La Grissin Bon cede anche all’Hapoel
di Linda Pigozzi
La presidente: «A giorni prenderemo decisioni sui giocatori»
3 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. «A giorni prenderemo decisioni sui giocatori» la frase della presidente Ferrari a fine gara la dice lunga sul clima che si sta vivendo in casa Pallacanestro Reggiana. Ieri sera, quando tutti si aspettavano che almeno si facesse vivo l’orgoglio, si è compiuta l’ennesima tragedia. Senza carattere e sostanzialmente anche senza gioco, la Grissin Bon s’è infatti inginocchiata anche gli israeliani dell’Hapoel, team oltretutto parso più modesto di quanto temuto alla vigilia.
“Noi vogliamo gente che lotta” era il coro della curva degli Arsan che è stato il prologo della sfida. Ha lottato Reggio? No.
Anche se a tratti è sembrata la corsa a chi delle due in campo la volesse perdere, i biancorossi non hanno mai dato l’idea di avere la gara fra le mani pur conducendola per larghi tratti. Evidente che lo schema principe del team, sintetizzabile in “Palla a Della Valle”, non può funzionare sempre e logico, a questo punto, che il club voglia correre ai ripari prima che sia oggettivamente troppo tardi. Perché anche ieri Reggio è sembrata allo sbando, al di là dei troppi svarioni che hanno consengato la partita nelle mani degli avversari.
Arriveranno stravolgimenti, a questo punto è certo, e l’infortunio occorso ieri sera a Nevels (trauma alla caviglia sinistra che sarà valutato oggi) potrebbe far cambiare la strategia di mercato, facendo arrivare a Reggio anche un regista di cui a questo punto c’è forte necessità per uscire dall’impasse.
A ieri sera pareva impervia la pista che porta a Curtis Jerrels, sotto contratto proprio con l’Hapoel, che non potrebbe neppure giocare in Eurocup almeno fino alla seconda fase. E, da quel che rimbalza, non si mollerebbe neppure la presa sul lungo.
La partita di ieri ha evidenziato le tante pecche di questo team che pure chiude con un bel vantaggio i primi 10’ (21-13), gap poi ridotto a sole quattro lunghezze alla pausa lunga (35-31).
Nel grigiore di una gara costellata da tanti errori e ritmi lenti, la Grissin Bon riesce addirittura a tenersi in testa fino all’ultimo minuto del terzo periodo quando il fallaccio di un debole Candi (il suo quarto) regala a Howell il gioco da tre che vale il 44 pari. Dalla riga bianca, Della Valle non sbaglia, ma subito arriva la replica di Daye, per i 46-46 con cui s’apre il quarto decisivo.
Qui le cose precipitano: Dyson - uno che evoca spettri lontani d’uno scudetto lasciato a Sassari - si sblocca del tutto e dà ai suoi la scossa.
Il finale è poi da incubo.
Dopo tre brutti errori reggiani sul 56 pari a meno di 2’, Mussini fa qualcosa di buono dopo una prova nera, insaccando la tripla del 59-56 quando manca 1’20” alla fine. Daye dà prova di forza dalla media e poi Sanè sbaglia dal perimetro. Sul ribaltamento di fronte Kinsey si fa stoppare da Della Valle. L’americano recupera però palla e la serve a Dyson che punisce a -20”. Sul 59-61, tragico air ball di Sanè che, senza alcun senso, si trova a tirare dall’arco e poi esce a testa china dal campo per il quinto fallo commesso su Dyson. L’ex Sassari la chiude quindi dalla lunetta.
“Noi vogliamo gente che lotta” era il coro della curva degli Arsan che è stato il prologo della sfida. Ha lottato Reggio? No.
Anche se a tratti è sembrata la corsa a chi delle due in campo la volesse perdere, i biancorossi non hanno mai dato l’idea di avere la gara fra le mani pur conducendola per larghi tratti. Evidente che lo schema principe del team, sintetizzabile in “Palla a Della Valle”, non può funzionare sempre e logico, a questo punto, che il club voglia correre ai ripari prima che sia oggettivamente troppo tardi. Perché anche ieri Reggio è sembrata allo sbando, al di là dei troppi svarioni che hanno consengato la partita nelle mani degli avversari.
Arriveranno stravolgimenti, a questo punto è certo, e l’infortunio occorso ieri sera a Nevels (trauma alla caviglia sinistra che sarà valutato oggi) potrebbe far cambiare la strategia di mercato, facendo arrivare a Reggio anche un regista di cui a questo punto c’è forte necessità per uscire dall’impasse.
A ieri sera pareva impervia la pista che porta a Curtis Jerrels, sotto contratto proprio con l’Hapoel, che non potrebbe neppure giocare in Eurocup almeno fino alla seconda fase. E, da quel che rimbalza, non si mollerebbe neppure la presa sul lungo.
La partita di ieri ha evidenziato le tante pecche di questo team che pure chiude con un bel vantaggio i primi 10’ (21-13), gap poi ridotto a sole quattro lunghezze alla pausa lunga (35-31).
Nel grigiore di una gara costellata da tanti errori e ritmi lenti, la Grissin Bon riesce addirittura a tenersi in testa fino all’ultimo minuto del terzo periodo quando il fallaccio di un debole Candi (il suo quarto) regala a Howell il gioco da tre che vale il 44 pari. Dalla riga bianca, Della Valle non sbaglia, ma subito arriva la replica di Daye, per i 46-46 con cui s’apre il quarto decisivo.
Qui le cose precipitano: Dyson - uno che evoca spettri lontani d’uno scudetto lasciato a Sassari - si sblocca del tutto e dà ai suoi la scossa.
Il finale è poi da incubo.
Dopo tre brutti errori reggiani sul 56 pari a meno di 2’, Mussini fa qualcosa di buono dopo una prova nera, insaccando la tripla del 59-56 quando manca 1’20” alla fine. Daye dà prova di forza dalla media e poi Sanè sbaglia dal perimetro. Sul ribaltamento di fronte Kinsey si fa stoppare da Della Valle. L’americano recupera però palla e la serve a Dyson che punisce a -20”. Sul 59-61, tragico air ball di Sanè che, senza alcun senso, si trova a tirare dall’arco e poi esce a testa china dal campo per il quinto fallo commesso su Dyson. L’ex Sassari la chiude quindi dalla lunetta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
