Grissin Bon che beffa impresa solo sfiorata
di Linda Pigozzi
I biancorossi falliscono il tiro dellla vittoria contro Milano
4 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Brucia.
Brucia enormemente la sconfitta che la Grissin Bon rimedia nel finale del big match contro la corazzata EA7 Milano.
Brucia, perché Reggio cade lottando e nonostante esaltanti rimonte non riesce a compiere l’ultimissimo sforzo che le avrebbe permesso di proseguire la striscia aperta di vittorie in campionato e di lasciare l’ultimo posto che condivide tristemente con Brindisi.
In un Bigi mai così colmo da che è stato ampliato, passa quindi l’Olimpia del contestatissimo ex Andrea Cinciarini e i biancorossi restano lì a mangiarsi le mani per la grande occasione sfumata.
Non è un trionfo il ritorno di White che, a un niente dal gong finale, sbaglia di brutto il tiro che l’avrebbe fatto santificare dal popolo reggiano del basket, come accadeva ai bei vecchi tempi.
A esaltare, nella domenica stregata in via Guasco, è invece l’esplosivo Reynolds, il migliore del lotto reggiano, al rientro dopo l’infortunio alla caviglia.
Da salvare, in realtà, c’è anche altro: sacrificio difensivo importante per circa 35’, cuore e pure qualche spunto positivo di Llompart debuttante nella Grissin Bon di cui non ne conosce ancora in toto i meccanismi. Chi più di tutti fa le spese delle scelte dello stratega Pianigiani è Della Valle. Raddoppiato, assediato, spesso zittito dall’aggressività difensiva dei fisicati ospiti, l’azzurro fatica tanto in attacco. Troppo, rispetto a quanto è abituato. Eppure, anche se concentrato nel crear gioco, riesce comunque ad andare in doppia cifra, complice l’8/8 dalla riga bianca.
I biancorossi griffati Armani pagano il superlavoro di contenimento su Della Valle, lasciando qualche spazio di troppo sotto. Reynolds e Wright ringraziano, ma alla fine della fiera il colosso Gudaitis non avrà rivali.
Il match vede proprio Reynolds zompare subito a canestro. Poi, dopo 2 minutini di nulla, Milano si sveglia e sprinta avanti. Reynolds è carico, salta e stoppa che è un piacere. Poi dalle mani di Mussini esce la tripla, l’unica che il reggiano produrrà nel match, che tiene in corsa i biancorossi. Sul finale di quarto Bertans gela gli entusiasmi, quindi arriva il libero di Jerrells che consente agli ospiti di chiudere il quarto avanti: 14-15.
Accompagnato da un delirio di fischi e insulti, entra in campo il febbricitante ex Cinciarini all’inizio del secondo periodo. I fischi accompagnano a ogni passo il play pesarese, ma è la coppia Bertans-Guidaitis a schiaffeggiare i reggiani che, dopo 1’30” di gioco sono già finiti sul -6 (14-20). Dalla riga bianca, White segna, finalmente, i primi due punti del suo nuovo corso biancorosso. Poi lo schiacciatone di Wright fa tremare il canestro meneghino. L’illusione di un bel recupero sfuma, complice l’evidente calo difensivo reggiano. Nove punti violenti dell’EA7 fanno abbassare il capo ai reggiani. Il gioco sporco, la difesa asfissiante sulla bocca da fuoco Della Valle e mani più calde valgono quindi agli ospiti il +11.
Non crolla, però, Reggio. Che, azione dopo azione, con tanto sano sbattimento riesce a ridurre il gap fino al -3 (28-31) con un cesto di Della Valle. Wright impatta con un’azione costruita perfettamente, quindi Della Valle la appoggia per il vantaggio reggiano a 120” all’intervallo. Jerrells si fa sentire e Milano imbocca il tunnel avanti di 6 lunghezze (35-41).
Sono minuti di buio per i biancorossi di casa, quelli con cui s’apre la ripresa. Gli unici bagliori arrivano dai canestri di Wright e Reynolds. Milano continua a mostrare i muscoli e a difendere forte su Della Valle. I gol di Candi ridanno speranza, nonostante la rabbia per l’antisportivo fischiato a Reynolds. Con un quintetto inedito (Candi, Adv, Mussini, White e Reynolds), Reggio si mantiene in scia fino all’ultimo minuto del quarto quando Della Valle impatta dalla lunetta per il 50 pari.
Reggio ci crede, gioca duro e resta attaccata agli ospiti che mettono fisico e talento in campo. Sul 59 pari, al 5’, Candi spreca due falli in un niente e tocca quota cinque. È fuori e Menetti deve puntar forte su Llompart. Jerrells scava il solco (61-67). Il pala è rovente, continiua a spingere i traballanti biancorossi e sottolinea con un urlo il canestro di White del 63-69. Seguono tre errori reggiani pesantissimi e Gudaitis, spedito in lunetta da Wright, dice ancora +8 (63-71). A meno di 90” dal gong Markoishvili e quindi Della Valle riducono il divario al -2.
Micov sbaglia scatenando le ire di Pianigiani. Qui, sul 69-71 e mezzo pala in piedi a urlare, Theodore commette fallo su Llompart che, a -18, impatta. Pianigiani chiama time out e Menetti azzada, ordinando di far fallo: Markoishvili manda a tirare Jerrels. Viene giù il palazzo mentre l’americano infila solo uno dei due liberi a sua disposizione. La palla è nelle mani della Grissin Bon. Quasi 4.500 reggiani trattengono il respiro. Errore di Markoishivili, White agguanta la palla, ma il suo tiro non va a segno. E sul suo errore, si conclude mestamente la gara.
