«Vogliamo vincere anche fuori casa»
di Francesca Manini
Serie A2: dopo la bella vittoria al PalaBigi contro la capolista, è questo l’imperativo del coach della Conad Henky Held
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REGGIO EMILIA. La vittoria che la Conad ha messo a segno ai danni della capolista Ceramica Scarabeo Gcf Roma degli ex Padura Diaz e Tiozzo, fa morale e punti per volare al settimo posto in classifica e permette di affrontare a testa alta la trasferta infrasettimanale di domani contro l’Aurispa Alessano.
L’appuntamento del giorno di festa è per le 18 in diretta su Sportube per gustarsi la gara che sarà disputata in provincia di Lecce da capitan Sesto e colleghi che torneranno poi al Bigi domenica prossima, 5 novembre, contro Catania.
«La nostra arma in più devono essere le certezze che ci ha dato battere la capolista», parola di Henky Held.
Coach, Alessano dal canto suo sarà più riposata.
«Vero, e soprattutto non ha una trasferta così lunga da affrontare a tre giorni da cinque set giocati ad alto livello, ma questo può anche essere uno svantaggio a livello di morale e di ritmo di gioco che noi non abbiamo mai messo in stand-by mentre loro sì. Ma poco contano i ragionamenti a tavolino e i fattori esterni, ciò che conta sarà solo ciò che accadrà in campo e noi sappiamo che dobbiamo andare giù per iniziare a vincere anche in trasferta».
Intanto altri due punti al Bigi li avete racimolati.
«Siamo saliti a 9 punti staccando però di poco il gruppo di coda, la classifica è ancora molto corta e basta poco perché Alessano e le altre ci superino, non dobbiamo abbassare la guardia e continuare a meritarci i punti come è accaduto contro Roma. Venivamo da due sconfitte pesanti e vincere ci ha ridato fiducia».
Dagli allenamenti della settimana se lo aspettava?
«Sì ma la verità è che abbiamo sempre lavorato bene in palestra e che non siamo mai stati in una vera e propria crisi, solo che sono mancati i punti, l’unica vera medicina per avere il sorriso a pallavolo. Sono contento per la squadra e per i ragazzi perché alla fine il lavoro paga».
Possiamo dire che Roma però non si sia espressa al massimo?
«Non ha fatto la sua miglior partita, è vero, ma è stato anche merito nostro perché dopo un primo set non troppo felice siamo ripartiti con aggressività nel secondo e siamo stati bravi a rimanere in partita anche dopo la sconfitta del quarto. Se la sono giocata con i soliti poi hanno tentato qualche cambio senza trovare la giusta soluzione mentre noi ci abbiamo creduto fino in fondo».
Il muro ha fatto la differenza...
« Già, nel secondo e terzo set abbiamo fatto muri diretti e toccato tanti altri palloni, così per loro passare è diventato complicato. I nostri ragazzi hanno anche difeso molto ricostruendo poi bene il gioco con grinta e questo per un allenatore è davvero bello da vedere, vuol dire che la squadra c’è».
C’è e batte forte. E’ una sua direttiva?
«Sì, dopo il primo set dovevamo rischiare qualcosa in più, perché non appena Padura Diaz e gli altri avevano la palla in mano giocavano bene. Abbiamo forzato e ha pagato».
Un grazie va anche al pubblico, mai così caldo.
«Dal campo sentivamo un grande calore intorno a noi e secondo me i tifosi si sono divertiti proprio come noi. Speriamo di ritrovare un pubblico così attento anche domenica prossima, sperando che con il passaparola coinvolgano anche altri tifosi: più siamo meglio è».
L’appuntamento del giorno di festa è per le 18 in diretta su Sportube per gustarsi la gara che sarà disputata in provincia di Lecce da capitan Sesto e colleghi che torneranno poi al Bigi domenica prossima, 5 novembre, contro Catania.
«La nostra arma in più devono essere le certezze che ci ha dato battere la capolista», parola di Henky Held.
Coach, Alessano dal canto suo sarà più riposata.
«Vero, e soprattutto non ha una trasferta così lunga da affrontare a tre giorni da cinque set giocati ad alto livello, ma questo può anche essere uno svantaggio a livello di morale e di ritmo di gioco che noi non abbiamo mai messo in stand-by mentre loro sì. Ma poco contano i ragionamenti a tavolino e i fattori esterni, ciò che conta sarà solo ciò che accadrà in campo e noi sappiamo che dobbiamo andare giù per iniziare a vincere anche in trasferta».
Intanto altri due punti al Bigi li avete racimolati.
«Siamo saliti a 9 punti staccando però di poco il gruppo di coda, la classifica è ancora molto corta e basta poco perché Alessano e le altre ci superino, non dobbiamo abbassare la guardia e continuare a meritarci i punti come è accaduto contro Roma. Venivamo da due sconfitte pesanti e vincere ci ha ridato fiducia».
Dagli allenamenti della settimana se lo aspettava?
«Sì ma la verità è che abbiamo sempre lavorato bene in palestra e che non siamo mai stati in una vera e propria crisi, solo che sono mancati i punti, l’unica vera medicina per avere il sorriso a pallavolo. Sono contento per la squadra e per i ragazzi perché alla fine il lavoro paga».
Possiamo dire che Roma però non si sia espressa al massimo?
«Non ha fatto la sua miglior partita, è vero, ma è stato anche merito nostro perché dopo un primo set non troppo felice siamo ripartiti con aggressività nel secondo e siamo stati bravi a rimanere in partita anche dopo la sconfitta del quarto. Se la sono giocata con i soliti poi hanno tentato qualche cambio senza trovare la giusta soluzione mentre noi ci abbiamo creduto fino in fondo».
Il muro ha fatto la differenza...
« Già, nel secondo e terzo set abbiamo fatto muri diretti e toccato tanti altri palloni, così per loro passare è diventato complicato. I nostri ragazzi hanno anche difeso molto ricostruendo poi bene il gioco con grinta e questo per un allenatore è davvero bello da vedere, vuol dire che la squadra c’è».
C’è e batte forte. E’ una sua direttiva?
«Sì, dopo il primo set dovevamo rischiare qualcosa in più, perché non appena Padura Diaz e gli altri avevano la palla in mano giocavano bene. Abbiamo forzato e ha pagato».
Un grazie va anche al pubblico, mai così caldo.
«Dal campo sentivamo un grande calore intorno a noi e secondo me i tifosi si sono divertiti proprio come noi. Speriamo di ritrovare un pubblico così attento anche domenica prossima, sperando che con il passaparola coinvolgano anche altri tifosi: più siamo meglio è».
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