«Alle prime difficoltà ci sciogliamo»
di Francesca Manini
Serie A2, il patron della Conad Azzio Santini non vuole abbattersi dopo la sconfitta: «Rimettiamoci subito a lavorare»
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REGGIO EMILIA. Sulla sconfitta per 3-0 nella trasferta contro la Sigma Aversa sono i numeri a parlare, con la Conad Volley Tricolore che scivola al terzultimo posto ferma a 12 punti mentre i casertani volano a 17 iniziando il girone di ritorno con il sorriso.
A salvarsi solo l’opposto Onwuelo, con 21 punti realizzati anche se mai nei momenti caldi del set, mentre in banda Koraimann, preferito a Bellini, chiude a 9 punti e Ippolito a 5.
Al centro il capitano Sesto segna 3 punti, mentre il collega di starting-seven Bortolozzo soltanto 2 per essere poi sostituito dal giovane Ferrari che ne firma 5. I muri in tutta la partita saranno 3 e in attacco, finora punta di diamante dei giallorossi, andrà a segno solo il 44% dei palloni.
«I numeri che abbiamo messo insieme in questa prima partita del girone di ritorno fanno riflettere, così non si vince contro nessuno - commenta il giorno dopo la sconfitta di Aversa il patron Azzio Santini - purtroppo sono venuti a mancare riferimenti importanti, i senatori, soprattutto al centro e abbiamo perso una partita che era assolutamente alla nostra portata, il mal di trasferta non ci abbandona».
La cura qual è?
«Intanto siamo tornati da Aversa senza cena, per dare un segnale forte del malessere della società. Dopo una prestazione così non era certo il caso di fermarci a festeggiare nel post partita. Dopodiché dovremo rimetterci subito al lavoro per preparare la gara di sabato sera contro la Videx Grottazzolina al PalaBigi, visto che in casa riusciamo a rendere bene».
Il terzultimo posto è pesante.
«Vero, ma nulla è ancora del tutto compromesso, possiamo ancora rientrare nel Pool B se riusciremo a reagire e a non scioglierci come neve al sole alla prima difficoltà. Il primo set ai vantaggi andava vinto e certo l’impossibilità di chiamare il video-check perché non funzionante non ci ha aiutato, ma non è col senno di poi che dobbiamo ragionare. Anche nel terzo eravamo a +7 poi ci siamo fatti raggiungere spegnendo la luce, servirebbe un motivatore».
Il coach Held non basta?
«Certo quando la squadra non gira ognuno di noi ha le sue colpe ma l’allenatore non risponde di tutto: i ragazzi lo seguono, lavorano bene e tanto, lui fa le sue scelte tattiche poi non è Henky a scendere in campo”.
A proposito di scelte, Bellini in panchina?
«È stata una scelta tecnica di Held che non credo abbia compromesso la partita perché Koraimann ha reso bene. Forse avrebbe potuto entrare in prima linea per Ippolito ma non in seconda come ricevitore dove Ippolito è un riferimento essenziale. Insomma, non è stato quello il problema».
E qual è stato?
«In primo luogo la mancanza di convinzione nei propri mezzi. Questi ragazzi devono rendersi conto delle proprie capacità e giocare più compatti evitando quegli errori clamorosi come l’andare in due o nessuno su un pallone che non sono certo da A2. Più che lavorare sui singoli credo ormai che sia necessario intervenire sulle tattiche di gioco e sull’atteggiamento del gruppo. Noi continuiamo a credere nelle potenzialità della rosa».
A salvarsi solo l’opposto Onwuelo, con 21 punti realizzati anche se mai nei momenti caldi del set, mentre in banda Koraimann, preferito a Bellini, chiude a 9 punti e Ippolito a 5.
Al centro il capitano Sesto segna 3 punti, mentre il collega di starting-seven Bortolozzo soltanto 2 per essere poi sostituito dal giovane Ferrari che ne firma 5. I muri in tutta la partita saranno 3 e in attacco, finora punta di diamante dei giallorossi, andrà a segno solo il 44% dei palloni.
«I numeri che abbiamo messo insieme in questa prima partita del girone di ritorno fanno riflettere, così non si vince contro nessuno - commenta il giorno dopo la sconfitta di Aversa il patron Azzio Santini - purtroppo sono venuti a mancare riferimenti importanti, i senatori, soprattutto al centro e abbiamo perso una partita che era assolutamente alla nostra portata, il mal di trasferta non ci abbandona».
La cura qual è?
«Intanto siamo tornati da Aversa senza cena, per dare un segnale forte del malessere della società. Dopo una prestazione così non era certo il caso di fermarci a festeggiare nel post partita. Dopodiché dovremo rimetterci subito al lavoro per preparare la gara di sabato sera contro la Videx Grottazzolina al PalaBigi, visto che in casa riusciamo a rendere bene».
Il terzultimo posto è pesante.
«Vero, ma nulla è ancora del tutto compromesso, possiamo ancora rientrare nel Pool B se riusciremo a reagire e a non scioglierci come neve al sole alla prima difficoltà. Il primo set ai vantaggi andava vinto e certo l’impossibilità di chiamare il video-check perché non funzionante non ci ha aiutato, ma non è col senno di poi che dobbiamo ragionare. Anche nel terzo eravamo a +7 poi ci siamo fatti raggiungere spegnendo la luce, servirebbe un motivatore».
Il coach Held non basta?
«Certo quando la squadra non gira ognuno di noi ha le sue colpe ma l’allenatore non risponde di tutto: i ragazzi lo seguono, lavorano bene e tanto, lui fa le sue scelte tattiche poi non è Henky a scendere in campo”.
A proposito di scelte, Bellini in panchina?
«È stata una scelta tecnica di Held che non credo abbia compromesso la partita perché Koraimann ha reso bene. Forse avrebbe potuto entrare in prima linea per Ippolito ma non in seconda come ricevitore dove Ippolito è un riferimento essenziale. Insomma, non è stato quello il problema».
E qual è stato?
«In primo luogo la mancanza di convinzione nei propri mezzi. Questi ragazzi devono rendersi conto delle proprie capacità e giocare più compatti evitando quegli errori clamorosi come l’andare in due o nessuno su un pallone che non sono certo da A2. Più che lavorare sui singoli credo ormai che sia necessario intervenire sulle tattiche di gioco e sull’atteggiamento del gruppo. Noi continuiamo a credere nelle potenzialità della rosa».
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