Brucia enormemente la sconfitta che la Grissin Bon rimedia nel finale del big match contro la corazzata EA7 Milano.
Brucia, perché Reggio cade lottando e nonostante esaltanti rimonte non riesce a compiere l’ultimissimo sforzo che le avrebbe permesso di proseguire la striscia aperta di vittorie in campionato e di lasciare l’ultimo posto che condivide tristemente con Brindisi.
In un Bigi mai così colmo da che è stato ampliato, passa quindi l’Olimpia del contestatissimo ex Andrea Cinciarini e i biancorossi restano lì a mangiarsi le mani per la grande occasione sfumata.
Non è un trionfo il ritorno di White che, a un niente dal gong finale, sbaglia di brutto il tiro che l’avrebbe fatto santificare dal popolo reggiano del basket, come accadeva ai bei vecchi tempi.
A esaltare, nella domenica stregata in via Guasco, è invece l’esplosivo Reynolds, il migliore del lotto reggiano, al rientro dopo l’infortunio alla caviglia.
Da salvare, in realtà, c’è anche altro: sacrificio difensivo importante per circa 35’, cuore e pure qualche spunto positivo di Llompart debuttante nella Grissin Bon di cui non ne conosce ancora in toto i meccanismi. Chi più di tutti fa le spese delle scelte dello stratega Pianigiani è Della Valle. Raddoppiato, assediato, spesso zittito dall’aggressività difensiva dei fisicati ospiti, l’azzurro fatica tanto in attacco. Troppo, rispetto a quanto è abituato. Eppure, anche se concentrato nel crear gioco, riesce comunque ad andare in doppia cifra, complice l’8/8 dalla riga bianca.
I biancorossi griffati Armani pagano il superlavoro di contenimento su Della Valle, lasciando qualche spazio di troppo sotto. Reynolds e Wright ringraziano, ma alla fine della fiera il colosso Gudaitis non avrà rivali.
Il match vede proprio Reynolds zompare subito a canestro. Poi, dopo 2 minutini di nulla, Milano si sveglia e sprinta avanti. Reynolds è carico, salta e stoppa che è un piacere. Poi dalle mani di Mussini esce la tripla, l’unica che il reggiano produrrà nel match, che tiene in corsa i biancorossi. Sul finale di quarto Bertans gela gli entusiasmi, quindi arriva il libero di Jerrells che consente agli ospiti di chiudere il quarto avanti: 14-15.
Accompagnato da un delirio di fischi e insulti, entra in campo il febbricitante ex Cinciarini all’inizio del secondo periodo. I fischi accompagnano a ogni passo il play pesarese, ma è la coppia Bertans-Guidaitis a schiaffeggiare i reggiani che, dopo 1’30” di gioco sono già finiti sul -6 (14-20). Dalla riga bianca, White segna, finalmente, i primi due punti del suo nuovo corso biancorosso. Poi lo schiacciatone di Wright fa tremare il canestro meneghino. L’illusione di un bel recupero sfuma, complice l’evidente calo difensivo reggiano. Nove punti violenti dell’EA7 fanno abbassare il capo ai reggiani. Il gioco sporco, la difesa asfissiante sulla bocca da fuoco Della Valle e mani più calde valgono quindi agli ospiti il +11.
Non crolla, però, Reggio. Che, azione dopo azione, con tanto sano sbattimento riesce a ridurre il gap fino al -3 (28-31) con un cesto di Della Valle. Wright impatta con un’azione costruita perfettamente, quindi Della Valle la appoggia per il vantaggio reggiano a 120” all’intervallo. Jerrells si fa sentire e Milano imbocca il tunnel avanti di 6 lunghezze (35-41).
Sono minuti di buio per i biancorossi di casa, quelli con cui s’apre la ripresa. Gli unici bagliori arrivano dai canestri di Wright e Reynolds. Milano continua a mostrare i muscoli e a difendere forte su Della Valle. I gol di Candi ridanno speranza, nonostante la rabbia per l’antisportivo fischiato a Reynolds. Con un quintetto inedito (Candi, Adv, Mussini, White e Reynolds), Reggio si mantiene in scia fino all’ultimo minuto del quarto quando Della Valle impatta dalla lunetta per il 50 pari.
Reggio ci crede, gioca duro e resta attaccata agli ospiti che mettono fisico e talento in campo. Sul 59 pari, al 5’, Candi spreca due falli in un niente e tocca quota cinque. È fuori e Menetti deve puntar forte su Llompart. Jerrells scava il solco (61-67). Il pala è rovente, continiua a spingere i traballanti biancorossi e sottolinea con un urlo il canestro di White del 63-69. Seguono tre errori reggiani pesantissimi e Gudaitis, spedito in lunetta da Wright, dice ancora +8 (63-71). A meno di 90” dal gong Markoishvili e quindi Della Valle riducono il divario al -2.
Micov sbaglia scatenando le ire di Pianigiani. Qui, sul 69-71 e mezzo pala in piedi a urlare, Theodore commette fallo su Llompart che, a -18, impatta. Pianigiani chiama time out e Menetti azzada, ordinando di far fallo: Markoishvili manda a tirare Jerrels. Viene giù il palazzo mentre l’americano infila solo uno dei due liberi a sua disposizione. La palla è nelle mani della Grissin Bon. Quasi 4.500 reggiani trattengono il respiro. Errore di Markoishivili, White agguanta la palla, ma il suo tiro non va a segno. E sul suo errore, si conclude mestamente la gara.
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