Sconfitta al veleno per la Grissin Bon
di Linda Pigozzi
Fra i fischi per un fallo negato il Lietkabelis vince all’overtime
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REGGIO EMILIA. La rabbia e la beffa.
La rabbia per il tiro della vittoria sui lituani del Lietkabelis già dentro al 40’ sputato incredibilmente fuori dal canestro. La beffa per un fallo non sanzionato nel tiro in extramis che all’overtime poteva dire pareggio sulla sirena.
Rabbia e beffa per quei tiri, entrambi scoccati da un generosissimo Della Valle al rientro dopo il guaio alla spalla, che fanno malissimo.
Al Bigi passa dopo 45’ di autentica battaglia il team dei gemelli Lavrinovic, ora più vicini al passaggio del turno. Non sono ancora fuori dalle Top 16, va detto, i biancorossi di Menetti che con i lituani conservano il vantaggio della differenza canestri. Mancano due gare alle fine della prima fase: mercoledì 20 si andrà a far visita all’Hapoel, ultima del gruppo con due sole vittorie, mentre il 27 dicembre si chiuderà in via Guasco con il Bayer, schiacciasassi già qualificata che ieri sera ha travolto pure gli israelianiani per 111-85.
Piuttosto netta anche la vittoria del Galatasaray sul Podgorica (82-61) nell’anticipo di martedì.
La classifica vede ora dietro il Podgorica con quattro successi dietro agli imbattuti tedeschi, quindi con tre vittorie in saccoccia Grissin Bon, Lietkabelis e Galatasaray e, come detto, l’Hapoel a chiudere. Tutto è ancora aperto ma non per questo c’è meno rabbia nella notte in cui in via Guasco si sono accolti come eroi Ksistof e, sopratutto Darjus Lavrinovic, premiati e celebrati prima della palla a due.
E al via la buona notizia e che Della Valle c’è, sta bene ed è pure carichissimo. E già al via si comprende bene che i lituani, sconfitti a casa loro all’andata per 75-82, hanno intenzioni di vendetta. Con la posta in palio così elevata, ne esce una gara non esatamente bellissima ma in ogni caso ad alta tensione e intensità. Già nel primo periodo Ksistof affonda la lama, portando avanti i suoi, ma Reggio chiude sopra con i cesti di Wright e del ritrovato Della Valle. Un libero di Llompart chiude il primo quarto sul 18-15.
La gara, fisica come sempre lo sono in Europa, arriva all’intervallo sul 40-37 per i reggiani con Markoishivili che timbra da tre in extremis. Reynolds, dentro al fianco di Sane, alla ripartenza amplia il divario. Scivolato a -5, il Lietkabelis si mette in assetto da guerra. Juskevicius manda in cortocircuito la difesa di casa (accoppiamenti bizzarri, a dirla tutta) consentendo al team lituano di rialzare la testa. Della Valle dice la sua ma Peiners s’inventa anche l’impossibile che, tradotto, significa sei-punti-sei in un niente che vanno a riaprire i conti. Ancora tanta intensità, ancora equilibrio, davvero fino al 40’ quando, sul 72 pari, il canestro sputa il gol già fatto da Della Valle.
L’overtime si trasforma in 5’ di sofferenza reggiana. Più lucidi, i lituani volano con Ksistof e Peiners. I biancorossi non mollano, si riavvicinano all’ultimissimo e, a un niente dal gong, Della Valle riesce pure a prendersi il tiro del possibile accangio. Il miracolo non arriva, complice un fallaccio che manda al tappeto l’eroe di casa, arrabbiato e beffato.
La rabbia per il tiro della vittoria sui lituani del Lietkabelis già dentro al 40’ sputato incredibilmente fuori dal canestro. La beffa per un fallo non sanzionato nel tiro in extramis che all’overtime poteva dire pareggio sulla sirena.
Rabbia e beffa per quei tiri, entrambi scoccati da un generosissimo Della Valle al rientro dopo il guaio alla spalla, che fanno malissimo.
Al Bigi passa dopo 45’ di autentica battaglia il team dei gemelli Lavrinovic, ora più vicini al passaggio del turno. Non sono ancora fuori dalle Top 16, va detto, i biancorossi di Menetti che con i lituani conservano il vantaggio della differenza canestri. Mancano due gare alle fine della prima fase: mercoledì 20 si andrà a far visita all’Hapoel, ultima del gruppo con due sole vittorie, mentre il 27 dicembre si chiuderà in via Guasco con il Bayer, schiacciasassi già qualificata che ieri sera ha travolto pure gli israelianiani per 111-85.
Piuttosto netta anche la vittoria del Galatasaray sul Podgorica (82-61) nell’anticipo di martedì.
La classifica vede ora dietro il Podgorica con quattro successi dietro agli imbattuti tedeschi, quindi con tre vittorie in saccoccia Grissin Bon, Lietkabelis e Galatasaray e, come detto, l’Hapoel a chiudere. Tutto è ancora aperto ma non per questo c’è meno rabbia nella notte in cui in via Guasco si sono accolti come eroi Ksistof e, sopratutto Darjus Lavrinovic, premiati e celebrati prima della palla a due.
E al via la buona notizia e che Della Valle c’è, sta bene ed è pure carichissimo. E già al via si comprende bene che i lituani, sconfitti a casa loro all’andata per 75-82, hanno intenzioni di vendetta. Con la posta in palio così elevata, ne esce una gara non esatamente bellissima ma in ogni caso ad alta tensione e intensità. Già nel primo periodo Ksistof affonda la lama, portando avanti i suoi, ma Reggio chiude sopra con i cesti di Wright e del ritrovato Della Valle. Un libero di Llompart chiude il primo quarto sul 18-15.
La gara, fisica come sempre lo sono in Europa, arriva all’intervallo sul 40-37 per i reggiani con Markoishivili che timbra da tre in extremis. Reynolds, dentro al fianco di Sane, alla ripartenza amplia il divario. Scivolato a -5, il Lietkabelis si mette in assetto da guerra. Juskevicius manda in cortocircuito la difesa di casa (accoppiamenti bizzarri, a dirla tutta) consentendo al team lituano di rialzare la testa. Della Valle dice la sua ma Peiners s’inventa anche l’impossibile che, tradotto, significa sei-punti-sei in un niente che vanno a riaprire i conti. Ancora tanta intensità, ancora equilibrio, davvero fino al 40’ quando, sul 72 pari, il canestro sputa il gol già fatto da Della Valle.
L’overtime si trasforma in 5’ di sofferenza reggiana. Più lucidi, i lituani volano con Ksistof e Peiners. I biancorossi non mollano, si riavvicinano all’ultimissimo e, a un niente dal gong, Della Valle riesce pure a prendersi il tiro del possibile accangio. Il miracolo non arriva, complice un fallaccio che manda al tappeto l’eroe di casa, arrabbiato e beffato.
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