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Ecco un altro kappaò Reggiana nel baratro

di Luca Bucchi
Ecco un altro kappaò Reggiana nel baratro

Decide l’autogol di Manfrin, negati due rigori ai granata

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GUBBIO. Nemmeno contro una squadra ampiamente alla portata e con gli stessi problemi (anche psicologici) la Reggiana non riesce ad alzare la testa. La vittoria contro il Vicenza è rimasto un episodio? Chissà. Certo è che ieri al Barbetti la squadra del neo allenatore Sergio Eberini non meritava di perdere, anche se nel primo tempo, dopo un buon avvio, ha lasciato troppo campo al Gubbio. E nella ripresa, lo choc iniziale con autogol di Manfrin e infortunio di Facchin non è stato assorbito subito e bene dalla squadra emiliana, che solo nel finale ha messo alle corde il Gubbio. In particolare con due rigori non concessi (uno prima accordato e poi annullato) e con tanto movimento lì davanti che lascia ben sperare lo staff tecnico granata. La strada però è lunga, c’è tanto da lavorare e la classifica è tutt’altro che positiva.

L’approccio alla partita della Reggiana è più che positivo, dato che la squadra emiliana si lascia preferire sotto il piano del gioco senza però mai trovare i varchi giusti nell’area di rigore del Gubbio. I tentativi in avvio di match da parte della squadra ospite sono velleitari e si possono racchiudere nella conclusione di Cesarini dal limite (8’) che sorvola la traversa. Col passare dei minuti prende coraggio la squadra di Dino Pagliari che, dopo aver concesso il primo quarto d’ora alla Reggiana, entra in partita e lo fa in maniera prepotente. Il muro della Reggiana, però, tiene anche perché il portiere Facchin è un vero e proprio baluardo e respinge qualsiasi tentativo. A scrollare la polvere dalle spalle del Gubbio è Cazzola con un violento tiro dalla distanza: ci vuole il miglior Facchin, al suo primo intervento di giornata, per tenere la porta inviolata. Ma il Gubbio prende coraggio, anche a causa dell’uscita dal campo anticipata di Ghiringhelli, ko per problemi muscolari (dentro Lombardo) che costringe la Reggiana a riprendere le misure in difesa. E così gli umbri mostrano un gioco più arioso, fraseggiano con grande capacità e sfondano soprattutto per vie centrali, facendo aprire la retroguardia emiliana. La prima falla si apre a sinistra al 23’ con Marchi e De Silvestro che non arrivano sul cross basso di Kalombo. L’altro buco si crea alla mezz’ora, sempre sull’out mancino della difesa reggiana, con Facchin che sul primo palo, di piede, respinge il destro da due passi di Cazzola.

Troppo poco per la Reggiana, tanto che mister Eberini prova a scuotere i suoi all’intervallo con l’ingresso in campo di Carlini per Bobb. Ma l’inizio di secondo tempo è traumatico per gli emiliani che, non solo vanno in svantaggio ma perdono anche il proprio uomo migliore. Andiamo per ordine. Sfortunato Manfrin che, nel tentativo di anticipare Marchi sul cross di Casiraghi, infila il proprio portiere. Un Facchin costretto al cambio perché infortunatosi nell’azione, così tra i pali va Narduzzo. Dopo il vantaggio il Gubbio non attacca più (non ne ha motivo) e si affida solo alle ripartenze. Come al 20’, quando ci vuole Bastrini con un intervento prodigioso a salvare la sua porta. La Reggiana prova a creare (destro svirgolato da Cesarini da buona posizione) ma inevitabilmente si scopre alle ripartenze eugubine che però non si concretizzano. Incredibile le occasioni sprecate da Kalombo, che manca la palla del possibile raddoppio al 27’ e da Casiraghi che da due passi si divora il bis. Il finale, come detto, è incandescente, con la Reggiana che negli ultimi dieci minuti ha da che recriminare con l’arbitro. Altinier calcia alto a porta vuota dal limite dell’area piccola mentre Carlini reclamava un calcio di rigore per fallo di Lo Porto. Penalty che poco dopo Fontani effettivamente concede per un contatto fra Volpe, in uscita, e Napoli, ma è il primo assistente Santi a far ritornare l’arbitro sui propri passi. Nel finale Narduzzo tiene a galla la sua squadra, compiendo un miracolo sul colpo di testa di Paramatti ma non serve a nulla perché nel recupero il Gubbio tiene la palla lontano dall’area.



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