La Regia rinasce con il Pordenone
di Andrea Munari
Decide un gol di Cianci in uno stadio semivuoto a causa dell’orario deciso dalla Legapro
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REGGIO EMILIA. La Reggiana è guarita? Questa può essere la partita che fa definitivamente svoltare la stagione dei granata? Dopo la vittoria contro il Pordenone verrebbe da dire di sì perché contro la capolista si è vista finalmente una squadra che, seppur senza impressionare dal punto di vista del gioco, è scesa in campo con la giusta determinazione, facendo cose semplici e che, ora, può guardare con più convinzione al proseguimento della stagione perché, forse, si può pian piano iniziare ad alzare la testa e non guardarsi solamente le spalle.
La prima domanda che ci si è posti ieri arrivando al Città del Tricolore era però su come si potesse mettere una sfida come quella tra Reggiana e Pordenone che, all’inizio della stagione, erano dato tra le principali candidate alla vittoria finale, alle ore 14.30 di un giorno lavorativo. E nonostante tutto oltre 2.000 tifosi reggiani sono riusciti ad essere presenti sugli spalti per incitare la propria squadra, anche se questo non è certo il modo per riportare la gente allo stadio, come voluto dalla stessa Lega con il progetto 3P.
Dal momento in cui le squadre sono scese sul terreno di gioco l’attenzione è tornata ad essere solo ed esclusivamente sulla partita, perché se da una parte alcuni giocatori della Reggiana volevano dimostrare all’ex allenatore le proprie qualità, anche dall’altra parte proprio Colucci, Perilli e Danza volevano una rivincita personale con il club granata. La “scimmia” che la Reggiana si è tolta dalle spalle vincendo contro il Fano ha fatto sentire più leggeri i giocatori granata, che stanno pian piano ritrovando la convinzione nei propri mezzi, basti guardare i due colpi di tacco di Bovo nella prima frazione di gioco. Il primo tempo della partita di ieri ha però palesato le difficoltà che entrambe le squadre stanno attraversando in questa fase della stagione a causa dell’infermeria.
La Reggiana, con la stessa linea difensiva proposta contro il Fano, come di consueto dopo un buon inizio ha arretrato il proprio baricentro appena gli avversari hanno provato a mettere il naso fuori dalla propria metà campo, mentre i friulani che sono il miglior attacco della stagione, hanno indubbiamente pagato l’assenza di tutti e tre i titolari del centrocampo, oltre a capitan Stefani, Gerardi e Berrettoni. Il momento più spettacolare della prima frazione lo ha regalato Leonardo Colucci, che però adesso di mestiere fa l’allenatore e non era tra i ventidue in campo, con uno splendido stop all’interno dell’area tecnica. Poi, all’improvviso, come avvenuto venerdì scorso contro il Fano, la Reggiana nella ripresa ha attaccato l’interruttore e ha affrontato i propri avversari senza timore: pressing alto, riconquista della palla e ripartenze veloci. Come avvenuto nell’azione del gol quando, con due passaggi i granata sono arrivati nell’area di rigore avversaria: passaggio in profondità di Napoli per Panizzi, perfetto cross per la testa di Cianci che con una splendida torsione ha lasciato immobile Perilli facendo esplodere di gioia tutta la panchina e gli spalti.
La prima domanda che ci si è posti ieri arrivando al Città del Tricolore era però su come si potesse mettere una sfida come quella tra Reggiana e Pordenone che, all’inizio della stagione, erano dato tra le principali candidate alla vittoria finale, alle ore 14.30 di un giorno lavorativo. E nonostante tutto oltre 2.000 tifosi reggiani sono riusciti ad essere presenti sugli spalti per incitare la propria squadra, anche se questo non è certo il modo per riportare la gente allo stadio, come voluto dalla stessa Lega con il progetto 3P.
Dal momento in cui le squadre sono scese sul terreno di gioco l’attenzione è tornata ad essere solo ed esclusivamente sulla partita, perché se da una parte alcuni giocatori della Reggiana volevano dimostrare all’ex allenatore le proprie qualità, anche dall’altra parte proprio Colucci, Perilli e Danza volevano una rivincita personale con il club granata. La “scimmia” che la Reggiana si è tolta dalle spalle vincendo contro il Fano ha fatto sentire più leggeri i giocatori granata, che stanno pian piano ritrovando la convinzione nei propri mezzi, basti guardare i due colpi di tacco di Bovo nella prima frazione di gioco. Il primo tempo della partita di ieri ha però palesato le difficoltà che entrambe le squadre stanno attraversando in questa fase della stagione a causa dell’infermeria.
La Reggiana, con la stessa linea difensiva proposta contro il Fano, come di consueto dopo un buon inizio ha arretrato il proprio baricentro appena gli avversari hanno provato a mettere il naso fuori dalla propria metà campo, mentre i friulani che sono il miglior attacco della stagione, hanno indubbiamente pagato l’assenza di tutti e tre i titolari del centrocampo, oltre a capitan Stefani, Gerardi e Berrettoni. Il momento più spettacolare della prima frazione lo ha regalato Leonardo Colucci, che però adesso di mestiere fa l’allenatore e non era tra i ventidue in campo, con uno splendido stop all’interno dell’area tecnica. Poi, all’improvviso, come avvenuto venerdì scorso contro il Fano, la Reggiana nella ripresa ha attaccato l’interruttore e ha affrontato i propri avversari senza timore: pressing alto, riconquista della palla e ripartenze veloci. Come avvenuto nell’azione del gol quando, con due passaggi i granata sono arrivati nell’area di rigore avversaria: passaggio in profondità di Napoli per Panizzi, perfetto cross per la testa di Cianci che con una splendida torsione ha lasciato immobile Perilli facendo esplodere di gioia tutta la panchina e gli spalti.
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