Il rombo dell’Alfa torna in Formula 1
di VALERIO BERRUTI
L’annuncio sabato ad Arese, dopo 30 anni di buio sarà sinergia con la Sauber
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La Ferrari è l’anima e la storia della F1 ma con l’Alfa Romeo la stagione delle corse più belle del mondo potrebbe riaccendersi. Un po’ come diceva Dalla quando cantava che Nuvolari, «con l’Alfa rossa fa quello che vuole, dentro al fuoco di cento saette». E che saetta l’ultima lanciata da Sergio Marchionne. Dritta al cuore della F1 e dei suoi tifosi. L’annuncio clamoroso dice che l’Alfa Romeo tornerà a correre sulle piste più veloci e prestigiose del mondo, quel Circus che continua a sedurre milioni di appassionati e muove miliardi di dollari. Eccola, l’idea del numero uno di Fca e patron della Ferrari dopo mesi di indiscrezioni (l’annuncio verrà dato sabato ad Arese): l’Alfa in Formula 1 già dalla prossima stagione. Il piano prevede un accordo con la Sauber F1 Team, un’intesa pluriennale con cui la casa di Arese rientra a pieno titolo anche nella denominazione del team: il nome ufficiale della squadra sarà “Alfa Romeo Sauber F1 Team” e le monoposto saranno motorizzate con le power unit Ferrari 2018.
«Il brand – ha detto Marchionne – potrà beneficiare dello scambio tecnico e strategico con un partner come Sauber F1 Team e gli ingegneri e i tecnici dell’Alfa Romeo, che hanno dato prova delle loro capacità con la progettazione dei modelli Giulia e Stelvio».
Insomma, la sfida è seria e la scommessa anche. Le parole di Marchionne ne sono la conferma: «L’Alfa Romeo è determinata a scrivere un nuovo capitolo della sua unica e leggendaria storia sportiva e questo accordo è un passo significativo nella ricostruzione del brand che, tornando in Formula 1 dopo un’assenza dalle corse di oltre 30 anni, restituisce al campionato uno dei marchi che hanno fatto la storia di questo sport». Un piccolo brivido, dunque, quando le due monoposto compariranno al via “indossando” gli inconfondibili colori Alfa. Con quali piloti ancora non è stato stabilito anche se già si parla di un posto da titolare per il monegasco Charles Leclerc, 20 anni, vincitore del campionato di Formula 2 e sotto contratto con il Cavallino. Con l’idea di costituire uno junior team in cui far crescere giovani talenti (come da anni fa la Red Bull con la Toro Rosso) dove magari inserire come seconda guida l’italiano Antonio Giovinazzi.
In ogni caso, bisognerà attendere ancora poco per conoscere tutti i dettagli e avere pazienza fino al 25 marzo in Australia (primo Gran premio ufficiale della stagione) per vedere le due monoposto in gare o accontentarsi della prima sessione di test il 26 febbraio a Barcellona per assistere al “battesimo” della macchina.
Un capitolo ricco di storia iniziato nella metà degli anni Venti quando l’Alfa dominava i Grand Prix e c’era Nuvolari. O più tardi con Nino Farina e Juan Manuel Fangio con cui vinse il Mondiale piloti nel 1950 e 1951. Una storia di successi fino al Gran premio di Australia del 1985 con Riccardo Patrese ed Eddie Cheever.
@valerio__berruti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Il brand – ha detto Marchionne – potrà beneficiare dello scambio tecnico e strategico con un partner come Sauber F1 Team e gli ingegneri e i tecnici dell’Alfa Romeo, che hanno dato prova delle loro capacità con la progettazione dei modelli Giulia e Stelvio».
Insomma, la sfida è seria e la scommessa anche. Le parole di Marchionne ne sono la conferma: «L’Alfa Romeo è determinata a scrivere un nuovo capitolo della sua unica e leggendaria storia sportiva e questo accordo è un passo significativo nella ricostruzione del brand che, tornando in Formula 1 dopo un’assenza dalle corse di oltre 30 anni, restituisce al campionato uno dei marchi che hanno fatto la storia di questo sport». Un piccolo brivido, dunque, quando le due monoposto compariranno al via “indossando” gli inconfondibili colori Alfa. Con quali piloti ancora non è stato stabilito anche se già si parla di un posto da titolare per il monegasco Charles Leclerc, 20 anni, vincitore del campionato di Formula 2 e sotto contratto con il Cavallino. Con l’idea di costituire uno junior team in cui far crescere giovani talenti (come da anni fa la Red Bull con la Toro Rosso) dove magari inserire come seconda guida l’italiano Antonio Giovinazzi.
In ogni caso, bisognerà attendere ancora poco per conoscere tutti i dettagli e avere pazienza fino al 25 marzo in Australia (primo Gran premio ufficiale della stagione) per vedere le due monoposto in gare o accontentarsi della prima sessione di test il 26 febbraio a Barcellona per assistere al “battesimo” della macchina.
Un capitolo ricco di storia iniziato nella metà degli anni Venti quando l’Alfa dominava i Grand Prix e c’era Nuvolari. O più tardi con Nino Farina e Juan Manuel Fangio con cui vinse il Mondiale piloti nel 1950 e 1951. Una storia di successi fino al Gran premio di Australia del 1985 con Riccardo Patrese ed Eddie Cheever.
@valerio__berruti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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