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Lezione dai grandi del rugby

di Ginevra Del Bene Errico
Lezione dai grandi del rugby

Tre Diavoli si sono allenati con la Franchigia delle Zebre

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REGGIO EMILIA. Tre Fiavoli giovedì scorso hanno cambiato la propria maglia per allenarsi con la franchigia federale delle Zebre. Si tratta dei due sudafricani Armand Du Preez e Gerhardus Visagie, oltre al giovanissimo azzurrino Matteo Panunzi, i quali settimana scorsa sono stati convocati dal club di Parma come permit player. La preparazione era fondamentale per entrare a far parte della rosa bianconera ed avere la possibilità di disputare il match di Guinness Pro14 contro il Munster, squadra irlandese di altissima fascia.

Alla fine la chiamata da parte di Michael Bradley, allenatore delle Zebre, per lo scontro di sabato non è arrivata per i tre rossoneri, che tuttavia hanno avuto la possibilità di allenarsi con i grandi del rugby internazionale.

«Queste tre convocazioni sono un segnale di considerazione nei nostri confronti da parte della Federazione Italiana Rugby - commenta il presidente del Rugby Reggio Giorgio Bergonzi -. Sono felice per loro, credo che questa sia stata un’esperienza che li arricchirà e gli darà dei mezzi in più per fare il salto di qualità, magari anche verso il rugby internazionale. Sicuramente ora i ragazzi saranno più pronti e motivati in campo».

Questa tuttavia non è la prima volta per i Diavoli sul campo delle Zebre...

«No, è da un po’ che tutto il team reggiano si allena con le Zebre ogni settimana per poter fare il salto di qualità di cui abbiamo bisogno. Sono convinto che la qualità nel nostro gruppo ci sia già, ma queste esperienze aiutano il team a tirarla fuori e coltivarla. Inoltre i ragazzi hanno bisogno di trovare quell’amalgama, di giocare insieme e credere in loro stessi. Allenarsi con una franchigia è importante in questo senso. Purtroppo noi abbiamo iniziato la stagione con quelle squadre che si possono definire le più attrezzate del campionato, quindi non c’è stato il tempo di fare rodaggio. Sono convinto che il gruppo rossonero si farà valere nei prossimi incontri».

Che tipo di collaborazione è quella nata tra Rugby Reggio e le Zebre?

«È un progetto della Federazione Italiana Rugby. I paesi più evoluti del rugby si comportano così da sempre. Spero che questo percorso continui sia qui che in Veneto. Se c’è questo tipo di collaborazione tra franchigie e squadre del territorio si può crescere tutti. Sicuramente i giovani hanno la possibilità di migliorarsi tecnicamente ed acquistare fiducia nei propri mezzi. Sono convinto che questa sia la strada giusta per migliorare il rugby italiano, intrapresa forse un po’ tardi, ma l’importante è arrivarci ed impostare questo tipo di crescita per il futuro».



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