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Attacco e percentuali le sofferenze della Grissin Bon

di Adriano Arati
Attacco e percentuali le sofferenze della Grissin Bon

Basket serie A, i reggiani sono il terzo peggior attacco  Le note positive arrivano da difesa e palle recuperate

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REGGIO EMILIA. Una squadra che soffre a trovare punti, coralità e velocità, quelli che sulla carta dovevano essere i suoi punti di forza. Una squadra che si aggrappa ai suoi solisti e – a sorpresa – alla difesa e ai ritmi bassi. Anche i numeri, pur con i loro inganni, raccontano bene delle sofferenze della Grissin Bon in questo avvio di campionato, dolori che solo le ultime due vittorie hanno mitigato. La testimonianza dei patemi iniziali però rimane bella chiara, nei punti in classifica come nelle statistiche. Il quadro è quello di una formazione che non ha ancora raggiunto la giusta chimica né la coesione, che fatica a entrare in ritmo offensivo e si affida alle enormi qualità dei suoi riferimenti, in primis Della Valle. La Grissin Bon è 14esima, terzultima, per punti segnati, con soli 73,9 di media e in ben 5 occasioni è rimasta sotto quota 70, mentre nelle vittorie ha superato la soglia, anche se solo di 1 a Cremona. È inoltre penultima al tiro da 3 punti con un modesto 28,4% e 12esima per assist, con 12,8 smazzati per match. Per un gruppo che sulla carta era leggero ma talentuoso e adatto a sparatorie e ritmi alti, è un brutto quadro, decisamente. L’unica statistica offensiva brillante è quella dei tiri liberi, dove i biancorossi sono primissimi con l’85,4%, un ottimo 88 su 103 aiutato dall’impressionante mira di Della Valle: la guardia piemontese ha segnato 43 liberi sui 45 tentati. Se si guarda ai giocatori, dietro Della Valle quarto marcatore e Wright 16esimo, non c’è un solo biancorosso in doppia cifra, anche se qui la sfortuna ha inciso. Cervi viaggiava a 13,5 prima del crac, Nevels era a 10, Reynolds stava crescendo parecchio come realizzatore e Wright aveva dato buoni segnali. Tutti in infermeria. I soli 7,6 punti di Markoishvili e i 6,7 di Mussini sono però pietre altrettanto pesanti. Non va molto meglio a rimbalzo, dove Reggio è ultimissima con 32,5 catturati a gara, un dato parzialmente compensato dai 34,8 a gara concessi ai rivali (quinta assoluta). Il differenziale non è drammatico, ma in tante occasioni le sofferenze sotto le plance si sono viste, ingigantite dai tempi lunghi di Wright nel trovare condizione atletica e, ancora, dagli infortuni: Reynolds è il quinto rimbalzista con 9,5 carambole di media e ora sarà ai box per un po’. Il dato dei rimbalzi e dei punti è inevitabilmente collegato, la Grissin Bon per rendere dovrebbe poter giocare allegra, ma diventa difficile farlo senza palloni catturati con cui ripartire in velocità. Per assurdo, qualche sorriso arriva dalla difesa, sulla carta grande tallone d’Achille. I numeri ovviamente non dicono tutto, e i buoni dati biancorossi sono “dopati” dai soli 42 punti concessi nel massacro contro Pistoia, ma va detto che Reggio ha sempre tenuto discretamente botta. Le uniche due esclusioni sono il collasso mentale con Pesaro (102 subiti) e quello esterno a Trento (91): a parte quei due match, i biancorossi non hanno mai lasciato più di 80 punti alle rivali. Queste statistiche sono figlie di una miscela strana. Le difficoltà offensive, le tante palle perse, i ritmi tenuti volutamente bassi ad Avellino e Cremona ma pure di una discreta dedizione difensiva, poi spesso vanificata da fatali cali di concentrazione. La Grissin Bon è sesta per punti subiti, solamente 75 di media, primissima per palle recuperate con 9,6 a gara, sesta per rimbalzi concessi e quinta per assist subiti, con 13,5 per match. La difesa sul tiro perimetrale invece zoppica: contro Reggio le rivali hanno viaggiato con un notevole 40% da 3 punti. In questa prima fase Reggio ha spesso pagato le molte palle perse, figlie della pausa e della difficoltà a trovare alternative alle stelle, e non a caso è terza per palloni persi con 14,5 di media. In compenso contro di lei le avversarie ne perdono 17 di media, e nessuna fa meglio. Un dato spesso fisiologico: se la partita va nel caos, il caos domina per entrambe.

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