La Reggiana adesso è un bunker
Dopo un avvio di stagione disastroso la difesa granata è tra le migliori dell’intera Lega
REGGIO EMILIA. Nella Reggiana che in questo momento della stagione ha dato una decisa inversione di rotta al proprio campionato dopo un avvio di stagione disastroso, non ci sono segreti. Ci sono i numeri che, spesso, nel calcio spiegano molto cose. Numeri che parlano di una chiara inversione di tendenza sì per quello che riguarda l’attacco, con elementi del calibro di Cesarini e Altinier che si sono finalmente sbloccati, ma soprattutto anche in fase difensiva, dove la formazione guidata da Sergio Eberini ha cambiato decisamente marcia.
Adesso la Reggiana inizia le partita quantomeno dallo zero a zero, mentre all’inizio della stagione sembrava essere una squadra in piena balia degli avversari e pronta a crollare da un momento all’altro. E i giocatori non sono cambiati anzi, complici i tanti infortuni che hanno attanagliato la Reggiana per tutto il girone d’andata, nelle ultime settimane diversi elementi si sono trovati costretti a giocare anche fuori posizione. Lombardo schierato come terzino destro, Panizzi come difensore centrale e Ghiringhelli dirottato sulla corsia di sinistra. Nonostante tutto questo però i granata negli ultimi mesi non hanno mai perso la propria identità e i numeri, quelli che nel calcio difficilmente sbagliano, sono lì a dimostrarlo.
Nel primo mese di campionato la Reggiana scendeva in campo con un atteggiamento molto passivo, lasciando il pallino del gioco in mano agli avversari e schierandosi sempre molto bassa a ridosso della propria area di rigore. Così facendo, in quattro partite giocate, perché la sfida con il Modena è stata resa nulla dopo l’esclusione dei canarini e con i granata che, seppur vincendo, avevano sofferto le pene dell’inferno per lunghi tratti del match, la Reggiana non ha vinto nemmeno una gara, subendo ben 6 reti e, di fatto iniziando le partite sempre sotto di un gol.
Negli ultimi mesi qualcosa è cambiato: è cambiato lo staff tecnico e, è cambiato drasticamente l’atteggiamento della squadra sul terreno di gioco. Adesso la Reggiana lotta per tutti i novanta minuti della partita, scende in campo aggressiva dal primo minuto fino al triplice fischio del direttore di gara. Gli attaccanti sono i primi difensori perché hanno voglia di sacrificarsi per i propri compagni e, la linea a quattro davanti a Narduzzo sta acquisendo sempre maggior sicurezza, con un Panizzi che sta giocando come mai lo si era visto fare in campionato, Crocchianti che non è più una sorpresa dopo un intero girone d’andata, mentre Spanò e Ghiringhelli sono delle autentiche certezze.
E in tutto questo in questo campionato non è praticamente sceso mai in campo Paolo Rozzio. Con questo tipo di atteggiamento anche chi, per emergenza deve essere schierato fuori posizione, riesce sempre a dare il proprio contributo non andando mai in difficoltà contro nessun avversario. Non è un caso che la Reggiana nelle dodici partite trascorse da Santarcangelo a quella di sabato scorso a Padova, ha subito solamente 5 reti e anche formazioni allestite per la vittoria finale del campionato non sono riuscite a superare Spanò e compagni.
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