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Juve, è un pari amaro Higuain nel finale raggiunge lo Sporting

Juve, è un pari amaro Higuain nel finale raggiunge lo Sporting

Champions League. I bianconeri non sfruttano l’occasione Il Barcellona si accontenta in Grecia e mantiene le distanze 

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LISBONA (Portogallo). Non è andata come aveva immaginato Allegri, perché la Juventus non ha battuto lo Sporting e non ha messo al sicuro il passaggio agli ottavi di Champions League. Dopo un primo tempo inguardabile e un secondo accettabile, i bianconeri hanno acciuffato in rimonta un pareggio che non li preserva da sorprese, tanto che la sfida del 22 novembre contro il Barcellona, già qualificato, diventerà ancora più importante. Nulla di ciò che aveva promesso l’allenatore livornese si è verificato in campo, né sotto il profilo dell’atteggiamento né sotto quello della manovra. Solo nel momento in cui i campioni d’Italia si sono trovati con l’acqua alla gola c’è stata una reazione, chi ambisce a conquistare la Coppa dalle grandi orecchie deve dare e fare di più e qui emergono gli errori in campagna acquisti.

Quando dopo 20’ il capelluto Gelson Martins ha beffato Chiellini in slalom e costretto Buffon a una respinta, trasformata poi in gol da Bruno Cesar, molte ombre si sono allungate sulla Juve. Perché se è vero che pochi istanti dopo Khedira ha sfiorato (di testa) il pareggio è innegabile che siano riaffiorati vecchi difetti. Non si sono quasi mai visti Mandzukic e Dybala, svegliati tardi Cuadrado e Higuain; ogni tanto ha girato a vuoto Pjanic; inquietante De Sciglio e, stavolta, ha deluso persino Chiellini.

Non che lo Sporting sia stato irresistibile. Ci voleva subito più ritmo e aggressività per prendere possesso della partita. Già allo Stadium lo sviluppo del match non era stato semplice per i campioni d’Italia. Era abbastanza scontato che a Lisbona sarebbe stato tutto più complicato.

L’atto di coraggio di Allegri nella ripresa è stato inserire Douglas Costa al posto di De Sciglio, in maniera di riconvertire Cuadrado al ruolo di laterale basso, anche perché al 62’ l’olandese Dost era andato vicinissimo al 2-0. Un mossa dettata dalla disperazione e dall’inutilità di De Sciglio.

L’ex Bayern, assieme a un incipit diverso da parte bianconera (pericolosi con Pjanic dalla lunga distanza), sono stati il gancio al quale si è aggrappato il tecnico livornese per continuare a sperare. Prova ne sia che al minuto 68 solo un miracolo del portiere portoghese ha negato al Pipita la soddisfazione del gol in capo a una pressione sempre più martellante. Pipita che ha confezionato il pareggio al 79’, imbeccato da Cuadrado e capace di scacciare le paure.



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