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La corazzata EA7 non gira ancora a regime

La corazzata EA7 non gira ancora a regime

Lunghissimo e fisico, il team di Pianigiani non ha saputo esprimere in pieno il proprio potenziale

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REGGIO EMILIA. Ancora loro. Il bianco e il rosso dei colori sociali di Reggio e Milano si sono miscelati spesso in questi anni. Nelle ultime due stagioni le due formazioni si sono incrociate ben 12 volte, con 4 match di campionato, 6 della finale scudetto 2015/16, la finale di Supercoppa 2015/16 vinta dalla Grissin Bon e la sfida alle ultime Final Eight di Coppa Italia a Rimini. I colori e i marchi rimangono quelli, certo, ma per il resto è davvero un mondo nuovo su entrambi i fronti. Le due squadre sono uscite da due rivoluzioni estive dopo annate diversamente deludenti, Milano si è affidata a Pianigiani e ha costruito una formazione lunghissima e di stazza. Sulla che sulla carta è ancora una volta una corazzata inavvicinabile, anche se la stora recente ricorda che le sorprese non mancano mai, anzi.

Infermerie affollate. Entrambe le rivali si trovano con l’infermeria piena. I guai Grissin Bon sono noti, Milano è senza la stella Goudelock e il lungodegente Patric Young. Il centro Cusin è in dubbio per un guaio alla caviglia e lo stesso vale per il grande ex Cinciarini, alle prese con l’influenza. Lo staff deciderà oggi.

Stazza e fisicità. All’Olimpia comunque non mancano stazza e fisicità. Anche senza Young e Tarczewski (schierabile solo in Eurolega), può contare sul fortissimo centro lituano Gudaitis, che viaggia in doppia doppia di media per punti e rimbalzi. In campionato solitamente ha spazio Cusin, oggi in bilico. Reggio invece sotto le plance ha patito spesso la fisicità altrui, il probabile rientro di Reynolds potrebbe riequilibrare la questione.

Attacchi e difese. Strano a dirsi viste le due rose, Reggio e Milano sinora hanno fatto meglio in difesa che in attacco. L’EA7 ha la seconda difesa con soli 71.4 punti subiti di media, la Grissin Bon è sesta con 75 concessi. In compenso Milano è nona nei punti segnati (77.3) e Reggio terz’ultima (73.9). I due attacchi non sono a pieno regime, anzi, ma hanno stelle brillanti. Della Valle sta dominando offensivamente e Wright è in crescita forte. Milano ha perso la prima punta Goudelock ma l’ha sostituita “solo” con Jerrels, sinora esplosivo in serie A come in coppa. Ed ha un play realizzatore come Theodore, discontinuo ma spesso immarcabile. Anche a tiratori non si scherza, almeno sulla carta, con Micov e Bertans contro Mussini e il solito Della Valle.

Italiani. C’erano una volta gli italiani. La Grissin Bon ha dovuto cambiare i suoi equilibri affidandosi a un maggior contributo di stranieri dopo l’addio difficile. Milano continua a far collezione di italiani di prima fascia, utili per il campionato e per indebolire le rivali, ma i minutaggi nostrani sono scarsi. Fontecchio e Abbass hanno poco spazio, Cusin e Cinciarini sono usati in campionato (in Eurolega senza limiti di stranieri giocano Kalnietis e Tarczewski) e anche Pascolo fatica, sino ad ora. (a.a.)



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