il coach andrea Diana
«Il segreto di Brescia? Abbiamo ancora Landry»
di Adriano Arati
REGGIO EMILIA. ’errore più grosso sarebbe sottovalutare Reggio guardando la classifica. Sarà una gara tutto tranne che semplice». Professa prudenza coach Andrea Diana, allenatore dalla Brescia...
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REGGIO EMILIA. ’errore più grosso sarebbe sottovalutare Reggio guardando la classifica. Sarà una gara tutto tranne che semplice».
Professa prudenza coach Andrea Diana, allenatore dalla Brescia capolista e imbattuta con 5 vittorie in 5 gare, esatto opposto della Grissin Bon ancora ferma al palo in campionato. Domenica nella città lombarda ci sarà il testacoda, in un impegno che a oggi vede un’unica inevitabile favorita, Brescia.
«Sicuramente c’è grande euforia, c’è entusiasmo dopo 5 vittorie consecutive. Siamo in un momento di grande serenità e di grande consapevolezza», spiega Diana.
Non proprio il ritratto della Grissin Bon in crisi. Un pericolo in più per voi?
«L’errore più grosso che si potrebbe fare sarebbe quello di guardare la classifica e pensare che sarà una partita semplice: non lo sarà affatto».
Perché?
«Reggio è una buona squadra che ha bisogno di una vittoria per morale e per la sua classifica. Arriverà a Brescia per giocare una partita di grande aggressività, dovremo essere preparati».
Dal suo punto di vista, quali sono i principali pericoli?
«Della Valle, innanzitutto. È un giocatore che ben conosciamo, conosciamo le sue potenzialità offensive, la capacità e la facilità con cui riesce a trovare canestro».
Altri giocatori che teme?
«Markoishvili è un altro elemento da tenere in considerazione per la sua esperienza e per la capacità di mettere canestri importanti».
Sotto canestro invece?
«Anche Wright lo conosciamo bene. Ha un grande talento, è in grado di accendersi e di fare canestri difficili, di dare energia a tutta la squadra, lo sappiamo».
E quali sono invece le chiavi dei vostri risultati?
«In questo momento la nostra forza è stata quella di ripartire da gruppo solido. È stata brava la società a riconfermare tanti giocatori».
Una rarità in Italia...
«È vero, in questi ultimi anni nella pallacanestro italiana non è una cosa semplice dare continuità, non accade spesso».
Voi avete scelto un’altra strada?
«Siamo riusciti a confermare tanti giocatori importanti come i fratelli Vitali, Moss, Moore. E Landry».
Il miglior giocatore del campionato scorso. Tenerlo è stata la vostra impresa?
«Era dal 2009 che il miglior giocatore della serie A non rimaneva nella stessa formazione nella stagione successiva. Noi ci siamo riusciti e questo ha facilitato il lavoro dello staff tecnico».
D’accordo la buona base, ma si aspettava questo inizio?
«L’obiettivo era iniziare bene, forse così bene non ce lo aspettavamo. Diciamo che c’è una motivazione personale molto alta, l’anno scorso l’obiettivo era giocarsi i play off e alla fine non ci siamo riusciti per gli infortuni. Quest’anno la motivazione personale è molto alta, siamo tutti sulla stessa pagina per raggiungere l’obiettivo».
Professa prudenza coach Andrea Diana, allenatore dalla Brescia capolista e imbattuta con 5 vittorie in 5 gare, esatto opposto della Grissin Bon ancora ferma al palo in campionato. Domenica nella città lombarda ci sarà il testacoda, in un impegno che a oggi vede un’unica inevitabile favorita, Brescia.
«Sicuramente c’è grande euforia, c’è entusiasmo dopo 5 vittorie consecutive. Siamo in un momento di grande serenità e di grande consapevolezza», spiega Diana.
Non proprio il ritratto della Grissin Bon in crisi. Un pericolo in più per voi?
«L’errore più grosso che si potrebbe fare sarebbe quello di guardare la classifica e pensare che sarà una partita semplice: non lo sarà affatto».
Perché?
«Reggio è una buona squadra che ha bisogno di una vittoria per morale e per la sua classifica. Arriverà a Brescia per giocare una partita di grande aggressività, dovremo essere preparati».
Dal suo punto di vista, quali sono i principali pericoli?
«Della Valle, innanzitutto. È un giocatore che ben conosciamo, conosciamo le sue potenzialità offensive, la capacità e la facilità con cui riesce a trovare canestro».
Altri giocatori che teme?
«Markoishvili è un altro elemento da tenere in considerazione per la sua esperienza e per la capacità di mettere canestri importanti».
Sotto canestro invece?
«Anche Wright lo conosciamo bene. Ha un grande talento, è in grado di accendersi e di fare canestri difficili, di dare energia a tutta la squadra, lo sappiamo».
E quali sono invece le chiavi dei vostri risultati?
«In questo momento la nostra forza è stata quella di ripartire da gruppo solido. È stata brava la società a riconfermare tanti giocatori».
Una rarità in Italia...
«È vero, in questi ultimi anni nella pallacanestro italiana non è una cosa semplice dare continuità, non accade spesso».
Voi avete scelto un’altra strada?
«Siamo riusciti a confermare tanti giocatori importanti come i fratelli Vitali, Moss, Moore. E Landry».
Il miglior giocatore del campionato scorso. Tenerlo è stata la vostra impresa?
«Era dal 2009 che il miglior giocatore della serie A non rimaneva nella stessa formazione nella stagione successiva. Noi ci siamo riusciti e questo ha facilitato il lavoro dello staff tecnico».
D’accordo la buona base, ma si aspettava questo inizio?
«L’obiettivo era iniziare bene, forse così bene non ce lo aspettavamo. Diciamo che c’è una motivazione personale molto alta, l’anno scorso l’obiettivo era giocarsi i play off e alla fine non ci siamo riusciti per gli infortuni. Quest’anno la motivazione personale è molto alta, siamo tutti sulla stessa pagina per raggiungere l’obiettivo».
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