l’ex vice ora sulla panchina della vanoli
Il tecnico Flavio Fioretti «Temo la reazione dei giocatori reggiani»
di Riccardo Bellelli
REGGIO EMILIA. Era al pala Bigi mercoledì sera per assistere alla sfida di coppa fra Grissin Bon e Buducnost, del resto Flavio Fioretti è sempre molto legato a Reggio dove vive la moglie Milena....
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REGGIO EMILIA. Era al pala Bigi mercoledì sera per assistere alla sfida di coppa fra Grissin Bon e Buducnost, del resto Flavio Fioretti è sempre molto legato a Reggio dove vive la moglie Milena.
Sabato vorrà però dare un dispiacere ai tantissimi amici reggiani che ha, visto che ora siede sulla panchina della Vanoli al fianco dell’head coach Meo Sacchetti.
Questa stagione la Vanoli avrebbe dovuto disputare la serie A2 essendo retrocessa al termine della scorsa stagione, poi le vicende estive di Caserta hanno portato al ripescaggio della società lombarda, il cui staff è stato bravissimo a cambiare in corsa i piani di mercato, riuscendo a ottenere già tre vittorie dall’inizio del campionato.
Fioretti conferma che la squadra si è trovata con molti rookie per questa categoria: «È un roster con tante scommesse. Diversi italiani non hanno mai giocato questa categoria o hanno fatto solo delle brevi comparsate e anche due dei nostri americani sono dei rookie. D’altra parte non era questo il campionato che avevamo previsto inizialmente quindi ora dobbiamo lavorare bene in palestra per crescere e trovare le giuste combinazioni in squadra».
Come giudica il vostro avvio di campionato?
«Sono soddisfatto, il calendario era difficile. Tante squadre si sono rinforzate, non solo al vertice ma anche tra quelle che sono partite con l’obiettivo salvezza. Sarà un campionato duro ma per ora stiamo reggendo».
Un po’ meno buono è stato l’inizio della Grissin Bon. Come se lo spiega?
«Credo che la classifica della Pallacanestro Reggiana sia falsa. In squadra ci sono giocatori di spessore come Julian Wright e Markoishvili, Della Valle ormai è diventato un leader e i suoi numeri sono eloquenti. Forse in questa prima fase c’è stata un po’ di sfortuna, qualche partita persa che si poteva portare a casa».
Psicologicamente quanto può pesare questa striscia negativa iniziale?
«Quando si parte così è tutto più difficile ma la società ha dimostrato di essere vicina allo staff e si è mossa inserendo giocatori che potessero andare a rinforzarla».
Cosa teme della Grissin Bon?
«La reazione che i giocatori posso avere. Sono stati sfortunati con l’infortunio al nuovo play. Il suo arrivo è stato un fattore importante perché Chris Wright dà una nuova dimensione alla squadra rendendo l’attacco più pericoloso, sia con le sue giocate personali che attivando i tiratori che sono molto pericolosi da fuori».
La coppia formata dai cugini Diener fece le fortune di Sassari. Quanto è importante per la Vanoli?
«Drake ha qualche anno in più e Travis sta riprendendo di settimana in settimana il ritmo partita. Fino ad ora le gare che abbiamo vinto sono quelle dove tutti sono riusciti a portare il proverbiale mattoncino e non soltanto pochi elementi».
Per entrambe le squadre sono in palio due punti molto importanti. Che partita si aspetta?
«Vista la posta in gioco, mi aspetto una partita nervosa, fisica, dove forse gli attacchi saranno un po’ sacrificati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sabato vorrà però dare un dispiacere ai tantissimi amici reggiani che ha, visto che ora siede sulla panchina della Vanoli al fianco dell’head coach Meo Sacchetti.
Questa stagione la Vanoli avrebbe dovuto disputare la serie A2 essendo retrocessa al termine della scorsa stagione, poi le vicende estive di Caserta hanno portato al ripescaggio della società lombarda, il cui staff è stato bravissimo a cambiare in corsa i piani di mercato, riuscendo a ottenere già tre vittorie dall’inizio del campionato.
Fioretti conferma che la squadra si è trovata con molti rookie per questa categoria: «È un roster con tante scommesse. Diversi italiani non hanno mai giocato questa categoria o hanno fatto solo delle brevi comparsate e anche due dei nostri americani sono dei rookie. D’altra parte non era questo il campionato che avevamo previsto inizialmente quindi ora dobbiamo lavorare bene in palestra per crescere e trovare le giuste combinazioni in squadra».
Come giudica il vostro avvio di campionato?
«Sono soddisfatto, il calendario era difficile. Tante squadre si sono rinforzate, non solo al vertice ma anche tra quelle che sono partite con l’obiettivo salvezza. Sarà un campionato duro ma per ora stiamo reggendo».
Un po’ meno buono è stato l’inizio della Grissin Bon. Come se lo spiega?
«Credo che la classifica della Pallacanestro Reggiana sia falsa. In squadra ci sono giocatori di spessore come Julian Wright e Markoishvili, Della Valle ormai è diventato un leader e i suoi numeri sono eloquenti. Forse in questa prima fase c’è stata un po’ di sfortuna, qualche partita persa che si poteva portare a casa».
Psicologicamente quanto può pesare questa striscia negativa iniziale?
«Quando si parte così è tutto più difficile ma la società ha dimostrato di essere vicina allo staff e si è mossa inserendo giocatori che potessero andare a rinforzarla».
Cosa teme della Grissin Bon?
«La reazione che i giocatori posso avere. Sono stati sfortunati con l’infortunio al nuovo play. Il suo arrivo è stato un fattore importante perché Chris Wright dà una nuova dimensione alla squadra rendendo l’attacco più pericoloso, sia con le sue giocate personali che attivando i tiratori che sono molto pericolosi da fuori».
La coppia formata dai cugini Diener fece le fortune di Sassari. Quanto è importante per la Vanoli?
«Drake ha qualche anno in più e Travis sta riprendendo di settimana in settimana il ritmo partita. Fino ad ora le gare che abbiamo vinto sono quelle dove tutti sono riusciti a portare il proverbiale mattoncino e non soltanto pochi elementi».
Per entrambe le squadre sono in palio due punti molto importanti. Che partita si aspetta?
«Vista la posta in gioco, mi aspetto una partita nervosa, fisica, dove forse gli attacchi saranno un po’ sacrificati».
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