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L’Inter resiste e la Juve mastica amaro

L’Inter resiste e la Juve mastica amaro

Il big match finisce senza reti, traversa di Mandzukic. Il team di Spalletti rimane capolista e spera nella Fiorentina a Napoli

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TORINO. La madre di tutte le partite ha partorito solo uno 0-0, che sta benissimo all’Inter e che sta molto meno bene alla Juve perché avrebbe meritato di vincere. Szczesny non ha dovuto compiere una parata, diversamente da Handanovic, salvato pure dalla traversa sul finire della prima frazione.

Ma è anche vero che, probabilmente, l’anno scorso i nerazzurri avrebbero perso e invece hanno tenuto botta, ancorché soffrendo. In assoluto, hanno giganteggiato le difese: Benatia-Chiellini da una parte, Skriniar-Miranda dall’altra. Nel primo tempo si sono materializzati due tiri in porta, entrambi di matrice bianconera, uno firmato da Mandzukic dopo 9’, l’altro di Khedira al 37’, oltre alla traversa centrata da SuperMario a pochi istanti dall’intervallo.

Per il resto un onesto, prevedibile tafferugliare a centrocampo. Il 4-3-3 studiato da Allegri, senza Buffon, Marchisio e Dybala, è stato un sistema di gioco solo apparentemente spregiudicato, in realtà Cuadrado ha agito molto nella propria trequarti, De Sciglio e Asamoah solo nella ripresa hanno spinto. Il 4-2-3-1 di Spalletti si è rivelato una formula spregiudicata per finta. Brozovic preferito a Gagliardini è stata una scelta senza grandi riscontri.

Pjanic e Borja Valero sono stati playmaker controllatissimi e menatissimi, meglio il bosniaco dello spagnolo. Alla Juventus è mancata un briciolo di profondità, all’Inter il miglior Perisic e il miglior Candreva. Quando dopo la mezz’ora i bianconeri hanno cominciato a dare cadenze meno compassate alla manovra, qualcosa di diverso si è notato. Sull’asse Cuadrado-Madzukic sono nate le due occasioni: cross e tiro, cross e colpo di testa. Per troppo tempo sono rimasti ai margini Higuain e Icardi, poco cercati. Argentini protagonisti mancati, capita.

Gli strappi di Cuadrado hanno lasciato il marchio di fabbrica sulla ripresa, il colombiano è stato a tratti imprendibile, tanto che Spalletti ha avvicendato Santon con Dalbert nel tentativo di anestetizzarlo. La gara si è sbilanciata, è diventata di matrice più bianconera, non a caso Khedira e Asamoah tra il 23’ e il 26’ hanno sfiorato per due volte il vantaggio.

La mossa Dybala (per Khedira) ha dato il senso di quanto i campioni d’Italia volessero provare a vincere, malgrado la Joya abbia dimostrato nel quarto d’ora in cui è stato in campo di vivere davvero un momento poco felice persino in termini di controllo del pallone. Anche per questo, forse, la Juventus non ha vinto e l’Inter non ha perso.



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