«Reggio è più forte di quanto dice la classifica»
di Riccardo Bellelli
Il tecnico Caja non si fida di Della Valle e soci: «Non dovremo permettere che ci mandino fuori ritmo»
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REGGIO EMILIA. Attilio Caja arriva a Reggio con grande rispetto per la formazione di Menetti, allenatore che stima molto per quanto ha fatto con i biancorossi in questi anni.
«Negli ultimi tre anni, Reggio ha giocato due finali scudetto e un quarto di finale, sempre con lo stesso tecnico. Non è un caso. Hanno cambiato molto in estate, si è chiuso un ciclo» premette l’esperto coach del Varese .
Cosa pensa del team reggiano?
«Ha cambiato tanto, ma c’è ancora Della Valle che ha un grande talento offensivo come dimostrato anche in nazionale. È arrivato Markoishvili che ci ricordiamo com’era a Cantù, che ha giocato l’Eurolega da protagonista. È passato qualche anno ma la qualità e rimasta. C’è ancora Wright, altro giocatore importante. Reynolds lo scorso anno non mi faceva impazzire ma ora mi sembra che abbia fatto grossi passi avanti. Ha ancora qualche alto e basso ma ha migliorato la tecnica e nelle ultime gare ha segnato molto. Reggio ha avuto sfortuna con gli infortuni, ma ha poi inserito buoni sostituti: Llompart è un giocatore solido, ha grande esperienza, sa dare i giusti ritmi alla squadra e ha leadership, White forse non ha l’atletismo della priva volta a Reggio, ma è ancora un buon giocatore».
La Grissin Bon è attualmente penultima. Pensa che la posizione rispecchi il valore del team?
«La classifica mi pare bugiarda, anche in coppa la squadra dta giocando in modo dignitoso poi partite sfortunate come quella contro i lituani mercoledì possono capitare».
Cosa teme degli avversari?
«Ho già elencato i punti forti, cercheremo di mettere qualche sassolino nell’ingranaggio per bloccarli. Avremo bisogno di giocare una partita con un impatto fisico/atletico importante perché loro a quel livello sono molto forti. In ogni ruolo possono esserci superiori, l’altezza di Markoishvili, la fisicità di Wright e White da 4, la tecnica dei piccoli. Dovremo leggere bene le situazioni, giocare bene dal punto di vista agonistico e metterci anche tanta testa».
Quali altri fattori possono decidere la gara?
«Molto dipenderà anche dalla nostra gara offensiva, dovremo leggere la difesa, loro fanno molti cambi sfruttando la fisicità. Nell’uno contro uno hanno esterni che possono tenere i lunghi e lunghi in grado di tenere i piccoli. Nel basket vince chi la mette dentro, c’è poco da fare. Non dovremo permettere che ci mandino fuori ritmo».
Il fatto che non abbiate un giocatore da 30 punti ma che le responsabilità siano ripartite tra tutti, può essere un punto di forza in attacco?
«Non so se sia una cosa buona o no, io ho questi giocatori e cerco di ottenere il massimo da loro. Cerco di allenare al meglio sperando di avere di domenica in domenica un miglioramento delle percentuali al tiro. Ho giocatori che possono crescere ancora».
Che indicazioni ha tratto dalla partita di Eurocup con il Lietkabelis?
«Hanno dimostrato che se li lasci giocare, hanno qualità fisiche importanti. Non potremo lasciare Hollis e Ferrero contro Wright e White, c’è troppa differenza. Anche su Della Valle dovremo pensare qualcosa, tenere uno contro uno non basta, anche perché Amedeo in casa viene tutelato un po’ di più. Ci dovrà essere un grande lavoro di team».
«Negli ultimi tre anni, Reggio ha giocato due finali scudetto e un quarto di finale, sempre con lo stesso tecnico. Non è un caso. Hanno cambiato molto in estate, si è chiuso un ciclo» premette l’esperto coach del Varese .
Cosa pensa del team reggiano?
«Ha cambiato tanto, ma c’è ancora Della Valle che ha un grande talento offensivo come dimostrato anche in nazionale. È arrivato Markoishvili che ci ricordiamo com’era a Cantù, che ha giocato l’Eurolega da protagonista. È passato qualche anno ma la qualità e rimasta. C’è ancora Wright, altro giocatore importante. Reynolds lo scorso anno non mi faceva impazzire ma ora mi sembra che abbia fatto grossi passi avanti. Ha ancora qualche alto e basso ma ha migliorato la tecnica e nelle ultime gare ha segnato molto. Reggio ha avuto sfortuna con gli infortuni, ma ha poi inserito buoni sostituti: Llompart è un giocatore solido, ha grande esperienza, sa dare i giusti ritmi alla squadra e ha leadership, White forse non ha l’atletismo della priva volta a Reggio, ma è ancora un buon giocatore».
La Grissin Bon è attualmente penultima. Pensa che la posizione rispecchi il valore del team?
«La classifica mi pare bugiarda, anche in coppa la squadra dta giocando in modo dignitoso poi partite sfortunate come quella contro i lituani mercoledì possono capitare».
Cosa teme degli avversari?
«Ho già elencato i punti forti, cercheremo di mettere qualche sassolino nell’ingranaggio per bloccarli. Avremo bisogno di giocare una partita con un impatto fisico/atletico importante perché loro a quel livello sono molto forti. In ogni ruolo possono esserci superiori, l’altezza di Markoishvili, la fisicità di Wright e White da 4, la tecnica dei piccoli. Dovremo leggere bene le situazioni, giocare bene dal punto di vista agonistico e metterci anche tanta testa».
Quali altri fattori possono decidere la gara?
«Molto dipenderà anche dalla nostra gara offensiva, dovremo leggere la difesa, loro fanno molti cambi sfruttando la fisicità. Nell’uno contro uno hanno esterni che possono tenere i lunghi e lunghi in grado di tenere i piccoli. Nel basket vince chi la mette dentro, c’è poco da fare. Non dovremo permettere che ci mandino fuori ritmo».
Il fatto che non abbiate un giocatore da 30 punti ma che le responsabilità siano ripartite tra tutti, può essere un punto di forza in attacco?
«Non so se sia una cosa buona o no, io ho questi giocatori e cerco di ottenere il massimo da loro. Cerco di allenare al meglio sperando di avere di domenica in domenica un miglioramento delle percentuali al tiro. Ho giocatori che possono crescere ancora».
Che indicazioni ha tratto dalla partita di Eurocup con il Lietkabelis?
«Hanno dimostrato che se li lasci giocare, hanno qualità fisiche importanti. Non potremo lasciare Hollis e Ferrero contro Wright e White, c’è troppa differenza. Anche su Della Valle dovremo pensare qualcosa, tenere uno contro uno non basta, anche perché Amedeo in casa viene tutelato un po’ di più. Ci dovrà essere un grande lavoro di team».
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