la crisi di risultati
La dirigenza determinata a intervenire sul team
di Luigi Vinceti
REGGIO EMILIA . Tutti concordi, dirigenti e tifosi: bisogna intervenire per dare una scossa a questa Grissin Bon che azzecca davvero poche. Il momento probabilmente più adatto per compiere una...
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REGGIO EMILIA . Tutti concordi, dirigenti e tifosi: bisogna intervenire per dare una scossa a questa Grissin Bon che azzecca davvero poche.
Il momento probabilmente più adatto per compiere una metamorfosi potrebbe essere la fase di intervallo del campionato per gli impegni della nazionale, vale a dire fra una ventina di giorni.
Proprio la presidente Maria Licia Ferrarini, subito dopo l’amara sconfitta con l’Hapoel di Gerusalemme in una gara che per i biancorossi sembravano avere in cassaforte, riconosceva la necessità di apportare qualche modifica, non immediata, dopo aver superato l’onda della delusione.
«Dovremo intervenire, ma non ora» diceva la presidente; parole calibrate nei torni e nei contenuti. Aggiungeva poi: «Avvertiamo troppe difficoltà. Anche contro gli israeliani ho visto poca lucidità; serve attenzione e pazienza, ma non si possono sbagliare certi tiri aperti».
Fortunatamente anche contro l’Hapoel non sono mancate alcune note positive.
«Rispetto alle gare di campionato ho visto una maggior intensità. Purtroppo però, se si esclude Amedeo Della Valle, mancano all’appello alcuni uomini dai quali mi aspettavo di più, atleti il cui contributo è indispensabile per rialzarci da una stagione giù di giri».
Naturali il fastidio e la rabbia, ma non le è mancata la capacità di trovare un aspetto positivo: «Voglio dire grazie al nostro pubblico che ci segue sempre e ci ha sostenuto e incitato continuamente anche nelle fasi più critiche. Mi spiace profondamente non avergli regalato una vittoria».
Cogliamo l’occasione per riportare anche le parole del vice presidente che, dopo un amaro “no comment”, si è liberato di un paio di pensieri: «Che rabbia, contro l’Hapoel avevamo dominato quasi tutta a gara, sino alle fasi finali, quando abbiamo perso proprio all’ultimo minuto».
Considerazioni che partivano dalla curiosa successione dei punteggi alla fine dei singoli quarti: 8 punti davanti alla fine del primo parziale, 4 all’intervallo, 2 dopo il terzo atto…sotto di 2 alla fine. E Ivan Paterlini si limitava a commentare: «Bisogna ricominciare da capo» scrollando la testa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il momento probabilmente più adatto per compiere una metamorfosi potrebbe essere la fase di intervallo del campionato per gli impegni della nazionale, vale a dire fra una ventina di giorni.
Proprio la presidente Maria Licia Ferrarini, subito dopo l’amara sconfitta con l’Hapoel di Gerusalemme in una gara che per i biancorossi sembravano avere in cassaforte, riconosceva la necessità di apportare qualche modifica, non immediata, dopo aver superato l’onda della delusione.
«Dovremo intervenire, ma non ora» diceva la presidente; parole calibrate nei torni e nei contenuti. Aggiungeva poi: «Avvertiamo troppe difficoltà. Anche contro gli israeliani ho visto poca lucidità; serve attenzione e pazienza, ma non si possono sbagliare certi tiri aperti».
Fortunatamente anche contro l’Hapoel non sono mancate alcune note positive.
«Rispetto alle gare di campionato ho visto una maggior intensità. Purtroppo però, se si esclude Amedeo Della Valle, mancano all’appello alcuni uomini dai quali mi aspettavo di più, atleti il cui contributo è indispensabile per rialzarci da una stagione giù di giri».
Naturali il fastidio e la rabbia, ma non le è mancata la capacità di trovare un aspetto positivo: «Voglio dire grazie al nostro pubblico che ci segue sempre e ci ha sostenuto e incitato continuamente anche nelle fasi più critiche. Mi spiace profondamente non avergli regalato una vittoria».
Cogliamo l’occasione per riportare anche le parole del vice presidente che, dopo un amaro “no comment”, si è liberato di un paio di pensieri: «Che rabbia, contro l’Hapoel avevamo dominato quasi tutta a gara, sino alle fasi finali, quando abbiamo perso proprio all’ultimo minuto».
Considerazioni che partivano dalla curiosa successione dei punteggi alla fine dei singoli quarti: 8 punti davanti alla fine del primo parziale, 4 all’intervallo, 2 dopo il terzo atto…sotto di 2 alla fine. E Ivan Paterlini si limitava a commentare: «Bisogna ricominciare da capo» scrollando la testa.
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