Gattuso: «Milan, ora vinci»
«Con il Bologna conta soltanto il risultato, si deve reagire»
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CARNAGO (Varese). La stagione del Milan è una corsa contro il tempo. Dieci giorni fa Vincenzo Montella ha esaurito il suo, e non abbonda nemmeno quello a disposizione di Rino Gattuso per risollevare una squadra in crisi di risultati, d'identità e in condizioni fisiche rivedibili. Dopo il pareggio beffa di Benevento e la figuraccia di Rijeka («Mi brucia perché il Milan non aveva mai perso con una squadra croata»), Gattuso per la prima volta va in panchina a San Siro, dove è stato protagonista da calciatore per 13 anni, ma sa che non ci sarà troppo spazio per i ricordi. «L'emozione durerà un paio di minuti, conta solo vincere questa partita», assicura l'ex mediano alla vigilia della sfida con il Bologna di un'altra icona del passato rossonero, Roberto Donadoni, capace di conquistare gli stessi 21 punti del Milan, ben 12 in trasferta. Non è esattamente l'avversario più facile contro cui cercare la svolta, prima di una settimana che si annuncia amara con il no in arrivo dalla Uefa al Voluntary Agreement. «Dai miei mi aspetto rabbia: non dobbiamo abbatterci al primo schiaffo ma reagire con veemenza», spiega Gattuso, consapevole della necessità di badare al sodo.
«Di riffa o di raffa, conta vincere, a ogni costo» avverte, ammettendo che per la condizione fisica ideale «serve un mese e mezzo, ma non deve essere un alibi. In questo momento non c'è tempo, e nemmeno tanta pazienza».
«Di riffa o di raffa, conta vincere, a ogni costo» avverte, ammettendo che per la condizione fisica ideale «serve un mese e mezzo, ma non deve essere un alibi. In questo momento non c'è tempo, e nemmeno tanta pazienza».
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