre le tue lacrime di gioia a Jerez l'anno scorso quando siamo andati sul podio per la prima volta. Ultimamente stavi male, si vedeva e si sentiva, ma non avrei mai e poi mai pensato ad un gesto del genere, la tua voce così "bassa" e le tue caramelle fisherman's mentre guardavamo la telemetria rimarranno nella mia testa per tanto ancora. Spero tanto di rincontrarti un giorno e poterti riabbracciare, ora cercherò di vincere per te adesso, mi mancherai "Macio", ti voglio bene».
Alle parole di Nicolò si aggiungono quelle di Guido Meda, il re dei telecronisti sportivi in campo motociclistico: «Claudio Macciotta, era uomo garbato, che sussurrava, alle moto e agli uomini., era il capotecnico della giovane promessa Nicolò Bulega, ma prima di lui aveva lavorato con una sfilza di campioni; era stato pilota vincendo un titolo europeo nel 1986, ma non lo faceva pesare. Sussurrava, lavorava, torturato dal mal di schiena e da chissà che altro, tutto ciò con discrezione e silenzio, con la professionalità e il garbo di un grande signore dei motori e della vita». (m.sp.)
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