Gazzetta di Reggio

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Grissin Bon, rialzarsi senza perdere i giovani

di Linda Pigozzi

Presente e futuro del team dipendono anche dalla crescita di Mussini e Candi  L’arrivo di Chris Wright dovrà essere occasione di miglioramento per entrambi

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REGGIO EMILIA. Peggio persino delle più nere previsioni, la Grissin Bon è ancora al palo dopo sei giornate di campionato.

I mali manifestati sin dall’inizio del campionato sono risultati endemici e pure nell’ultimissima sfida sul campo rovente della sorprendente Brescia sono emersi i serissimi problemi in fase di organizzazione di gioco, la prima e più preoccupante affezione di cui soffre la Grissin Bon.

Al caos in fase di costruzione di gioco s’aggiungono poi altre allarmanti patologie quali le amnesie difensive, i cali di concentrazione che, per dire, hanno portato a falli evitabili e a fatali palle perse anche a Montichiari.

La squadra non gira e vive delle iniziative personalissime di Della Valle, degli sprazzi di talento di Julian Wright, ancora lontano da quello che il pubblico reggiano aveva apprezzato nelle tre gare del playoff con Avellino in maggio, ma che a passi lenti si sta avvicinando a una condizione fisica tale da consentirgli di poter far la differenza.

Mussini e Candi, i due giovani play cui sono state affidate le chiavi del non hanno mai dato l’impressione di avere in mano la squadra.

Questione di polso, di letture, d’esperienza o, verosimilmente, un po’ di tutto questo insieme. E lo staff tecnico non è ancora riuscito a tirar fuori dall’impasse, mentale e tecnico, i due.

Senza dubbio avrà contribuito anche la pressione, se uno come Leo Candi ha perso completamente la faccia tosta che sfoderava sui parquet dell’A2 ( e che il salto di categoria non sia cosa da poco, lo dimostra anche De Vico, pure lui spesso e volentieri decisivo nella seconda lega e lento e sfasato ora in serie A).

Per quanto riguarda la regìa, la proprietà non s’è tirata indietro e il patron Stefano Landi ha dato l’ok per investire in Chris Wright, non un play purissimo ma uno comunque capace di costruire per sé e per gli altri.

Da lui ci si aspetta che dia svolta.

Da lui però è bene non aspettarsi miracoli. Che è raro che un giocatore solo rivolti una squadra, a meno che la squadra stessa non sappia trovare nell’elemento nuovo la forza per uscire dalla crisi.

Una delle priorità non va dimenticato è non perdere del tutto Candi e Mussini e non certo pensando solo al futuro ma anche e soprattutto al presente. Senza di loro (e pure senza l’aiuto di De Vico, pur con i limiti che sta dimostrando) sarà impossibile ritrovare una linea di galleggiamento.

Confrontarsi quotidianamente in allenamento con un giocatore più esperto come Chris Wright e forse, senza il peso di dover gestire i giochi, anche Mussini potrà ritrovare la verve che due stagioni or sono aveva fatto sgranare gli occhi a tanti, oltre che dedicarsi maggiormente a ciò che è assolutamente nelle sue corte: fare canestro. Cosa, questa, di cui il team ha bisogno come l’ossigeno. Domani la Grissin Bon giocherà all’Audi Dome contro Bayern, avversaria proibitiva sulla carta e proprio questo forse affrontabile senza la pressione di dover far risultato a tutti i costi e prepararsi mentalmente al big match di sabato sera in via Guasco con Pistoia: la gara del non ritorno.

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