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«Posso dare una sferzata alla Casalgrandese»

«Posso dare una sferzata alla Casalgrandese»

Il portiere Novielli sbarca in Eccellenza dopo l’esperienza in Seconda categoria col Montecavolo

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CASALGRANDE. Francesco Novielli è uno dei nuovi giocatori che la Casalgrandese si è aggiudicata nella sessione invernale di mercato: la singolare traiettoria calcistica del portiere barese ha calcato anche palcoscenici superiori rispetto all'Eccellenza.

«Io provengo da Gravina in Puglia, e da circa un anno mi sono trasferito a Reggio per lavoro - spiega il guardiano biancoblù - tra le tappe più rilevanti del mio percorso, c'è senza dubbio l'esperienza in Basilicata nelle file dell'Oppido Lucano: è la squadra dove sei anni fa ho centrato una straordinaria doppietta, vincendo sia il campionato di Eccellenza sia la fase regionale di Coppa. Durante la stagione successiva ho poi difeso la porta del Matera, in serie D».

La scorsa stagione ha invece disputato il campionato di Promozione con la Castelnovese-Meletolese...

«Già: sono arrivato a gennaio quando la situazione era già problematica, e purtroppo non siamo riusciti a evitare la retrocessione in Prima».

E poi? Cosa è successo l’estate scorsa?

«In estate mi sono dedicato al keepbattle, una nuova disciplina di calcio sulla spiaggia che consiste proprio in una sfida tra portieri: sono arrivato fino alle semifinali nazionali di Nardò, perdendo contro un avversario di Lega Pro. Nel mese di settembre ho poi deciso di rimettermi in gioco in Seconda Categoria, accettando al volo la proposta del Montecavolo che ancora ringrazio per la bella opportunità: l'accordo con il club matildico era quello di restare proprio fino a dicembre, per poi cambiare squadra qualora fosse arrivata un'offerta dall'Eccellenza».

Tuttavia, lei è approdato a Villalunga in un momento non certo felice per la Casalgrandese: dopo la prima metà del campionato, siete infatti ultimi a quota 5 e la zona play out dista ben 9 punti...

«Intanto, il 7 gennaio riprenderemo il cammino con il cruciale scontro-salvezza a San Felice: se dovessimo piazzare il blitz, le nostre quotazioni in ottica salvezza aumenterebbero in misura rilevante. Da quello che mi hanno detto, fin qui la Casalgrandese ha peccato dal punto di vista dell'approccio alle varie sfide: troppo spesso la squadra è partita con un atteggiamento quasi rassegnato, ritrovando poi la giusta combattività solo dopo parecchi minuti».

Quale pensa possa essere la soluzione?

«Pur avendo solo 25 anni, sono tra i “senatori” di questo gruppo che è davvero ricco di giovani promettenti: credo quindi di poter dare un buon contributo non solo sul piano tecnico, ma anche in ambito caratteriale. Il primo impatto con la squadra è stato ottimo, e ho grande stima pure del mio collega portiere Alessandro Taglini: come l’allenatore Cifarelli e il direttore sportivo Arturo Borghi hanno ripetuto più volte, le porte della salvezza non sono ancora chiuse. Abbiamo ancora a disposizione uno spiraglio per cercare di risalire, e sta a noi il compito di renderlo sempre più ampio».(n.r.)

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