Diener: «Ho Reggio nel cuore, ma devo battervi»
La guardia americana non dimentica la stagione conclusa con la sconfitta in gara 7 di finale scudetto
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REGGIO EMILIA. «La stagione a Reggio mi rimarrà dentro, quella sconfitta all’ultimo secondo legherà sempre noi giocatori. Adesso però dobbiamo pensare a vincere». È diviso fra gli inevitabili ricordi del passato e l’attualità della sfida salvezza fra Cremona e Reggio, il grande ex Drake Diener. La guardia statunitense è tornata a riunirsi con coach Meo Sacchetti e col cugino Travis in Lombardia, e ora ritrova la Grissin Bon con cui ha disputato la stagione conclusa con la sconfitta in gara 7 della finale scudetto con Sassari.
Diener, ancora ci pensa, a quella finale?
«Qualcosa di quella stagione rimarrà sempre dentro di noi».
Cose buone o brutte?
«Belle ma anche brutte. Quando perdi in quel modo continui a pensare ai piccoli dettagli che hanno fatto la differenza e che avrebbero cambiato tutto».
Adesso c’è un altro mondo?
«Pensiamo alla salvezza, con Torino abbiamo giocato bene prima di calare nel finale e ora dobbiamo trovare un successo».
È una sfida salvezza?
«È una partita importante contro una squadra molto migliore di quello che dice la classifica».
Fa pretattica?
«Reggio è una squadra competitiva, ha una struttura solida e una cultura vincente».
Ritroverà anche qualche suo ex compagno.
«Oltre allo staff ci sono Della Valle, Mussini e Cervi. È interessante vederli crescere».
I pericoli principali?
«Amedeo Della Valle. È sempre aggressivo e ha grandi doti. Lo stesso vale per Julian Wright».
A Cremona come si trova? Eravate partiti per l’A2, siete in serie A.
«È stata un’estate un po’ strana, ma abbiamo preso degli italiani con del potenziale. Ci sono differenze fra le categorie, ma per noi giocatori non è un poi un gran problema, il basket è sempre quello».
Ha ritrovato anche suo cugino Travis.
«Non avremmo mai immaginato di rigiocare insieme un’altra volta».
È tutto come a Sassari?
«Siamo un po’ più vecchi, ma abbiamo il nostro ruolo e cerchiamo di aiutare la squadra». Adriano Arati
Diener, ancora ci pensa, a quella finale?
«Qualcosa di quella stagione rimarrà sempre dentro di noi».
Cose buone o brutte?
«Belle ma anche brutte. Quando perdi in quel modo continui a pensare ai piccoli dettagli che hanno fatto la differenza e che avrebbero cambiato tutto».
Adesso c’è un altro mondo?
«Pensiamo alla salvezza, con Torino abbiamo giocato bene prima di calare nel finale e ora dobbiamo trovare un successo».
È una sfida salvezza?
«È una partita importante contro una squadra molto migliore di quello che dice la classifica».
Fa pretattica?
«Reggio è una squadra competitiva, ha una struttura solida e una cultura vincente».
Ritroverà anche qualche suo ex compagno.
«Oltre allo staff ci sono Della Valle, Mussini e Cervi. È interessante vederli crescere».
I pericoli principali?
«Amedeo Della Valle. È sempre aggressivo e ha grandi doti. Lo stesso vale per Julian Wright».
A Cremona come si trova? Eravate partiti per l’A2, siete in serie A.
«È stata un’estate un po’ strana, ma abbiamo preso degli italiani con del potenziale. Ci sono differenze fra le categorie, ma per noi giocatori non è un poi un gran problema, il basket è sempre quello».
Ha ritrovato anche suo cugino Travis.
«Non avremmo mai immaginato di rigiocare insieme un’altra volta».
È tutto come a Sassari?
«Siamo un po’ più vecchi, ma abbiamo il nostro ruolo e cerchiamo di aiutare la squadra». Adriano Arati
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