La Grissin Bon sogna con l’Eurocup
di Adriano Arati
I biancorossi secondi nel girone al pari di Buducnost e Lietkabelis. Il 6 dicembre si gioca contro il Galatasaray
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REGGIO EMILIA. Una qualificazione prestigiosa e sostanziosa pronta per essere portata a casa. In questi primi due mesi di gioco la Grissin Bon ha spesso mostrato il suo volto migliore in Eurocup, lasciando invece i momenti peggiori – e i cali d’intensità difficili da spiegare – al campionato.
Se in serie A i biancorossi rimangono in coda alla classifica nonostante le due vittorie, nella durissima competizione europea il quadro è decisamente più roseo. L’Eurocup è ferma a propria volta per le qualificazioni europee. Dopo 6 gare Reggio è seconda nel girone B con 3 vittorie e 3 sconfitte, alla pari dei montenegrini del Buducnost e dei lituani del Lietkabelis e dietro l’imbattuta corazzata Bayern Monaco. In fondo alla classifica, a sorpresa, gli israeliani dell’Hapoel Gerusalemme con 4 punti e i turchi del Galatasaray con 2 soli punticini. La crisi di Hapoel e Galatasaray decisamente ha aiutato, alla vigilia le due squadre erano fra le grandi favorite per la vittoria finale ed invece sono alle prese con crisi profonde anche in campionato, segnate da esoneri, tensioni e cambi continui in rosa.
A oggi comunque la Grissin Bon è in più che discreta posizione per ottenere uno dei 4 posti che garantiscono il passaggio del turno. Accedere alla seconda fase a gironi porterebbe con sé carica morale, prestigio per il risultato ottenuto in un torneo di altissimo livello ed entrate economiche non disprezzabili. Eurocup ha alzato notevolmente i premi grazie alla centralizzazione dei diritti televisivi, ogni qualificazione al turno successivo garantisce una retribuzione e lo stesso vale per i singoli risultati. Per una Reggio costretta a intervenire a raffica sul mercato a causa degli infortuni, non sarebbe certo uno schiaffo, anzi.
Il 6 dicembre si riprende il cammino con una trasferta sulla carta quasi impossibile, quella a Instanbul contro il Galatasary. I turchi però sono in piena ristrutturazione, hanno liberato gli Usa Cline e Christmas e potrebbe anche decidere di non spremersi in un’Eurocup in cui difficilmente comunque si qualificheranno. È comunque vero che non accetteranno una figuraccia in casa davanti a un pubblico storicamente passionale. Tre mesi fa questa era comunque una gara quasi persa in partenza, oggi non è così.
Il 13 dicembre arrivano a Reggio i gemelli Lavrinovic con il loro Lietkabelis, già battuto in Lituania. Questa è probabilmente la gara cruciale, bissare il risultato dell’andata darebbe a Reggio un vantaggio nei confronti diretti preziosissimo in un arrivo alla pari tutto tranne che improbabile. Con il Budocnost la differenza canestri è negativa, con il Lietkabelis c’è un più 7 (75 a 82) da difendere a ogni costo, un successo sarebbe ovviamente l’ideale. Il 20 si vola a Gerusalemme, e qui lo scenario è incerto. L’Hapoel ha una rosa comunque notevole, ma se nei prossimi due turni le cose dovessero andare male gli israeliani potrebbero essere demotivati e quasi fuori. Li attendono una difficile trasferta in Montenegro e la sfida casalinga con il Bayern, non un percorso facile. La Grissin Bon chiuderà il 26 dicembre in casa con il Bayern, che probabilmente sarà già primissimo e senza nulla da chiedere. La squadra tedesca non ha mai mollato la presa, ha una rosa profondissima e Djordjevic non è allenatore che regala partite ai rivali, ma di sicuro a Santo Stefano non ci sarà la versione più agguerrita di questo Bayern sinora schiacciasassi. Non sarà una passeggiata, ma non sembra nemmeno l’Everest.
Se in serie A i biancorossi rimangono in coda alla classifica nonostante le due vittorie, nella durissima competizione europea il quadro è decisamente più roseo. L’Eurocup è ferma a propria volta per le qualificazioni europee. Dopo 6 gare Reggio è seconda nel girone B con 3 vittorie e 3 sconfitte, alla pari dei montenegrini del Buducnost e dei lituani del Lietkabelis e dietro l’imbattuta corazzata Bayern Monaco. In fondo alla classifica, a sorpresa, gli israeliani dell’Hapoel Gerusalemme con 4 punti e i turchi del Galatasaray con 2 soli punticini. La crisi di Hapoel e Galatasaray decisamente ha aiutato, alla vigilia le due squadre erano fra le grandi favorite per la vittoria finale ed invece sono alle prese con crisi profonde anche in campionato, segnate da esoneri, tensioni e cambi continui in rosa.
A oggi comunque la Grissin Bon è in più che discreta posizione per ottenere uno dei 4 posti che garantiscono il passaggio del turno. Accedere alla seconda fase a gironi porterebbe con sé carica morale, prestigio per il risultato ottenuto in un torneo di altissimo livello ed entrate economiche non disprezzabili. Eurocup ha alzato notevolmente i premi grazie alla centralizzazione dei diritti televisivi, ogni qualificazione al turno successivo garantisce una retribuzione e lo stesso vale per i singoli risultati. Per una Reggio costretta a intervenire a raffica sul mercato a causa degli infortuni, non sarebbe certo uno schiaffo, anzi.
Il 6 dicembre si riprende il cammino con una trasferta sulla carta quasi impossibile, quella a Instanbul contro il Galatasary. I turchi però sono in piena ristrutturazione, hanno liberato gli Usa Cline e Christmas e potrebbe anche decidere di non spremersi in un’Eurocup in cui difficilmente comunque si qualificheranno. È comunque vero che non accetteranno una figuraccia in casa davanti a un pubblico storicamente passionale. Tre mesi fa questa era comunque una gara quasi persa in partenza, oggi non è così.
Il 13 dicembre arrivano a Reggio i gemelli Lavrinovic con il loro Lietkabelis, già battuto in Lituania. Questa è probabilmente la gara cruciale, bissare il risultato dell’andata darebbe a Reggio un vantaggio nei confronti diretti preziosissimo in un arrivo alla pari tutto tranne che improbabile. Con il Budocnost la differenza canestri è negativa, con il Lietkabelis c’è un più 7 (75 a 82) da difendere a ogni costo, un successo sarebbe ovviamente l’ideale. Il 20 si vola a Gerusalemme, e qui lo scenario è incerto. L’Hapoel ha una rosa comunque notevole, ma se nei prossimi due turni le cose dovessero andare male gli israeliani potrebbero essere demotivati e quasi fuori. Li attendono una difficile trasferta in Montenegro e la sfida casalinga con il Bayern, non un percorso facile. La Grissin Bon chiuderà il 26 dicembre in casa con il Bayern, che probabilmente sarà già primissimo e senza nulla da chiedere. La squadra tedesca non ha mai mollato la presa, ha una rosa profondissima e Djordjevic non è allenatore che regala partite ai rivali, ma di sicuro a Santo Stefano non ci sarà la versione più agguerrita di questo Bayern sinora schiacciasassi. Non sarà una passeggiata, ma non sembra nemmeno l’Everest.
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