Reggiana, Sgarbossa: «I playoff sono alla portata»
L’indimenticato centrocampista domenica era a vedere la sfida contro il Ravenna con William Vecchi
REGGIO EMILIA. Il cuore di Giegio Sgarbossa è sempre granata. Nel parlare della Reggiana, il centrocampista della storica promozione in A e della salvezza in quel 1 maggio milanese, usa il termine “noi”. In attesa di una chiamata da allenatore a livello professionistico e non più dilettantistico, Giegio domenica era al Città del Tricolore in compagnia di William Vecchi.
Che impressione le ha fatto la Reggiana?
«Bella, una squadra in ripresa, in salute. Certo il gol iniziale ha tolto paura, pressione e le ha dato maggior serenità nel gestire e far girare la palla, una partita dominata nonostante qualche sussulto del Ravenna. Una vittoria meritata, ora non resta che continuare e migliorare».
Quest’anno aveva già visto la Reggiana?
«No, questa stagione era la prima volta, l’ho seguita dai giornali o qualche spezzone in tv, ma dal vivo mai».
Cosa le è piaciuto di più?
«La conferma che ha gente di qualità, a centrocampo ha idee chiare, ho visto qualche azione ben congeniata, di quelle che non si vedono spesso in questa categoria. Il portiere mi ha colpito per la tranquillità».
Dove può arrivare questa Reggiana?
«Mi auguro in alto, anche se 13 punti da recuperare al Padova sono tanti, forse troppi. Può pensare a piazzarsi tra il quarto ed il quinto posto, guadagnarsi nel turno preliminare dei playoff il fattore campo».
Che opinione si è fatta delle difficoltà iniziali?
«Il cambio di guida tecnica, che è una spia del malessere ma a volte la causa, diversi infortuni e altre problematiche che sono difficili da capire dall’esterno. Poi quando i risultati non vengono è difficile giocare con addosso la pressione, perdi certezze».
È mai stato preso in considerazione per la panchina granata?
«No, il calcio è strano, se mi fossi fatto vedere in giro chissà. Ora c’è una staff coeso, espressione della società ed è importante, hanno trovato la giusta alchimia anche con i giocatori. Conosco Tedeschi, la Rosa ed Eberini, sono persone equilibrate e serie, che vogliono di fare bene».
E Sgarbossa ora che fa?
«Vedo qualche partita, ogni tanto mi fa piacere fare un salto a Reggio, dove oltre ai figli ho ancora tanti amici. Ho voglia di entrare nel mondo professionistico, mi interessa solo quello».
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