Tanti ex della Reggiana protagonisti a San Siro
di Andrea Munari
Calcio serie C, il Pordenone sconfitto solo ai rigori dall’Inter in Tim Cup Perilli, autore di ottime parate per tutto il match, il migliore in campo
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Nel Pordenone protagonista della serata di martedì a San Siro, dove i veneti si sono arresi solamente ai calci di rigore all’Inter, ci sono tanti ex della Reggiana. Leo Colucci ha iniziato la scorsa stagione la sua avventura come primo allenatore nel calcio dei grandi proprio sulla panchina granata lo scorso anno e, dopo un promettente avvio di stagione che portò anche la Reggiana al primo posto, fu esonerato alla 22a giornata, con la squadra al sesto posto a meno otto dalla capolista Venezia. Al suo posto fu chiamato Leonardo Menichini che concluse il campionato al quinto posto a meno ventuno dal Venezia che conquistò la serie B. I granata disputarono poi degli ottimi playoff e la corsa verso la promozione si fermò solamente in semifinale contro l’Alessandria. Tra gli altri protagonisti in campo ci sono stati Mirko Stefani, oggi capitano del Pordenone, ma ancora nel cuore di tantissimi tifosi granata dopo i suoi quattro anni in maglia Reggiana e tra i protagonisti della promozione in serie C1 nel 2007/08 e delle successive due stagioni in cui la squadra arrivò ai playoff.
L’assoluto protagonista del match di San Siro però è Simone Perilli, che a Reggio ha vissuto una prima stagione da protagonista indiscusso, nel 2015/16 e, dopo la conferma, l’anno scorso ha avuto un rendimento altalenante. In estate il club di via Mogadiscio ha deciso di affidare la porta a un giocatore esperto e che garantisse sicurezza a tutta la squadra. Per questo motivo è stato preso Davide Facchin, oggi superato nelle gerarchie da Narduzzo che appena ne ha avuto l’occasione, ha confermato le buone prestazioni dell’anno scorso scalzando il compagno. E per Perilli non c’era più posto a Reggio. Criticato anche dalla piazza e con la società granata ben lieta di liberarsene velocemente, il giocatore è passato al Pordenone, seguendo l’ex allenatore a Reggio Leonardo Colucci. Dal passaggio in Friuli di Perilli l’unico vantaggio che la Reggiana ha avuto è stato quello di aver risparmiato sull’ingaggio del portiere classe ’95, anche se la valutazione data al giocatore si aggirava attorno al milione di euro. L’ex portierone granata si è messo in mostra nella Scala del calcio, salvando la propria squadra in più di un’occasione sia durante i tempi regolamentari sia durante i supplementari. Prendendo definitivamente la palma di migliore in campo con due rigori parati, a Skriniar e a Gagliardini. Parate che non sono valse il passaggio del turno per il Pordenone, ma che hanno certamente messo il giocatore sotto la luce della ribalta.
L’assoluto protagonista del match di San Siro però è Simone Perilli, che a Reggio ha vissuto una prima stagione da protagonista indiscusso, nel 2015/16 e, dopo la conferma, l’anno scorso ha avuto un rendimento altalenante. In estate il club di via Mogadiscio ha deciso di affidare la porta a un giocatore esperto e che garantisse sicurezza a tutta la squadra. Per questo motivo è stato preso Davide Facchin, oggi superato nelle gerarchie da Narduzzo che appena ne ha avuto l’occasione, ha confermato le buone prestazioni dell’anno scorso scalzando il compagno. E per Perilli non c’era più posto a Reggio. Criticato anche dalla piazza e con la società granata ben lieta di liberarsene velocemente, il giocatore è passato al Pordenone, seguendo l’ex allenatore a Reggio Leonardo Colucci. Dal passaggio in Friuli di Perilli l’unico vantaggio che la Reggiana ha avuto è stato quello di aver risparmiato sull’ingaggio del portiere classe ’95, anche se la valutazione data al giocatore si aggirava attorno al milione di euro. L’ex portierone granata si è messo in mostra nella Scala del calcio, salvando la propria squadra in più di un’occasione sia durante i tempi regolamentari sia durante i supplementari. Prendendo definitivamente la palma di migliore in campo con due rigori parati, a Skriniar e a Gagliardini. Parate che non sono valse il passaggio del turno per il Pordenone, ma che hanno certamente messo il giocatore sotto la luce della ribalta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
