«Una grande soddisfazione abbiamo cambiato mentalità»
di Adriano Arati
Coach Menetti entusiasta a fine gara: «Una bella partita, sono contento soprattutto per i giovani» La strada è lunga: «Non abbiamo perso tempo a piangerci addosso, ora non dobbiamo esaltarci»
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CREMONA. «Una grande partita, una grande soddisfazione per i ragazzi giovani».
Non può che essere soddisfatto coach Max Menetti dopo la vittoria cremonese con quel che restava della Grissin Bon. «Abbiamo fatto un grande match, il punteggio è un po’ bugiardo rispetto al vero andamento della gara, per come abbiamo difeso e per come avevamo l’inerzia della gara. Non era una partita da ultimo possesso, ma è andata così, poi c’è stato un bellissimo finale che abbiamo gestito bene», spiega.
A 6'' dalla fine Markoishvili ha segnato da solo in contropiede, invece di tenere palla. Una scelta condivisa? «È una di quelle situazioni in cui devi fare quello che ti senti. Se in quelle occasioni ti metti a pensare e reagisci, finisce che commetti un errore e succede un disastro. Se lui ha pensato di fare canestro ha fatto bene a segnare, e ora dico anche io che è meglio così: Cremona a difesa schierata contro di noi non ha brillato, anche io avrei segnato e poi avrei aspettato in difesa. Ed è andata bene».
Per la Grissin Bon questa è la terza vittoria di fila. Menetti parte dall’ultima sconfitta: «Dalla gara di Monaco noi abbiamo costruito la nostra rinascita, fa ridere perché là abbiamo perso di 25 punti ma lì abbiamo trovato forza ed energia. La vittoria con Pistoia è stata ovviamente importante perché ci ha sbloccato, ora dobbiamo sfruttare questi 15 giorni per rimetterci a posto fisicamente, per riprendere energie e per prepararci per accogliere al meglio chi andrà in nazionale». E poi ricominciare. «Per ora ci si gode il successo, figlio della difesa potenziata dalla zona 3-2 e dai cambi sistematici. Venivamo da 3 buone partite, con Cremona siamo riusciti a tenere sotto i 70 punti i rivali, e parliamo di una buona squadra. La zona e i cambi ci hanno dato vantaggio, d’altronde nelle nostre condizioni non potevamo certe venire qui e metterci a fare a cazzotti. Ma prima di tutto è cambiata la nostra mentalità. Sono particolarmente soddisfatto per i giovani, a tutto il resto non c’è da pensare. Non ci siamo pianti addosso prima, ora non dobbiamo esaltarci».
Non può che essere soddisfatto coach Max Menetti dopo la vittoria cremonese con quel che restava della Grissin Bon. «Abbiamo fatto un grande match, il punteggio è un po’ bugiardo rispetto al vero andamento della gara, per come abbiamo difeso e per come avevamo l’inerzia della gara. Non era una partita da ultimo possesso, ma è andata così, poi c’è stato un bellissimo finale che abbiamo gestito bene», spiega.
A 6'' dalla fine Markoishvili ha segnato da solo in contropiede, invece di tenere palla. Una scelta condivisa? «È una di quelle situazioni in cui devi fare quello che ti senti. Se in quelle occasioni ti metti a pensare e reagisci, finisce che commetti un errore e succede un disastro. Se lui ha pensato di fare canestro ha fatto bene a segnare, e ora dico anche io che è meglio così: Cremona a difesa schierata contro di noi non ha brillato, anche io avrei segnato e poi avrei aspettato in difesa. Ed è andata bene».
Per la Grissin Bon questa è la terza vittoria di fila. Menetti parte dall’ultima sconfitta: «Dalla gara di Monaco noi abbiamo costruito la nostra rinascita, fa ridere perché là abbiamo perso di 25 punti ma lì abbiamo trovato forza ed energia. La vittoria con Pistoia è stata ovviamente importante perché ci ha sbloccato, ora dobbiamo sfruttare questi 15 giorni per rimetterci a posto fisicamente, per riprendere energie e per prepararci per accogliere al meglio chi andrà in nazionale». E poi ricominciare. «Per ora ci si gode il successo, figlio della difesa potenziata dalla zona 3-2 e dai cambi sistematici. Venivamo da 3 buone partite, con Cremona siamo riusciti a tenere sotto i 70 punti i rivali, e parliamo di una buona squadra. La zona e i cambi ci hanno dato vantaggio, d’altronde nelle nostre condizioni non potevamo certe venire qui e metterci a fare a cazzotti. Ma prima di tutto è cambiata la nostra mentalità. Sono particolarmente soddisfatto per i giovani, a tutto il resto non c’è da pensare. Non ci siamo pianti addosso prima, ora non dobbiamo esaltarci».
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