calcio prima categoria
Nicolini non ha dubbi «Il Reggiolo merita una classifica migliore»
REGGIO EMILIA. «Il Reggiolo futuribile di quest'anno si sta facendo valere, e ne stiamo dando dimostrazione ogni settimana: tuttavia, ritengo che l'attuale classifica del girone C di Prima Categoria...
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REGGIO EMILIA. «Il Reggiolo futuribile di quest'anno si sta facendo valere, e ne stiamo dando dimostrazione ogni settimana: tuttavia, ritengo che l'attuale classifica del girone C di Prima Categoria non ci renda del tutto giustizia».
Il diesse biancorosso Matteo Nicolini è complessivamente soddisfatto del cammino che la formazione di mister Marco Iotti ha svolto fin qui, ma non nasconde una punta di amarezza per alcune buone occasioni gettate al vento.
«Al di là dei singoli risultati - prosegue il direttore sportivo - per ora quasi nessuno è stato in grado di schiacciarci sul piano del gioco. Credo che l'unica vera giornata no sia stata quella del 1° ottobre scorso, quando abbiamo meritatamente perso in casa contro la Castelnovese-Meletolese: per il resto siamo sempre stati all'altezza della situazione, e si tratta di un pregio non da poco per una squadra imbottita di giovani come la nostra». Nicolini individua poi gli aspetti che dovrebbero essere migliorati: «Considerando i livelli su cui abbiamo saputo esprimerci fin qui, ritengo che potremmo benissimo essere tre o quattro lunghezze più in alto. Purtroppo stiamo pagando una certa imprecisione offensiva, che ci ha impedito di raccogliere di più rispetto ai nostri attuali 15 punti: d'altro canto si tratta di un problema tutt'altro che irrimediabile, e tutta la squadra sta lavorando con impegno per porvi rimedio nonostante le parecchie assenze». Già, perchè quest'anno il Reggiolo non ha ancora potuto contare sull'organico al completo: in ogni partita, Iotti ha dovuto fare i conti con almeno tre forfait. «Purtroppo sarà così anche nella sfida casalinga in programma domani, quella contro il Cavezzo - evidenzia il diesse - Nella fattispecie contro i modenesi dovremo fare a meno degli infortunati Lorenzini, Zaniboni e Grossi, che comunque rientreranno entro gennaio». Ad ogni modo, non sono previsti nuovi arrivi: "Abbiamo una rosa amplissima, e anzi in questo mercato dicembrino puntiamo a darle una sfoltita che riteniamo pressochè irrinunciabile».
Nicolo' Rinaldi
Il diesse biancorosso Matteo Nicolini è complessivamente soddisfatto del cammino che la formazione di mister Marco Iotti ha svolto fin qui, ma non nasconde una punta di amarezza per alcune buone occasioni gettate al vento.
«Al di là dei singoli risultati - prosegue il direttore sportivo - per ora quasi nessuno è stato in grado di schiacciarci sul piano del gioco. Credo che l'unica vera giornata no sia stata quella del 1° ottobre scorso, quando abbiamo meritatamente perso in casa contro la Castelnovese-Meletolese: per il resto siamo sempre stati all'altezza della situazione, e si tratta di un pregio non da poco per una squadra imbottita di giovani come la nostra». Nicolini individua poi gli aspetti che dovrebbero essere migliorati: «Considerando i livelli su cui abbiamo saputo esprimerci fin qui, ritengo che potremmo benissimo essere tre o quattro lunghezze più in alto. Purtroppo stiamo pagando una certa imprecisione offensiva, che ci ha impedito di raccogliere di più rispetto ai nostri attuali 15 punti: d'altro canto si tratta di un problema tutt'altro che irrimediabile, e tutta la squadra sta lavorando con impegno per porvi rimedio nonostante le parecchie assenze». Già, perchè quest'anno il Reggiolo non ha ancora potuto contare sull'organico al completo: in ogni partita, Iotti ha dovuto fare i conti con almeno tre forfait. «Purtroppo sarà così anche nella sfida casalinga in programma domani, quella contro il Cavezzo - evidenzia il diesse - Nella fattispecie contro i modenesi dovremo fare a meno degli infortunati Lorenzini, Zaniboni e Grossi, che comunque rientreranno entro gennaio». Ad ogni modo, non sono previsti nuovi arrivi: "Abbiamo una rosa amplissima, e anzi in questo mercato dicembrino puntiamo a darle una sfoltita che riteniamo pressochè irrinunciabile».
Nicolo' Rinaldi
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