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Tosi: «La vetta? Ci siam tolti il pensiero»

di Mara Bianchini
Tosi: «La vetta? Ci siam tolti il pensiero»

Serie D, parla il diesse del Lentigione reduce dalla terza sconfitta consecutiva in campionato: «Mai stati così giù...»

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LENTIGIONE. Non è un buon periodo per il Lentigione che in una settimana è uscito dalla zona play off, ha perso tre partite, fatto zero punti e si è allontanato dalle tre capolista di ben nove punti.

Una settimana decisamente da dimenticare anche se per una realtà “familiare” come quella biancorossa sarà difficile non tenere memoria di un periodo così negativo.

«A livello di soddisfazioni – spiega il direttore sportivo Doriano Tosi – penso sia uno dei punti più bassi raggiunti negli ultimi anni. In tre partite non abbiamo fatto punti mentre le altre sì ed è normale che poi si venga distanziati. Paradossalmente e lo dico con ironia l’unica cosa positiva è che ci siamo tolti l’ansia del primato che ora riguarda altri».

Secondo lei non è più possibile recuperare punti?

«Qualche posizione la si potrà recuperare ma non credo che la vetta sia più accessibile. Sono in tre, non è una sola, e sono tutte a nove punti. Difficile, molto, molto difficile. Ripeto, di positivo c’è che ci siamo tolti ’sto pensiero».

Quale potrebbe essere una soluzione per tornare in zona play off?

«Bella domanda. Se fossi certo di averla la attuerei subito. Qui purtroppo abbiamo fatto delle valutazioni che si stanno rivelando un po’ errate e dobbiamo prenderne atto. Dobbiamo cercare di cambiare rotta e di non porci un traguardo particolare. Dobbiamo pensare a vincere una partita il prima possibile».

Domenica avrete la Pianese. Che partita si aspetta dai suoi?

«Magari riuscissimo da subito a vincere sarebbe un toccasana ma contro i toscani non è mai facile giocare e tanto meno vincere. Non voglio sembrare negativo o pessimista sono invece realista. Nel calcio capita di dover cambiare in corso d’opera gli obiettivi e noi dovremo essere bravi nel farlo».

Una vittoria potrebbe risollevare l’ambiente?

«Certamente ed eviterebbe depressioni da risultato. Nel calcio in queste situazioni l’unica medicina è vincere una partita. Poi si vedrà. Sarà il nostro grande obiettivo con la speranza anche che rientri qualche giocatore per noi importante. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo giocato tutte le partite di ottobre senza giocatori importanti e questo non va sottovalutato».

Perché dice ciò?

«Perché noi abbiamo una rosa ampia ma abbiamo esperti e giovani e non una rosa lunga di esperti e una lunga di giovani. Per cui quando vengono a mancare giocatori importanti lo sentiamo subito e fanno la differenza. In altre squadre se non c’è uno c’è un altro. Da noi no. Senza contare che siamo in un girone talmente equilibrato dove già adesso è difficile individuare chi lo vincerà e chi retrocederà. A parte la portaerei del Rimini le altre credo siano tutte allo stesso livello».

Qual è la posizione di Zattarin? L’allenatore rischia?

«Lasciamolo lavorare poi vedremo cosa accadrà. Dobbiamo metterci nell’ottica di vincere e di farlo il prima possibile. Non è facile lavorare tutta una settimana, impegnarsi per poi arrivare alla domenica e perdere. A nessuno piace lavorare per nulla e tanto meno a noi».

E di questa Reggiana invece cosa dice?

«Sta facendo un campionato prevedibile anche se può scalare ancora qualche posizione ad arrivare alla fine. Credo però che dopo 17 di serie C se a Reggio si vuole coinvolgere l’ambiente bisogna costruire una squadra per andare in serie B. Altrimenti attorno non ci sarà mai tantissimo interesse perché è sempre lì. Purtroppo non me lo invento io ma è la realtà della situazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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