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Csi, in aumento l’attività sportiva dedicata ai disabili

REGGIO EMILIA. Il Csi regionale, con Reggio come punto di raccordo fra le varie realtà, sta promuovendo, l’attività a favore dei disabili allo scopo di integrarli sempre di più nella società...

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REGGIO EMILIA. Il Csi regionale, con Reggio come punto di raccordo fra le varie realtà, sta promuovendo, l’attività a favore dei disabili allo scopo di integrarli sempre di più nella società attraverso lo sport. Piergiorgio Visentin, presidente provinciale del Csi di Piacenza e responsabile regionale dell’Emilia Romagna per le attività con i disabili si dice entusiasta «I numeri sono migliorati rispetto all’anno scorso con tre squadre di basket e una squadra di calcio in più - spiega - Abbiamo aumentato anche l’attività boccistica e si sono aggiunte città che prima non partecipavano. L’attività che proponiamo ora per i disabili a livello regionale è di squadra, con volley, basket e calcio a cinque nelle palestre. Parallelamente sta crescendo il progetto di Quarta Categoria, che si gioca a 7, in campi all’aperto, in collaborazione con la Figc. È inoltre in cantiere un meeting di atletica leggera che avrà luogo in primavera».

Qual è la finalità?

«Per quanto riguarda i vari campionati a squadre cerchiamo di spingere molto sull’attività integrata con ragazzi normodotati e disabili assieme».

Cosa sta facendo il Comitato reggiano?

«Reggio sta facendo la parte del leone. A Piacenza abbiamo cinque squadre di calcio e facciamo un campionato locale, per ovviare al problema delle distanze, mentre a Reggio c'è un concentramento aggregativo. Se si lavora in collaborazione con i comitati vicini il prodotto finale diventa decisamente più importante. Reggio è diventato un po’ il centro di tutta l’attività regionale».

Com’è possibile avvicinare i disabili allo sport?

«Dopo la pubblicità scaturita dalle paralimpiadi il lavoro di convincimento da parte nostra è stato certamente agevolato. Non vogliamo fare dello sport una terapia, ma riconoscere a tutti il diritto di fare attività e di divertirsi».

Come vede il futuro dell’attività all’interno del Csi?

«Ci sono parecchie iniziative singole sparse per il territorio, ma sono iniziative organizzate in modo estemporaneo e questo porta a una dispersione di tante energie che se fossero incanalate in modo giusto migliorerebbero i risultati finali. Desideriamo confrontarci con chi organizza questi eventi per trovare un metodo comune. Questo è il primo passo che vorremmo affrontare in futuro. Stiamo constatando concrete conversioni all’attività sportiva anche da chi si è sempre detto contrario. Unire le forze diventa quindi una necessità».

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