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La RunCard 2017 più forte del diluvio

di Luigi Vinceti
La RunCard 2017 più forte del diluvio

Diverse centinaia di persone hanno sfidato la pioggia e il vento di ieri mattina per partecipare all’evento in centro

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REGGIO EMILIA. Il Giro d’Italia della RunCard 2017 è arrivato ieri alla quindicesima tappa, al traguardo finale. Sotto lo striscione posto davanti al Teatro Municipale sono arrivati in tanti, di corsa, malgrado la pioggia, con il sorriso sulle labbra, mentre lo speaker incitava a resistere, a non desistere. Che bello vedere tanta gente sfidare gli scrosci d’acqua e i tuoni del temporale per riuscire a donare un benefico ricordo alla nostra città.

«Regalati un sogno, non arrenderti mai» era lo slogan che ha accompagnato e sostenuto le centinaia di marciatori che hanno gareggiato, o semplicemente camminato, lungo le strade del centro storico, tutti disposti a correre per una buona causa. La Bridgestone, sponsor dell’iniziativa ha infatti versato un euro per ogni chilometro percorso; in sostanza energie fresche per realizzare, nel parco Spallanzani che si trova di fianco all’Arcispedale, una pista per la ginnastica, la riabilitazione o anche semplicemente un momento quotidiano di benessere per gli ammalati ricoverati in ospedale, invalidi e disabili.

La conferma che i reggiani sanno essere sempre generosi, che non si arrendono certamente di fronte ai dispetti della natura, che amano sfidare se stessi e gli altri. Alla fine è arrivata anche una graduatoria, ma l’importante è stato soprattutto partecipare. Chi lo ha fatto ha ricevuto una maglietta ricordo da indossare con legittimo orgoglio.

Alla base del cimento c’era in effetti la volontà di suggerire una sana e corretta alimentazione per godere buona salute abbinando il piacere di stare a tavola alla gioia di praticare uno sport.

Ne è nata una “visita” alla storica vecchia Reggio che merita senz’altro di essere ripetuta: magari con il sole.

Madrina della mattinata era la maratoneta azzurra Valeria Straneo, medaglia d’argento ai mondiali di Maratona nel 2013 che ha elogiato la generosità dei maratoneti reggiani e anche di coloro che, senza essere appassionati di corsa o di podismo hanno deciso che era comunque giusto esserci. Proprio perché l’obiettivo di questa corsa non era vincere ma fare qualcosa per chi sta peggio di noi.

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