nuovo regolamento
Play off per le prime 4 del girone per l’ultima retrocessione diretta
di Riccardo Bellelli
REGGIO EMILIA. È stata finalmente ufficializzata la formula del campionato di Promozione 2017-2018.La Fip di Bologna ha confermato che solo 4 squadre andranno ai play off mentre le ultime di ogni...
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REGGIO EMILIA. È stata finalmente ufficializzata la formula del campionato di Promozione 2017-2018.
La Fip di Bologna ha confermato che solo 4 squadre andranno ai play off mentre le ultime di ogni girone retrocederanno in Prima Divisione. Penultima e terzultima disputeranno i play out in serie al meglio delle tre, esattamente come succederà nei play off.
La buona notizia per Reggio è che anche quest’anno la finale si disputerà al PalaBigi e la data scelta è quella del 3 di giugno. Il 6 di maggio invece segnerà l’inizio della post season. Senza considerare il fatto che le squadre hanno giocato 8 giornate senza sapere la formula, restano per i coach reggiani le perplessità su questi cambiamenti ed il caso lampante è dato da Albinea come ricorda Marco Nanetti, allenatore del Campagnola: «Lo scorso anno Albinea si è piazzata ottava in regular season poi è arrivata fino alla semifinale. Credo che si snaturi il senso di un campionato come il nostro, è un peccato togliere alle società la possibilità di fare i play off. In questo modo nel nostro girone dove siamo in 5 per i primi quattro posti, dobbiamo scannarci ogni settimana e non sbagliare mai. Non mi sembra lo spirito giusto per un campionato sostanzialmente amatoriale come il nostro e in più non si raggiunge lo scopo di mettere più giovani in evidenza togliendogli la vetrina dei play off». Sulla stessa linea Gabriele Boni che è nell’altro girone, quello parmense con il Basketreggio: «Nel girone A tra poco le prime avranno un vantaggio incolmabile dalle altre. Il nostro girone è più combattuto e ci sarà incertezza fino alla fine, ma da loro molti giochi saranno presto fatti ed è un peccato tenere tante squadre ferme». Per Francesco Soliani c’è il pericolo di andare a falsare i risultati: «Intanto c’è una disparità di trattamento tra i gironi. Avendo numeri diversi di squadre, in alcuni arrivare decimo vorrà dire salvezza, in altri play out. Sembrano dettagli ma è importante. In più, per fare un esempio, il Pgs Smile da noi incontrerà a inizio girone di ritorno le squadre prime in classifica che saranno ancora in lotta per entrare nei play off, altre squadre che lottano in basso incontreranno le stesse formazioni più avanti quando magari i giochi saranno fatti e le motivazioni saranno ben diverse. Si rischia che il calendario penalizzi qualcuno. Soprattutto per chi lotta per la salvezza potrebbero esserci risultati a sorpresa».
La teoria è confermata da due allenatori coinvolti proprio nella lotta salvezza. Per Davide Bellezza (Casina): «Nella seconda parte di stagione, le squadre che saran sicure di restare ferme perché già salve ma fuori dai play off, scenderanno probabilmente in campo con meno motivazione e questo rischia di penalizzare alcune formazioni in lotta per la salvezza e favorirne altre». Condivide anche Luigi Piatti (Boiardo): «Mi sembra che la federazione, a tutti i livelli, sia in difficoltà e che le cose vengano fatte un tanto al braccio, senza confrontarsi con gli interessati».
La Fip di Bologna ha confermato che solo 4 squadre andranno ai play off mentre le ultime di ogni girone retrocederanno in Prima Divisione. Penultima e terzultima disputeranno i play out in serie al meglio delle tre, esattamente come succederà nei play off.
La buona notizia per Reggio è che anche quest’anno la finale si disputerà al PalaBigi e la data scelta è quella del 3 di giugno. Il 6 di maggio invece segnerà l’inizio della post season. Senza considerare il fatto che le squadre hanno giocato 8 giornate senza sapere la formula, restano per i coach reggiani le perplessità su questi cambiamenti ed il caso lampante è dato da Albinea come ricorda Marco Nanetti, allenatore del Campagnola: «Lo scorso anno Albinea si è piazzata ottava in regular season poi è arrivata fino alla semifinale. Credo che si snaturi il senso di un campionato come il nostro, è un peccato togliere alle società la possibilità di fare i play off. In questo modo nel nostro girone dove siamo in 5 per i primi quattro posti, dobbiamo scannarci ogni settimana e non sbagliare mai. Non mi sembra lo spirito giusto per un campionato sostanzialmente amatoriale come il nostro e in più non si raggiunge lo scopo di mettere più giovani in evidenza togliendogli la vetrina dei play off». Sulla stessa linea Gabriele Boni che è nell’altro girone, quello parmense con il Basketreggio: «Nel girone A tra poco le prime avranno un vantaggio incolmabile dalle altre. Il nostro girone è più combattuto e ci sarà incertezza fino alla fine, ma da loro molti giochi saranno presto fatti ed è un peccato tenere tante squadre ferme». Per Francesco Soliani c’è il pericolo di andare a falsare i risultati: «Intanto c’è una disparità di trattamento tra i gironi. Avendo numeri diversi di squadre, in alcuni arrivare decimo vorrà dire salvezza, in altri play out. Sembrano dettagli ma è importante. In più, per fare un esempio, il Pgs Smile da noi incontrerà a inizio girone di ritorno le squadre prime in classifica che saranno ancora in lotta per entrare nei play off, altre squadre che lottano in basso incontreranno le stesse formazioni più avanti quando magari i giochi saranno fatti e le motivazioni saranno ben diverse. Si rischia che il calendario penalizzi qualcuno. Soprattutto per chi lotta per la salvezza potrebbero esserci risultati a sorpresa».
La teoria è confermata da due allenatori coinvolti proprio nella lotta salvezza. Per Davide Bellezza (Casina): «Nella seconda parte di stagione, le squadre che saran sicure di restare ferme perché già salve ma fuori dai play off, scenderanno probabilmente in campo con meno motivazione e questo rischia di penalizzare alcune formazioni in lotta per la salvezza e favorirne altre». Condivide anche Luigi Piatti (Boiardo): «Mi sembra che la federazione, a tutti i livelli, sia in difficoltà e che le cose vengano fatte un tanto al braccio, senza confrontarsi con gli interessati».
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