Via alla missione Mondiali «Italia di sicuro in Russia»
Primo giorno a Coverciano per la Nazionale in vista del playoff con la Svezia Ventura: «Mi fido dei miei». Per il ritorno a San Siro venduti 65mila biglietti
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FIRENZE. «Andremo di sicuro ai Mondiali». L'ottimismo di Gian Piero Ventura aspettando la (doppia) sfida più importante della carriera. La fiducia del ct che tra venerdì e lunedì prossimo si gioca il futuro suo e del calcio italiano. Incombe la Svezia ma l'Italia è carica e pronta. Primo giorno di ritiro, a Coverciano ci sono anche tutti i vertici federali, il presidente Tavecchio, il dg Uva, il vicepresidente Ulivieri. Pranzo con Ventura e i giocatori poi in Aula Magna a sentire le parole di un ct che appare più sereno rispetto ai recenti raduni. «Ho visto i ragazzi motivati, vogliosi, determinati, chi ha fatto la storia della nazionale e chi potrà farla. È un momento importante per me, per la mia storia ma anche per i giocatori. Vogliamo tutti andare ai Mondiali e ci andremo per il bene nostro e del movimento. Mi fido del nostro lavoro».
Si tiene poi stretti la spinta dei tifosi che lunedì riempiranno San Siro (65mila biglietti venduti) e la vicinanza della Federazione: «Ringrazio i tanti che verranno a sostenerci, nei momenti decisivi l'Italia si compatta sempre e non delude mai, anche noi quindi non dobbiamo deluderla. Basterà semplicemente fare l'Italia, quella che ogni volta si gioca qualcosa di importante c'è sempre. E dico grazie alla Federazione, mai mi sono sentito solo finora, c'è sempre stata grande compattezza e condividiamo lo stesso obiettivo. Il presidente mi ha pure promesso un premio gigantesco - scherza -. Battute a parte, tutti qui vogliamo andare ai Mondiali, mai pensato di non farcela». Ne è così convinto da essere già proiettato, rivela, allo stage in programma il 5-6 dicembre e alle amichevoli di preparazione a Russia 2018 con Inghilterra e Argentina. E questa fiducia il ct vuol trasmetterla e riceverla dal suo stesso gruppo. Un gruppo allargato, 27 convocati, perché gli spareggi sono ravvicinati, perché c'è più di un acciaccato e per il numero dei diffidati (Parolo, Chiellini, Immobile e Verratti). Tanti i ritorni eccellenti: Belotti, De Rossi, Verratti, Florenzi oltre a Zaza e Jorginho sui quali chiarisce. «Jorginho è qui non per ragioni politiche - dice riferendosi alla possibile convocazione dalla nazionale brasiliana - ma perché se lo merita. Prima non era stato chiamato perché ci schieravamo con un modulo in cui non c'era un ruolo per lui. Adesso però ci giochiamo in 72 ore una qualificazione mondiale, potrà servire fare scelte diverse al di là di come giocheremo». Vale pure per l'attacco «considerando - aggiunge - che Belotti è reduce da un infortunio serio e anche Immobile non è al top: fortuna, dico egoisticamente, che ieri Ciro non ha giocato». Intanto riecco Zaza, un'arma in più: «È qui non solo per i gol ma per come sta giocando. Rispetto all'Europeo è un giocatore maturato. El Shaarawy? Non è una sorpresa per me».
Si tiene poi stretti la spinta dei tifosi che lunedì riempiranno San Siro (65mila biglietti venduti) e la vicinanza della Federazione: «Ringrazio i tanti che verranno a sostenerci, nei momenti decisivi l'Italia si compatta sempre e non delude mai, anche noi quindi non dobbiamo deluderla. Basterà semplicemente fare l'Italia, quella che ogni volta si gioca qualcosa di importante c'è sempre. E dico grazie alla Federazione, mai mi sono sentito solo finora, c'è sempre stata grande compattezza e condividiamo lo stesso obiettivo. Il presidente mi ha pure promesso un premio gigantesco - scherza -. Battute a parte, tutti qui vogliamo andare ai Mondiali, mai pensato di non farcela». Ne è così convinto da essere già proiettato, rivela, allo stage in programma il 5-6 dicembre e alle amichevoli di preparazione a Russia 2018 con Inghilterra e Argentina. E questa fiducia il ct vuol trasmetterla e riceverla dal suo stesso gruppo. Un gruppo allargato, 27 convocati, perché gli spareggi sono ravvicinati, perché c'è più di un acciaccato e per il numero dei diffidati (Parolo, Chiellini, Immobile e Verratti). Tanti i ritorni eccellenti: Belotti, De Rossi, Verratti, Florenzi oltre a Zaza e Jorginho sui quali chiarisce. «Jorginho è qui non per ragioni politiche - dice riferendosi alla possibile convocazione dalla nazionale brasiliana - ma perché se lo merita. Prima non era stato chiamato perché ci schieravamo con un modulo in cui non c'era un ruolo per lui. Adesso però ci giochiamo in 72 ore una qualificazione mondiale, potrà servire fare scelte diverse al di là di come giocheremo». Vale pure per l'attacco «considerando - aggiunge - che Belotti è reduce da un infortunio serio e anche Immobile non è al top: fortuna, dico egoisticamente, che ieri Ciro non ha giocato». Intanto riecco Zaza, un'arma in più: «È qui non solo per i gol ma per come sta giocando. Rispetto all'Europeo è un giocatore maturato. El Shaarawy? Non è una sorpresa per me».
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